Mentre Francia e Grecia scendono in piazza per protestare in Regno Unito si festeggia il Freedom Day

Mentre Francia e Grecia scendono in piazza per protestare in Regno Unito si festeggia il Freedom Day

Covid: proteste in Francia e Grecia contro l'obbligo vaccinale per alcune categorie e l'estensione del Green pass. In Regno Unito intanto si festeggia la fine delle restrizioni

Oggi il Regno Unito festeggia la fine delle restrizioni in chiave anti-contagio. Il tanto atteso Freedom Day è finalmente arrivato, e con esso a partire dalla mezzanotte quasi tutte le restrizioni introdotte nel dichiarato intento di contenere la diffusione del virus Sars-nCoV-2 sono state rimosse.

In Regno Unito troviamo la più alta percentuale di cittadini interamente vaccinati da una parte, ma dall'altra troviamo anche la più estesa diffusione della variante Delta che, come noto, riesce ad eludere tutti i vaccini attualmente in distribuzione, proprio come ha spiegato in questi giorni lo stesso Walter Ricciardi che non ha usato giri di parole per dire che le varianti arrivano dai soggetti vaccinati.

Lunedì 19 luglio: in Regno Unito è il Freedom Day

A partire dalla mezzanotte di ieri sera in Regno Unito cade la stragrande maggioranza delle restrizioni in chiave anti-contagio che fino ad ora erano state introdotte. Per quanto oltre la Manica non siano mai state imposte alcune delle restrizioni che invece abbiamo sopportato e continuiamo a sopportare in Italia, quelle che c'erano ora sono state messe da parte.

A partire da oggi club e locali notturni potranno lavorare a pieno regime, senza alcun limite riguardante il numero dei clienti e senza obblighi di indossare la mascherina, né all'interno né tantomeno all'esterno dove l'obbligo in Regno Unito non c'è mai stato.

Auditorium e stadi possono riaprire, torna il servizio bar nei pub e non vi sono più restrizioni circa il numero di persone che possono ritrovarsi. Nessun divieto di assembramento quindi, e nessun obbligo di mascherina. Nessuna limitazione per usare i mezzi di trasporto pubblici, sui quali si può salire anche senza mascherina, e nessun obbligo di lavorare in smart working.

Il tanto agognato ritorno alla normalità, invero ancora lontano, ha portato i cittadini a scendere nelle strade per festeggiare, riversandosi nei locali e nelle discoteche già a partire da mezzanotte. I festeggiamenti si sono svolti in tutto il Regno, dal sud dell'Inghilterra al nord della Scozia, dove sono state organizzate centinaia di feste che hanno fatto subito il tutto esaurito.

Dal momento che il numero dei nuovi casi positivi continua a crescere, come è ovvio che sia visto che i vaccini distribuiti sono dei vaccini imperfetti, qualcuno parla di una situazione a rischio, ed accusa il governo britannico di aver fatto una scelta irresponsabile.

Tuttavia non arrivano segnali allarmanti sotto l'aspetto dei ricoveri, che nonostante l'elevato numero dei casi sono ancora estremamente bassi, anche perché se così non fosse, visto l'elevato numero di cittadini completamente vaccinati, significherebbe che il vaccino non solo non è in grado di impedire il contagio, ma nemmeno di prevenire la forma grave della malattia, e sarebbe molto grave.

I Francesi scendono in strada per protestare contro obbligo vaccinale e green pass

Nella giornata di lunedì scorso il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l'estensione del green pass ad un maggior numero di luoghi e servizi pubblici, e al tempo stesso l'obbligo vaccinale per il personale sanitario.

I cittadini tuttavia non sembrano aver accolto di buon grado la svolta autoritaria, ed hanno deciso di esprimere il proprio dissenso scendendo in strada e nelle piazze di tutto il Paese, da Marsiglia a Parigi per dire no all'obbligo vaccinale e al ricatto del Pass verde.

Le manifestazioni si sono svolte sia in occasione del 14 luglio, ricorrenza della presa della Bastiglia, che il giorno seguente ed hanno interessato in tutto quasi 100 diverse città della Francia.

Anche nel weekend si sono svolti eventi di protesta contro la stretta annunciata da Macron che prevede tra le altre cose la possibilità di introdurre multe fino a 45.000 euro e un anno di reclusione per gli esercenti che non richiederanno il pass agli avventori.

I Greci assediano il Parlamento contro l'obbligo vaccinale

Stesso continente, stesso virus, soluzioni politiche completamente diverse. Se il Regno Unito, ormai fuori dai diktat dell'UE grazie alla Brexit, può decidere di rimuovere pressoché tutte le restrizioni imposte fino ad oggi (con l'eccezione dell'obbligo di quarantena per i positivi, che non è poca cosa), la Francia e la Grecia sembrano tutt'altro che inclini a seguire lo stesso esempio, così come l'Italia che si muoverà sulle orme di Parigi.

E se in Regno Unito, vale a dire a una manciata di chilometri da Bretagna e Normandia, si festeggia la libertà, in Francia si scende in strada per difenderla, così pure in Grecia. Il che rende quanto mai evidente che alla fine dei conti si tratta di una questione puramente politica, e non invece sanitaria.

In Grecia sono migliaia i manifestanti che in questi giorni sono scesi nelle strade di diverse città per contestare le misure anti-Covid annunciate dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis.

Nel mirino dei cittadini greci soprattutto l'obbligo di sottoporsi al vaccino che nel programma del governo dovrebbe essere imposto a determinate categorie, e l'imposizione del pass sanitario per poter accedere a luoghi chiusi.

Le manifestazioni hanno interessato soprattutto le città di Salonicco e la capitale Atene dove si è tenuta la protesta con la più massiccia partecipazione. Oltre 5.000 Greci si sono riversati davanti al Parlamento chiedendo al primo ministro di dimettersi. "Prendi i tuoi vaccini e vattene" era il grido in cui si sono uniti i manifestanti.

Tra gli slogan urlati dal popolo greco anche "diciamo no al veleno del vaccino" e "giù le mani dai nostri figli" in riferimento all'intenzione del governo di Atene di somministrare il siero sperimentale anche ai più giovani che notoriamente non hanno alcunché da temere dal virus mentre sono esposti invece ai rischi correlati alla somministrazione.

Uno dei manifestanti, il cardiologo a capo del movimento Free Again, Faidon Vavolis, ha dichiarato: "ogni persona ha il diritto di scegliere. Stiamo manifestando affinché il governo non scelga per noi. Il concetto che si tiene a sottolineare è che ognuno deve essere lasciato libero di decidere cosa vuole fare "con il proprio corpo".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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