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Fase 2, cosa riapre lunedì 18 maggio? Ecco le regole per bar, ristoranti, spiagge e negozi

Fase 2, cosa riapre lunedì 18 maggio? Ecco le regole per bar, ristoranti, spiagge e negozi

Il Cdm approva il nuovo decreto, dal 18 giugno niente più autocertificazione a meno che non si esca dalla Regione

A partire da lunedì 18 maggio avremo un ulteriore allentamento delle misure restrittive. Si tratta del prossimo step della cosiddetta Fase 2, quella di convivenza con il virus, per il quale il Consiglio dei ministri ha definito nottetempo tutte le norme da rispettare.

Si parla delle modalità in cui potranno riaprire i bar ed i ristoranti, di quali saranno i limiti per gli accessi in spiaggia, delle norme da rispettare in piscina o in palestra e così via. "Entriamo a pieno regime nella Fase 2" ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo che il Cdm ha approvato la legge quadro che traccia i confini della nuova fase di allentamento delle restrizioni per il contenimento del contagio da Covid-19.

L'accordo tra le Regioni ed il Governo è stato raggiunto alla fine, nonostante alcuni ministri avessero espresso nel corso della riunione diverse perplessità. Gli enti Regioni avranno comunque la possibilità di prevedere eventuali specifiche riguardanti le norme da adottare sul proprio territorio.

Il premier Conte ha parlato, a proposito del dialogo con le Regioni di "ottima collaborazione". Le Regioni infatti, spiega il presidente del Consiglio "hanno accettato di camminare insieme in questa nuova fase".

Ecco quindi che abbiamo il nuovo quadro normativo che stabilisce le norme da rispettare in questo nuovo step della Fase 2, le quali saranno in vigore a partire dal 18 maggio fino al 31 luglio. Le Regioni, come accennato, ma anche i Comuni, potranno stabilire le regole valide per il proprio territorio attraverso decreti e ordinanze.

Hanno quindi facoltà di "disciplinare gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali". Quanto ad eventuali trasgressori, il decreto prevede sanzioni pecuniarie che vanno da 400 a 3.000 euro, ed eventualmente lo stop per l'attività per un periodo che va dai 5 ai 30 giorni.

In una nota emessa da Palazzo Chigi dopo la fine del Consiglio dei Ministri si legge che "il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli e delle linee guida regionali, o in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell'attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza".

Dal 18 maggio autocertificazione solo per uscire dalla Regione

Nell'ambito del territorio della Regione di appartenenza, a partire da lunedì 18 maggio, gli spostamenti saranno liberi. Non servirà quindi alcuna autocertificazione per motivare i propri spostamenti, a meno che non si esca dal territorio regionale.

Si fa eccezione eventualmente anche per quelle aree del Paese in cui si riscontri un "particolare aggravamento della situazione epidemiologica" nel qual caso si impone l'adozione di "misure di contenimento più restrittive".

Gli spostamenti fuori dalla Regione di appartenenza, che come detto necessiteranno di autocertificazione, potranno svolgersi solo per comprovate esigenze lavorative, assoluta necessità o motivi di salute. Resta valido naturalmente l'obbligo di restare a casa per chiunque risulti sottoposto ad obbligo di quarantena.

Gli spostamenti nel resto del territorio nazionale saranno invece consentiti, stando a quanto stabilito dall'ultimo decreto, solo a partire dal 3 giugno. "Fino al 2 giugno 2020 sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova" leggiamo del decreto legge approvato stanotte dal Cdm.

Resta consentito in ogni caso il ritorno presso il proprio domicilio o residenza, mentre a partire dal 3 giugno si compie quell'ulteriore passo in avanti che permetterà la libera circolazione su tutto il territorio nazionale. Gli spostamenti, dal 3 giugno in poi, potranno essere limitati solo per specifiche aree ritenute ad alto rischio, in corrispondenza delle quali sono stati identificati eventuali nuovi focolai del virus.

Tutte le norme da rispettare in ciascun ambito da lunedì 18 maggio

Spostamenti: a partire da lunedì 18 maggio e fino al 2 giugno, gli spostamenti sono liberi nel territorio della propria Regione di appartenenza, e non occorre più l'autocertificazione. A partire dal 3 giugno gli spostamenti saranno liberi in tutto il territorio nazionale, e quindi le autocertificazioni verranno messe, si spera definitivamente, da parte.

