Impennata inflazione, se dovesse restare alta la Bce potrebbe aumentare i tassi di interesse nel 2023

Impennata inflazione, se dovesse restare alta la Bce potrebbe aumentare i tassi di interesse nel 2023

Secondo Christine Lagarde l'inflazione disegnerà una "gobba", è vicina al picco e a breve è previsto un calo, "scenderà nel 2022"

Se per il prossimo anno l'inflazione dovesse restare così alta, allora il rischio è che la Banca Centrale Europea possa decidere di aumentare i tassi di interesse. La decisione del'Eurotower si concretizzerebbe solo a partire dal 2023, ma le conseguenze di una simile prospettiva potrebbero impattare fin da subito sugli scenari economici.

A far presente che si tratta di uno scenario plausibile è lo stesso Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese, e membro del board della Bce, nel corso di una intervista rilasciata al quotidiano Het Financieele Dagblad.

"Non posso escludere un aumento dei tassi di interesse nel 2023, se l'inflazione dovesse continuare a essere più alta del nostro scenario base nel 2022" ha spiegato il banchiere olandese che ha comunque ricordato che "consideriamo ancora quello dell'inflazione alta un fenomeno in gran parte temporaneo".

Nel mese di novembre l'inflazione in tutta l'Eurozona ha raggiunto il picco record del 4,9%, superando di più del doppio il target del 2% fissato dalla Bce, e gli indicatori sembrano suggerire che si tornerà sotto a questa soglia solo a 2022 inoltrato, e questo sarebbe lo scenario più ottimistico.

Sarà in occasione dell'incontro di politica monetaria previsto per il 16 dicembre che si parlerà in maniera approfondita proprio del tema inflazione. Le banche centrali decideranno probabilmente di porre fine alla politica di stimoli emergenziali da 1.850 miliardi di euro, e al contempo potrebbero decidere di sostituire questo programma con un incremento di altre misure di sostegno economico.

In ogni caso le linee guida seguite della banca in materia politica monetaria prevedono che un eventuale aumento dei tassi di interesse giunga solo "poco dopo" la fine del Quantitative Easing.

Secondo Lagarde l'inflazione "scenderà nel 2022"

La numero uno dell'Eurotower Christine Lagarde ha affrontato il tema dell'inflazione con parole che dovrebbero risultare in una certa misura tranquillizzanti. Stiamo riscontrando da mesi ormai un aumento dell'inflazione galoppante in tutti i Paesi europei, e nonostante questo si continua a ritenere che si tratti di un fenomeno che, come di consueto, sarà del tutto temporaneo.

L'inflazione alta dovrebbe perdurare fino al raggiungimento di un picco auspicabilmente vicino e poi stabilizzarsi su valori decisamente più bassi. E secondo la presidente della Bce il picco potrebbe essere già stato raggiunto, il che significherebbe che l'inflazione inizierebbe a decrescere già dal prossimo anno.

"Vedo un profilo dell'inflazione simile a una gobba" ha spiegato Christine Lagarde durante l'evento Reuters Next "e una gobba alla fine scende" ha quindi ricordato.

La Lagarde si è detta convinta di questo scenario. "Crediamo fermamente, e io sono fiduciosa, che l'inflazione scenderà nel 2022" ha infatti affermato.

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