Per contenere la diffusione del coronavirus, il Governo italiano è dovuto correre ai ripari con una serie di misure restrittive che hanno di fatto bloccato l’economia del Paese, con tutto ciò che ne deriva soprattutto in termini di disagio per le famiglie italiane.

Al tempo stesso però continua a rimanere una priorità il contenimento del contagio del Covid-19, ed è proprio per questo che tra le misure al vaglio dell’esecutivo vi è anche lo slittamento delle elezioni amministrative ed il referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari.

“Noi come Governo siamo impegnati 24h su 24. Noi faremo un Cdm domani (15 marzo ndr) perché oggi ancora stiamo lavorando alle misure” ha detto il ministro per lo Sport e le Politiche giovanili Vincenzo Spadafora “ci stiamo prendendo qualche ora in più per scrivere un documento che contenga la maggior parte delle richieste”.

“Il primo provvedimento, domani, si concentrerà innanzitutto sulla parte sanitaria” ha detto ancora il titolare del dicastero “poi stiamo preparando un secondo provvedimento che approveremo all’inizio della prossima settimana e che conterrà le misure per il dopo”.

Più tempo per la revisione dell’automobile

Tra le misure al vaglio del Governo, anche quella che prevede più tempo per provvedere alla revisione della propria auto. Si tratta di una delle proposte che l’esecutivo sta valutando in chiave anti-coronavirus. Nella bozza del documento si legge della necessità di rinviare di “novanta giorni decorrenti dalla scadenza ordinaria” con “impossibilità di portare i mezzi alla revisione in tempo date le misure di contenimento del Covid-19, che impongono di rimanere a casa il più possibile” come riportato dall’Ansa.

In virtù dello stesso principio la validità dei documenti di identità in scadenza viene prorogata al 31 agosto.

Bollette, lauree ed esami di abilitazione, cosa cambia

Anche per le bollette qualcosa dovrà cambiare vista la situazione in cui versa il Paese. Il Governo sta considerando la possibilità anzitutto di ridurre l’importo delle bollette per tutto il 2020 attraverso un intervento sugli oneri di sistema. La misura servirebbe per dare sostegno alle famiglie e alle imprese, e dovrebbe essere inserita nel nuovo decreto anti-coronavirus.

Nella bozza che circola in queste ore sono contenuti i cardini dell’intervento, a cominciare dai fondi per gli ammortizzatori sociali, per proseguire con la sospensione delle ritenute per i settori più colpiti dalla crisi, turismo e spettacolo in primis.

Quanto alle lauree, l’ultima sessione per l’anno accademico 2018/2019 viene prorogata al 30 giugno 2020, o perlomeno questo è quanto il ministero dell’Università ha chiesto con una sua proposta inserita nel decreto legge sul coronavirus.

Si legge: “è conseguentemente prorogato ogni altro termine connesso all’adempimento di scadenze didattiche e amministrative funzionali allo svolgimento dell’esame di laurea”. Inoltre, per far fronte alle ricadute dell’emergenza coronavirus sono stati previsti dei fondi per le università e per la didattica a distanza.

Per quel che riguarda gli esami di abilitazione, si propone l’abolizione degli stessi nell’ambito dell’abilitazione alla professione medica. La proposta arriva dal ministero dell’Università ed è stata inserita anch’essa nella bozza del dl coronavirus sulla quale l’esecutivo sta ancora lavorando.

Con questa modifica si intende superare definitivamente il sistema attuale, stabilendo che è abilitato ad esercitare la professione chiunque sia laureato in medicina o chirurgia “previo giudizio di idoneità sui risultati relativi alle competenze dimostrate nel corso del tirocinio pratico-valutativo svolto” nel corso di studi si legge nella bozza.

In caso di approvazione della modifica saranno automaticamente abilitati i laureati della seconda sessione 2019 che erano in attesa dell’esame.

Per la Pubblica Amministrazione smart working regola fissa

Si provvede a limitare la presenza fisica del personale della Pubblica Amministrazione ai soli servizi indifferibili. Vista la situazione di emergenza che il Paese si trova a fronteggiare, si predilige la formula dello smart working come regola fissa per la P.A. come lo stesso ministero della Pubblica Amministrazione indica nella proposta contenuta nel decreto legge.

Per rendere possibile una maggiore e più efficace estensione dello smart working nella P.A. si potrà anche ricorrere ai computer e ai tablet personali. In questo modo sarà possibile ridurre effettivamente la presenza fisica dei dipendenti, per i quali altrimenti si invita a procedere con l’assegnazione di ferie da smaltire, congedi, o con l’attuazione di una adeguata turnazione.

Una ulteriore alternativa è quella di esentare il personale dal servizio, “posto che il periodo di esenzione sarà equiparato a servizio prestato a tutti gli effetti” si legge ancora sull’Ansa.

Altre novità nel dl: fondi per trasporto aereo, taxi e per sicurezza carceri

Nella bozza del dl al vaglio dell’esecutivo in queste ore lo stanziamento di 200 milioni di euro per il 2020 al fine di incrementare la disponibilità del Fondo di solidarietà per il trasporto aereo vista la drastica riduzione del traffico aereo e delle attività delle compagnie aeree a causa della diffusione del coronavirus.

La proposta arriva dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e con essa anche quella di dare sostegno al trasporto marittimo attraverso la sospensione della tassa di ancoraggio fino al 31 luglio, con lo stop dei canoni per le operazioni portuali e per le concessioni di aree portuali e banchine.

Per tutelare la salute dei condcenti di mezzi di trasporto pubblici e taxi, nel decreto si ipotizza di dotare Taxi ed Ncc di apposite “paratie” anti-virus che avrebbero la funzione di separare il posto di guida dai sedili dei passeggeri. La proposta, che ha lo scopo di contenere la diffusione del virus, arriva dal Mit ed è anch’essa contenuta nella bozza del dl, nella quale si legge che il contributo “sarebbe assegnato fino ad esaurimento delle risorse”.

“Per il bonus si prevede la creazione di un fondo ad hoc con una dotazione di 2 milioni” di euro, si legge sull’Ansa.

Nei giorni scorsi abbiamo purtroppo assistito a vere e proprie rivolte nelle carceri di varie località italiane, che oltre a causare morti e feriti, nonché minare ulteriormente il senso di sicurezza dei cittadini delle località limitrofe, hanno provocato ingenti danni alle strutture carcerarie.

A tal proposito nella bozza del dl si legge che “al fine di ripristinare la piena funzionalità e garantire le condizioni di sicurezza degli istituti penitenziari danneggiati nel corso delle proteste dei tetenuti anche in relazione alle notizie sulla diffusione del Covid-19, è autorizzata la spesa di euro 10.000.000 per ciascuno degli anni 2020 e 2021, per la realizzazione di interventi urgenti di ristrutturazione e di rifunzionalizzazione delle strutture e degli impianti danneggiati”.

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