I danneggiati dal vaccino "abbandonati dallo Stato" manifestano davanti agli uffici del ministro Speranza

I danneggiati dal vaccino

"Reazioni avverse da vaccino, lo Stato dov'è?" Cittadini 'danneggiati dal vaccino' si appellano al ministro della Salute Speranza "siamo totalmente abbandonati"

Hanno scelto il giorno in cui entra il vigore il Super Green Pass in tutta Italia per recarsi sotto gli uffici del ministero della Salute per portare il messaggio di altre migliaia di cittadini italiani che dopo aver fatto il vaccino hanno manifestato gravi reazioni avverse.

Nella giornata di ieri, 6 dicembre, decine di cittadini 'danneggiati dal vaccino' come essi stessi si definiscono, si sono piazzati con gli striscioni davanti alla sede del ministro Roberto Speranza sul Lungotevere Ripa di Roma nella speranza di ottenere la sua attenzione.

Uno striscione recita: "reazioni avverse da vaccino, lo Stato dov'è?" ma da parte del ministero della Salute, che tanto a cuore ha quella dei cittadini al punto di limitarne le libertà, stranamente non giunge alcuna risposta.

Davanti alla sede del ministero il gruppo coordinato dall'avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato per le Cure Domiciliari Precoci Covid-19, si presenta alquanto variegato. Ci sono giovani e anziani, donne e uomini, e persino giovanissimi che hanno perso uno dei genitori.

"Abbiamo creduto nel vaccino e nello Stato, ora danneggiati e nessuno che ci ascolti"

Molte le testimonianze raccolte tra i presenti alla manifestazione. "Abbiamo creduto nel vaccino, abbiamo creduto nello Stato, ed ora ci ritroviamo danneggiati da quello stesso vaccino e senza nessuno che ci ascolti" dice una signora all'Adnkronos "siamo totalmente abbandonati" afferma stringendo l'immagine di un uomo con la data della morte 12 maggio 2021.

La stessa donna spiega infatti di essersi unita al gruppo "per un amico morto dopo la prima somministrazione di Pfizer, aveva 62 anni. Aveva avuto dei problemi cardiologici, il medico glie lo aveva sconsigliato ma glie lo hanno fatto ugualmente, è tornato a casa, è andato a dormire e non si è più risvegliato. Nessuno ne ha parlato".

"Pericardite post vaccinale. Ancora in terapia dopo cento giorni, un calvario"

L'Adnkronos riporta anche la testimonianza di una ragazza di 27 anni di nome Camilla che racconta: "sono vaccinata con due dosi, e credo nel vaccino perché altrimenti non l'avrei fatto. Dopo la seconda dose di Moderna ho iniziato ad avere un forte dolore toracico e affanno".

"Sono andata al pronto soccorso, la prima diagnosi è stata bronchite. Poi, privatamente, il mio cardiologo mi ha diagnosticato una pericardite post vaccinale. Da allora, sette accessi al pronto soccorso, due ricoveri ospedalieri, non riuscivo neanche a stare in piedi. Sono ancora in terapia, oggi è il centesimo giorno. È un calvario".

"Ho perso mio padre per reazione avversa al vaccino riconosciuta. Nessun indennizzo, nessun sostegno"

Tra i presenti a chiedere l'attenzione del ministro della Salute Roberto Speranza, anche Paolo, un ragazzo giovanissimo che "non riesce a trattenere le lacrime" come riferisce l'Adnkronos, il quale spiega: "ho perso mio padre nel mese di aprile a causa del vaccino Astrazeneca. Dopo 15 giorni dalla prima dose, gli stessi medici dell'ospedale hanno riconosciuto che questa reazione avversa era causata dal vaccino, accertando la correlazione. Mi hanno detto di fare una segnalazione all'Aifa, ma dopo non è successo assolutamente niente. Nessuno ci ha contattato, la cosa è caduta nel nulla, nessun indennizzo, nessun sostegno".

Tra gli astanti erano presenti anche dei medici, come Erminia Maria Ferrari, medico di famiglia, che ha spiegato che "il protocollo farmacologico di questo vaccino è stato promosso in maniera indiscriminata, e senza un discorso anamnestico corretto. È stato consigliato come l'acqua di Lourdes".

"Io sono un medico di famiglia: nel mio parco pazienti la maggior parte degli anziani non ha avuto effetti collaterali, e invece ho pazienti giovani che hanno avuto pericarditi, ragazzi di vent'anni che hanno avuto miositi gravissime. E quando hanno chiesto se dovessero fare la seconda dose, gli è stato risposto indiscriminatamente di sì. Non si fanno valutazioni cliniche attente basate sulle storie personali, questo è il gravissimo problema".

Per l'avvocato Erich Grimaldi "l'assenza del ministro rivela la non volontà di un confronto"

L'avvocato Erich Grimaldi, che ha coordinato il gruppo nella giornata di ieri per raggiungere il ministero della Salute ha spiegato: "siamo qui per dar voce a queste persone che, dopo aver credito alla scienza, sono state totalmente abbandonate dallo Stato. Tanti di loro, affidatisi alle istituzioni, si sono trovati dopo il vaccino con miocarditi, pericarditi, trombosi, herpes, emorragie celebrali, ci sono anche tante persone che hanno perso i parenti".

"Bisogna stare vicino a queste persone che sono abbandonate e devono pagare di tasca loro le spese e sono senza lavoro a causa degli effetti avversi del vaccino" dice ancora Erich Grimaldi "in pratica io ho scelto di ascoltare lo Stato, di vaccinarmi, e sono non considerato e anche escluso dalla vita sociale, perché non rientro negli aventi diritto al Green Pass".

Ma dal ministro non arriva nessun segnale, cosa che secondo l'avvocato indica "la non volontà di un confronto con queste persone" che sono state danneggiate dal vaccino.

A chi si trova in questa situazione non restano molte strade da percorrere, ed è lo stesso avvocato Grimaldi a spiegare cosa possono fare. "Queste persone devono depositare un accertamento tecnico preventivo in Tribunale, si nomina un Ctu e poi tanti Ctu si dovranno prendere la responsabilità di escludere correlazioni che sono eclatanti".

Esiste infatti la possibilità di ottenere dei risarcimenti anche sostanziosi, come evidenzia l'avvocato che precisa: "lo scudo penale non significa che non ci debba essere un risarcimento che debba essere riconosciuto a questi malati".

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