Nell’attesa che il governo di Mario Draghi prenda una decisione sulla possibilità di modificare i criteri sulla base dei quali stabilire le eventuali restrizioni da introdurre, mettendo probabilmente da parte il sistema delle fasce di rischio, la zona arancione in Italia si espande con altre 4 Regioni a partire da lunedì 24 gennaio

Ad entrare in zona arancione saranno, come stabilito dall’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza, il Friuli Venezia Giulia, il Piemonte, l’Abruzzo e la Sicilia. Ed aumentano anche le Regioni in zona gialla con l’ingresso di Puglia e Sardegna, lasciando in zona bianca solo il Molise, la Basilicata e l’Umbria.

La situazione nazionale al 20 gennaio

I parametri che determinano il passaggio di una Regione in una nuova fascia di rischio sono ancora oggi l’incidenza settimanale dei nuovi casi, la percentuale di occupazione da parte di malati positivi al Sars-Cov2 dei posti letto in terapia intensiva e in area medica.

Per quanto riguarda l’incidenza settimanale, la media nazionale è ben oltre la soglia prevista per il passaggio in zona rossa, fissata a 250 nuovi casi ogni 100 mila abitanti. La media nazionale infatti è salita a 2.011 ogni 100 mila abitanti nella settimana tra il 14 e il 20 gennaio, contro i 1.988 della settimana precedente.

Se fosse per l’incidenza dei nuovi casi l’intero Paese sarebbe in zona rossa da un bel po’, invece ci sono altri due parametri da considerare, quelli sul livello di carico per il sistema sanitario nazionale.

Stando ai dati dell’Iss-ministero della Salute, il tasso di occupazione da parte di malati risultati positivi al tampone nei reparti di terapia intensiva si attesta al 20 gennaio intorno al 17,3%. Invece per quanto riguarda i posti letto in area medica la percentuale di occupazione da parte di pazienti risultati positivi al tampone sale al 31,6%.

Quali Regioni in zona bianca, gialla e arancione

Ad oggi sulla base del DM del 30 aprile 2020, le Regioni classificate a rischio alto sono sette, 3 delle quali sono state inserite per via dell’impossibilità di fare una valutazione a causa dell’incompletezza dei dati inviati.

Vi sono poi 11 Regioni a rischio moderato, e tra queste ve ne sono 5 che hanno una alta probabilità di passare a rischio alto, mentre tre potrebbero passare a rischio basso.

In seguito alle disposizioni contenute nell’ultima ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, l’Italia si presenta da lunedì con tre Regioni soltanto in zona bianca (Molise, Basilicata e Umbria) e 5 Regioni in zona arancione (Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Abruzzo e Sicilia). Tutte le altre si trovano in zona gialla, con Puglia e Sardegna che si aggiungono alla lista lasciando la zona bianca.

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