Seconde case: dal 18 maggio al 2 giugno ci si potrà spostare per raggiungere la seconda casa, a patto che questa si trovi nella propria Regione. Se la seconda casa è situata in una regione diversa si dovrà attendere il 3 giugno, in quanto gli spostamenti fuori regione sono autorizzati solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute, e assoluta necessità.

Incontrare gli amici: dal 18 maggio si potranno incontrare, oltre ai congiunti, anche gli amici, e non ci sono limitazioni particolari da rispettare fatte salve il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro e l'uso della mascherina qualora la precauzione relativa al distanziamento sociale non si possa rispettare, o se l'incontro avviene in uno spazio chiuso. Restano comunque vietati gli assembramenti, nonché le riunioni e le feste, sia in casa che nei luoghi pubblici

Centri estivi: i centri estivi resteranno chiusi per tutto il mese di maggio. La riapertura è prevista dal decreto per il 1° giugno. A partire dal 18 maggio però potrebbero riaprire alcune aree di giochi per bambini e i parchi.

Chiese e altri luoghi di culto: le chiese potranno riaprire a partire del 18 maggio, con alcune limitazioni. Riaprono, in seguito all'apporvazione di un protocollo sottoscritto dalla CEI, contenente rigide misure da rispettare, le chiese di tutte le confessioni religiose. Via libera quindi alla messa e alle altre funzioni religiose all'interno delle chiese, ma con distanza da rispettare.

Si dovrà non solo rispettare la distanza di un metro tra i fedeli, con ciò che ne consegue per il numero dei posti disponibili, ma alcune funzioni dovranno subire delle piccole modifiche, a cominciare dal sacramento della Comunione, che dovrà essere data nelle mani. Non ci si potrà scambiare il segno della pace, e i locali dovranno essere sanificati prima e dopo ogni cerimonia.

Potranno riaprire anche le moschee e le sinagoghe di tutta Italia, con l'unica eccezione rappresentata dalla grande moschea di Roma, che per l'intero mese di maggio continuerà ad essere chiusa.

Palestre: la riapertura delle palestre non è prevista a partire da lunedì, ma dal 25 maggio, e si dovranno rispettare alcune precise norme per il contenimento del coronavirus. Gli spazi dovranno essere riorganizzati, in modo tale da consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro almeno, che viene poi estesa a due metri durante le fasi di allenamento. Negli spogliatoi le postazioni dovranno essere separate da barriere e macchine e attrezzi dovranno essere sanificate.

Piscine: anche le piscine potranno riaprire, ma non prima del 25 maggio, ed anche in questo caso dovranno essere rispettate alcune precise disposizioni. Qui si impone una densità di affollamento in vasca che è stata calcolata alla fine in sette metri quadri a persona, inoltre prima di entrare in acqua è fatto obbligo di fare una doccia con acqua e sapone e i parametri di cloro in acqua dovranno essere controllati ogni due ore.

Musei: saranno a numero chiuso e con prenotazione. A partire da lunedì 18 maggio riaprono anche i musei, ma si potrà accedervi solo attraverso prenotazione che sarà obbligatoria. Riaprono quindi anche le mostre, ma ogni struttura dovrà definire uno specifico piano di accesso dei visitatori, stabilendo i giorni di apertura e gli orari, il numero massimo di persone ammesse all'interno del sistema di prenotazione e così via.

Sia i visitatori che il personale dovranno indossare la mascherina protettiva sul volto, e naturalmente è fatto obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro almeno. Al fine di evitare assembramenti in fase di entrate ed uscita dai musei gli ingressi saranno organizzati in modo tale da avere entrata e uscita separate. Infine sono vietate le visite di gruppo.

Spiagge: in spiaggia dovranno essere rispettate le distanze di sicurezza tra le persone, ma queste sono state notevolmente ridotte rispetto a quanto indicato nel documento dell'Inail che è stato utilizzato come base di partenza per definire tutte le norme riguardanti le misure di contenimento da adottare nella Fase 2 della pandemia.

