Dopo Friuli e Alto Adige anche la Calabria passa in zona gialla. Altre 4 Regioni sono a rischio, ecco quali

A passare dalla zona bianca alla zona gialla, dopo il Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Bolzano, sarà la Calabria. Infatti nonostante nelle Regioni del Sud la situazione sotto l’aspetto dei contagi sia nettamente migliore a quella delle Regioni del Nord, con il Molise unica Regione al di sotto della soglia dei 50 nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti, la Calabria da lunedì sarà in zona gialla.

Il passaggio in zona gialla per la Calabria arriva dopo la firma dell’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati dell’ultimo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità che indicano come la Regione abbia superato tutte e tre le soglie previste, vale a dire incidenza settimanale nuovi casi, occupazione reparti di terapia intensiva e di area medica.

I numeri dell’ultimo report dell’ISS

Stando ai dati contenuti nell’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, anche la Calabria ha superato le soglie previste per il passaggio alla zona gialla. Con un’incidenza di nuovi casi settimanali pari a 119 per 100 mila abitanti, un livello di occupazione dei reparti di terapia intensiva dell’11,8%, e dell’area medica del 16,8% a partire da lunedì scattano le restrizioni previste per la fascia di rischio successiva.

Diventano quindi tre le Regioni in zona gialla, alle quali tra non molto potrebbero aggiungersi altre Regioni con valori piuttosto vicini. A superare il tetto fissato per quel che riguarda il livello di occupazione delle terapie intensive da parte di malati Covid, oltre al Friuli Venezia Giulia (14,3%), e alla provincia di Bolzano (18%), sono anche Liguria, Marche, Veneto e provincia autonoma di Trento.

La soglia per le terapie intensive che scandisce il passaggio alla zona gialla è stata fissata infatti al 10%, mentre in Liguria siamo al 12,4%, nelle Marche al 14,8%, nel Trentino al 16,7%, e nel Veneto al 12,4%.

A superare la soglia di occupazione prevista invece per l’area medica sono solo la Calabria con il 16,8% e la Valle d’Aosta che ha già raggiunto il 24,2%, oltre naturalmente al Friuli Venezia Giulia (23,3%) e all’Alto Adige (19,2%).

Incidenza dei contagi in aumento in tutta Italia

Un dato interessante è sicuramente quello dell’incidenza nuovi casi settimanali, se non altro perché permette di stabilire il livello di preparazione del sistema sanitario nazionale, perché è proprio la capacità di risposta delle strutture sanitarie su base regionale in fin dei conti a determinare se e per quanto tempo una data Regione potrà restare in zona bianca.

Il caso della Calabria è sicuramente significativo dal momento che si tratta di una delle Regioni con l’incidenza nuovi casi settimanali più bassa di tutta Italia. Per cominciare la media nazionale è di 176 nuovi casi per 100 mila abitanti, quindi la Calabria con i suoi 119 (121 al 10 dicembre) è ben al di sotto di questa soglia.

Se prendiamo invece la provincia di Bolzano, che è entrata in zona gialla lunedì 6 dicembre, le soglie di occupazione delle terapie intensive e dell’area medica sono state superate quando l’incidenza dei nuovi casi settimanali era intorno ai 645 per 100 mila abitanti e la media nazionale era a 155.

Se prendiamo il Friuli Venezia Giulia, che ha un’incidenza di nuovi casi settimanali che attualmente si attesta sui 348, al momento del passaggio in zona gialla il dato indicava 346,4, il triplo di quello della Calabria.

Interessante notare anche come il Veneto non sia ancora in zona gialla nonostante i 387 nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti, così pure la Valle d’Aosta con i suoi 246 casi per 100 mila abitanti. Si tratta peraltro delle uniche due Regioni che hanno superato gli obiettivi fissati dal decreto Rilancio che stanziava circa 4 miliardi di euro per potenziare il sistema sanitario.

L’Rt nazionale resta stabile

Se l’incidenza dei nuovi casi settimanali è in costante aumento, l’indice Rt nazionale rimane invece stabile. Attualmente comunque è solo il Molise ad avere tutti i valori da Regione a rischio basso, con solo 25 nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti quando la soglia è fissata a 50.

A livello nazionale invece il dato ha raggiunto il valore 176 (dati del 3-9 dicembre) mentre la scorsa settimana si attestava intorno a 155. L’Rt medio calcolato sui casi sintomatici nel periodo 16 – 29 novembre 2021 si attestava invece su 1,18 e risultava leggermente in diminuzione rispetto alla settimana precedente quando si attestava intorno a 1,2.

Tuttavia il dato risulta comunque “al di sopra della soglia epidemiologica” fissata a 1 sotto la quale si avrebbe una riduzione dei contagi.

Aumentano in tutta Italia i ricoveri nei reparti di terapia intensiva. Nel report dell’Iss si legge che “il tasso di occupazione in terapia intensiva è all’8,5% (rilevazione del 9 dicembre) contro il 7,3% di una settimana fa. Il tasso di occupazione in area medica a livello nazionale sale al 10,6% dal 9,1% del 2 dicembre”.

“Sono 20 le Regioni e province autonome che risultano classificate a rischio moderato” si legge ancora nel report dell’ISS “tra queste, cinque sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. Una regione (Molise) è classificata a rischio basso”.

Infine il report evidenzia che sono “12 le Regioni e le province autonome che riportano un’allerta di resilienza. Nessuna Regione e provincia autonoma riporta molteplici allerte di resilienza”.

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