In calo l'Rt nazionale e l'incidenza nuovi casi e scatta la zona bianca da lunedì. Ecco per quali Regioni

In calo l'Rt nazionale e l'incidenza nuovi casi e scatta la zona bianca da lunedì. Ecco per quali Regioni

Le prime Regioni in zona bianca saranno Sardegna, Molise e Friuli Venezia Giulia, per loro sparisce il coprifuoco ma restano mascherina e distanziamento sociale

Oggi è il giorno in cui l'Iss pubblica i dati del monitoraggio settimanale sulla base dei quali vengono stabiliti i colori delle Regioni che, almeno fino alla fine di questa settimana, resteranno tutte nella fascia gialla.

A partire da lunedì, o forse persino da domenica, inizieranno a comparire le prime zone bianche. A godersi un ulteriore allentamento delle misure restrittive in chiave anti-contagio saranno per prime la Sardegna, il Molise e il Friuli Venezia Giulia, rispettivamnte con un numero di nuovi casi di 13, 12 e 17 a settimana per 100 mila abitanti.

Se si considera inoltre che la quasi totalità dei nuovi casi è rappresentata da positivi asintomatici, e che le fasce di popolazione maggiormente a rischio hanno già ricevuto la somministrazione di entrambe le dosi di vaccino anti-Covid, si ha un quadro ancora più chiaro della situazione che, appare evidente, è quanto mai lontana da potersi definire emergenziale.

Lo stato di emergenza tuttavia perdurerà almeno fino al 31 luglio dopo l'ultima proroga decisa dal governo di Mario Draghi. Ma come sta andando effettivamente il contagio in Italia? Secondo gli ultimi dati ufficiali, quelli che evinciamo dalla bozza Iss sul monitoraggio, l'Rt nazionale si attesta al momento intorno a 0.72, mentre nel monitoraggio precedente avevamo un Rt a 0.78.

Quanto all'incidenza di nuovi casi settimanali ogni 100 mila abitanti, anche questo dato è nettamente migliorato nel giro di una settimana. Stando ai dati ufficiali infatti nel periodo di riferimento che va dal 21 al 27 maggio si registrava una media di 47 nuovi casi per 100 mila abitanti, contro i 66 dei sette giorni precedenti.

Da lunedì tre Regioni in zona bianca, e altre 4 dal 7 giugno

Le prime Regioni a finire in zona bianca, vale a dire nalla fascia di rischio più bassa, saranno Sardegna, Molise e Friuli Venezia Giulia. Non è da escludere che il passaggio alla zona bianca possa avvenire già a partire dalla giornata di domenica invece che da lunedì, ma questo lo sapremo solo dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza avrà firmato la nuova ordinanza.

Se a partire dal 31 maggio avremo le prime tre Regioni in zona bianca, già dalla settimana successiva, quindi a partire dal 7 giugno, il numero di Regioni in zona bianca sarà più che raddoppiato. Per l'inserimento in zona bianca è necessario registrare per tre settimane consecutive un incidenza di nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti inferiore a 50.

Il requisito dovrebbe essere raggiunto anche da Abruzzo, Liguria, Veneto e Umbria tra una settimana, e quindi a partire dal 7 giugno dovrebbero essere 7 le Regioni in zona bianca.

A partire dal 14 giugno toccherà invece a Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia Romagna, Puglia e provincia autonoma di Trento, che si trovano già da una settimana al di sotto della soglia dei 50 nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti.

Anche la situazione dei ricoveri è decisamente incoraggiante, con 1.278 pazienti ricoverati in terapia intensiva, e altri 8.118 pazienti Covid ricoverati in altri reparti. In tutto le Regioni che già oggi hanno numeri da zona bianca sono 12, ma come dicevamo questi numeri devono essere costanti per tre settimane.

Quali regole si devono rispettare in zona bianca?

Il primo cambiamento per quel che riguarda le Regioni che entreranno in zona bianca è la soppressione del coprifuoco. Ma quali sono le norme che si devono rispettare? Resta l'obbligo di mascherina esattamente come per tutto il resto d'Italia, così pure il rispetto della norma del distanziamento sociale e il divieto di assembramento. Inoltre anche in zona bianca le discoteche e sale da ballo restano rigorosamente chiuse.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, si è detto soddisfatto dell'intesa raggiunta per quel che riguarda le regole da applicare nella fascia di rischio più basso. "C'è la consapevolezza che serve ancora prudenza e gradualità" ha dichiarato il ministro in occasione dell'incontro con il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza, e il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro.

Resta tuttavia da capire il senso di mantenere restrizioni quali obbligo di mascherina anche all'aperto, distanziamento sociale e divieto di assembramento, specie in un contesto come quello della zona bianca, vale a dire con un'incidenza di nuovi casi estremamente bassa, tanto da potersi definire irrilevante dal punto di vista statistico, e in assenza di pressione sulle strutture ospedaliere.

Non si può dimenticare infatti che il rischio di contagio all'aperto è estremamente basso, come ha evidenziato un recente articolo del New York Times nel quale si punta il dito sul CDC (Center for Disease Control) per aver affermato a inizio pandemia che negli spazi aperti si verifica meno del 10% dei contagi mentre il numero più realistico si aggira intorno allo 0,1% come evidenziato anche da un recente studio scientifico irlandese.

Eppure il governo continua ad ignorare completamente le evidenze scientifiche ed è lo stesso ministro Speranza a confermare che anche in zona bianca "rimane l'obbligo di mascherina" ricordando poi che "è un progressivo ritorno verso la normalità. Non è un liberi tutti, restano le precauzioni, ma grazie alla riduzione dei contagi e del numero delle vittime e alla buona riuscita della campagna vaccinale, stiamo andando in una buona direzione".

Insomma anche se dal punto di vista del rischio, allo stato attuale il Covid-19 non rappresenta e non può rappresentare (come visto l'anno scorso quando peraltro non esisteva ancora un vaccino) un pericolo per la salute pubblica, né un sovraccarico per il sistema sanitario nazionale, si continuano a tenere in piedi misure da emergenza sanitaria in assenza di emergenza.

In zona bianca infatti resta l'obbligo delle mascherine, distanziamento sociale, divieto di assembramento e rigide regole per la sanificazione dei locali, per la loro areazione, nonché la chiusura di discoteche e sale da ballo.

In compenso, rispetto alle Regioni in zona gialla, per quelle in zona bianca ripartono matrimoni e cerimonie, riaprono parchi tematici e di divertimento (che nelle Regioni gialle dovrebbero riaprire il 15 giugno), fiere ed esposizioni. Via libera anticipato anche a corsi di formazione, piscine coperte, impianti sportivi al chiuso, centri benessere, convegni e congressi, centri culturali, sale giochi, bingo, sale scommesse e casinò.

Per quanto riguarda le discoteche non è prevista la riapertura nemmeno per le Regioni in zona bianca, tuttavia pare che i governatori di Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna stiano lavorando ad alcune ordinanze regionali per consentire una 'mezza riapertura' visto che sarà possibile offrire servizio di bar e ristorazione ma non sarà permesso ballare in pista.

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