Tra i lettini e sdraio in spiaggia dovrà esserci una distanza minima di un metro e mezzo, mentre tra le persone la distanza da rispettare è quella di un metro. Ad ogni ombrellone deve essere garantito uno spazio di 10 metri quadrati.

Le spiagge potranno aprire a partire dal 28 maggio, ma ogni Regione potrà anticipare l'apertura. Per accedere agli stabilimenti balneari sarà obbligatoria la prenotazione, e i gestori degli stabilimenti potranno conservare i dati personali dei clienti per 14 giorni dalla prenotazione. Questo dovrebbe servire, in caso di contagio, a risalire alle persone a rischio.

In spiaggia saranno vietate le attività sportive di gruppo, ma sarà consentito giocare a racchettoni seppur solo in acqua. Ci dovrà essere il servizio bar all'ombrellone, e la sanificazione dei lettini dovrà avvenire ad ogni cambio cliente.

Per quel che riguarda le spiagge libere, nel decreto leggiamo che "al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone e gli interventi di pulizia e disinfezione, si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza".

Alberghi e altre strutture ricettive: a partire da lunedì riaprono gli alberghi, gli agriturismi e i bed & breakfast, ma nelle aree comuni sarà obbligatorio indossare la mascherina, sia per il personale che per la clientela. La distanza di sicurezza interpersonale di un metro dovrà essere sempre rispettata in tutte le strutture ricettive.

I buffet sono vietati, mentre colazione e pasti potranno essere serviti in sala purché si rispettino le norme che vigono per i ristoranti. All'interno delle strutture verranno stabiliti dei percorsi differenzati per spostarsi da un'area all'altra, e in ascensore si potrà salire uno per volta, a meno che non si tratti di persone che appartengono allo stesso nucleo familiare oppure occupino la stessa stanza nella struttura di cui sono ospiti.

Parrucchieri ed estetiste: da lunedì 18 maggio riaprono anche parrucchieri e centri estetici, con alcune misure da rispettare, a cominciare dall'abolizione di riviste passatempo in sala d'attesa. Per poter fruire del servizio si dovrà necessariamente prenotare, e si dovrà specificare il tipo di trattamento che si desidera in modo che il gestore possa calcolare il tempo necessario.

I clienti dovranno indossare le mascherine, mentre per gli operatori sono previsti dispositivi di protezione individuale a barriera. Pertanto, specie nei centri estetici, il personale dovrà indossare mantelline, grembiuli, e altri sistemi di protezione. Si entra uno per volta, quindi dal parrucchiere potrà esserci solo un cliente ed un operatore per postazione, e dovrà essere sempre rispettata la distanza di un metro.

Negozi: dal 18 maggio via libera allo shopping. Riaprono infatti negozi e centri commerciali ma all'ingresso i clienti troveranno dei guanti monouso da indossare, in modo che possano toccare la merce in sicurezza. Nei camerini l'ingresso sarà consentito solo ad una persona per volta, indossando sempre guanti e mascherina, in questo modo si potrà evitare di sanificare la merce in vendita.

In base alle dimensioni dei negozi gli ingressi saranno contingentati rispettando il criterio di un cliente per 25 metri quadrati. Nei centri commerciali agli ingressi saranno posizionati dei termoscanner e i parcheggi saranno contingentati.

Bar e ristoranti: norme restrittive soprattutto per bar e ristoranti, che dal 18 maggio potranno riaprire ma rispettando tutta una serie di norme. I tavoli nei ristoranti dovranno essere posizionati ad una distanza di almeno un metro dagli altri, mentre inizialmente si parlava di una distanza superiore.

Tra persone sedute allo stesso tavolo dovrà esserci un metro di distanza, salvo che si tratti di componenti dello stesso nucleo familiare. Sarà inoltre obbligatorio indossare la mascherina quando ci si alza dal tavolo, quando ci si reca alla cassa o si usa la toilette, e non si potrà sostare all'interno in attesa che si liberi un posto.

Sono vietati i buffet, il personale dovrà sempre avere guanti e mascherina addosso, ed il gestore del locale avrà l'obbligo di conservare la lista delle prenotazioni per 14 giorni. La distanza di sicurezza tra i clienti dovrà essere rispettata anche al bancone del bar.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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