Green pass, Draghi abbassa il costo dei tamponi ma il prezzo cambia poco. Ecco quanto si spende

Green pass, Draghi abbassa il costo dei tamponi ma il prezzo cambia poco. Ecco quanto si spende

Dopo il 6 agosto molti Italiani non vaccinati dovranno ricorrere al tampone per avere il Green Pass, ma quanto costa? Fino a settembre prezzi calmierati

Il totale dei soggetti completamente vaccinati in Italia è pari al 50,8% della popolazione totale, ma se nella fascia di età dagli 80 anni in su la quota dei completamente vaccinati sale oltre il 90%, e si trova intorno all'83% nella fascia di età 70-79 anni, al di sotto dei 50 anni si va dal 50% circa a scendere fino a meno del 15% nella fascia di età dei più giovani dai 12 ai 19 anni.

Dal momento che l'obbligo del Green Pass sarà esteso, secondo quanto stabilito dal recente decreto Covid, a tutta una serie di locali pubblici e attività già a partire dal 6 agosto, tutti coloro che non avranno ricevuto almeno una dose del vaccino entro quella data potranno ottenere il lasciapassare verde solo facendo il tampone.

Il lasciapassare sarà necessario per prendere parte alla vita sociale, chi non ne sarà in possesso si troverà a rinunciare a tutta una serie di attività per le quali è previsto. Chi non è vaccinato ma vuole comunque ottenere il pass verde può fare un tampone, e nel caso in cui l'esito sia negativo potrà avere un lasciapassare la cui durata tuttavia sarà di 48 ore soltanto.

Non esattamente la più semplice delle soluzioni per potersi permettere una pizza in un locale al chiuso o una giornata, massimo due, di palestra, ma non solo per la perdita di tempo e il fastidio (comunque soggettivo) di farsi fare il tampone, perché vi è inevitabilmente anche una questione economica in quanto questi test non sono gratuiti.

Quando costa un tampone? Il governo abbassa il prezzo fino a settembre

Se metà degli Italiani, volente o nolente, alla fine ha ricevuto le proprie dosi di vaccino, un'altra metà non lo ha fatto e una parte di questi non lo farà neppure in seguito, non importa quali saranno i ricatti escogitati dall'esecutivo di Mario Draghi.

Per chi non intende ricevere la somministrazione del vaccino esiste un'altra possibilità per avere il Green pass, vale a dire il test negativo (molecolare o antigenico). Ma insieme a chi il vaccino non vuole farlo ci saranno anche tutti quegli Italiani che lo farebbero volentieri ma che non ne avranno materialmente la possibilità entro il 6 agosto e anche per loro l'unica alternativa per avere il pass verde è il tampone.

I tamponi però hanno un costo, e soprattutto hanno una validità molto breve, motivo per cui a seconda dei casi può risultare necessario farne anche una decina o persino una quindicina al mese. Una spesa che non tutti sono in grado di sostenere se si tiene conto che un tampone può costare dai 20 euro in su.

Il governo di Mario Draghi ha pensato di istituire quindi un fondo ad hoc per uno stanziamento di 45 milioni di euro necessari a coprire almeno una minima parte delle spese per i test antigenici rapidi.

Nel testo del decreto Covid con cui si estende l'obbligo del Green Pass si legge che i prezzi dei tamponi saranno "contenuti", ma basteranno i 45 milioni messi in campo dall'esecutivo? Per capirlo vanno fatti un po' di conti numeri alla mano.

I fondi stanziati dal governo Draghi saranno sufficienti per abbassare il costo dei tamponi?

Facendo un paio di conti dati alla mano scopriamo subito che i 45 milioni stanziati ridurranno ben poco il costo da sostenere per singolo tampone. In Italia nelle ultime settimane sono stati fatti circa 260 mla test al giorno, una buona parte dei quali presso centri privati, ma non tutti.

Il punto è che dal 6 agosto in poi il fattore tempo inizierà ad avere sempre maggior importanza per chi si sottopone al test del tampone per avere il pass verde, e questo indurrà i soggetti non vaccinati a rivolgersi prevalentemente ad istituti privati per avere l'esito del tampone prima possibile e quindi una maggior durata per il lasciapassare.

Il costo del tampone, attraverso lo stanziamento dei 45 milioni di euro del fondo appositamente istituito dal governo Draghi, verrà ridotto solo fino al 30 settembre, quindi per un totale di 56 giorni tolti i primi 5 giorni di agosto.

Quindi, se per il resto dell'estate fino alla fine di settembre verranno effettuati circa 200 mila test al giorno, a volersi mantenere bassi, significa che in questo periodo di tempo verranno fatti circa 11 milioni di tamponi. Se applichiamo lo sconto previsto dal governo attingendo ai 45 milioni di euro messi in campo, scopriamo che il prezzo del singolo tampone si ridurrà di circa 4 euro soltanto.

Dal momento che un tampone fatto presso studio privato costa non meno di 20 euro, con lo sconto Draghi la sostanza non cambia. Resta il fatto che potranno ottenere il Green Pass facendo il tampone anche più volte al mese solo le famiglie con un reddito medio-alto, mentre per le altre senza il vaccino la vita sociale resterà perlopiù un miraggio a partire dal 6 agosto.

Figliuolo "definirà un protocollo d'intesa con le farmacie"

Stando a quanto previsto dal decreto Covid di recente approvazione del Cdm il Commissario straordinario all'emergenza il generale Francesco Paolo Figliuolo, di concerto con il ministero della Salute "definirà un protocollo d'intesa con le farmacie e le altre strutture sanitarie per assicurare prezzi contenuti".

Lo scopo di questa misera riduzione dei costi dei tamponi dovrebbe, secondo le aspettative del governo, convincere i più giovani a farsi almeno il tampone nell'attesa di ricevere la somministrazione del vaccino, condizione che viene ritenuta necessaria e indispensabile per permettere il ritorno in presenza delle attività didattiche a settembre.

Intanto i tempi stringono, visto che per sottoscrivere il protocollo sui tamponi e renderlo esecutivo restano sì e no 12 giorni. Con dalle farmacie nel frattempo iniziano ad arrivare alcune legittime lamentele.

"Ormai stampiamo green pass all'impazata. Alcune persone vengono con tessere sanitarie di tutta la famiglia e chiedono anche più copie. Ci siamo ridotti a copisterie pur non essendolo" dice Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma.

"C'è un grosso problema" spiega poi "un conto è stampare 10 Gren pass al giorno, un altro sono 100/120. Siamo arrivati a stampare green pass per intere famiglie. Tutto questo ha un costo sia in termini economici sia di tempo che viene sottratto a persone che stanno male e sono in fila per prendere medicine o magari per l'ossigeno". Insomma di mezzo come al solito ci vanno i malati.

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