Il governo ha deciso, o almeno questo trapela oggi da quanto si legge sui maggiori media, che il Green pass resterà ancora in vigore anche dopo la fine dello stato di emergenza del 31 marzo prossimo, seppur con qualche allentamento, a cominciare da bar e ristoranti all’aperto.

In estrema sintesi possiamo affermare che stiamo percorrendo lentamente le tappe che dovrebbero portare l’Italia ad avere entro l’estate un ‘livello di normalità’ comunque inferiore a quello che la maggior parte dei Paesi europei (per non parlare dei Paesi del resto del mondo) hanno già oggi.

Il governo decide per l’allentamento graduale delle restrizioni

Negli ultimi mesi l’unico allentamento delle restrizioni cui abbiamo assistito in Italia riguarda l’uso delle mascherine all’aperto. Mentre in Paesi come Danimarca e Regno Unito c’è già stato un pressoché totale ritorno alla normalità, in Italia si passa dall’obbligo di indossare la mascherina all’aperto ove non sia possibile mantenere in modo continuativo la distanza di sicurezza all’obbligo di indossarla in caso di assembramenti.

Un microscopico passo avanti verso una vita ‘normale’ che nella narrativa dai media mainstream è stato semplificato all’estremo, ed il messaggio che è stato trasmesso ‘a reti unificate’ è che si passa dall’obbligo di indossare la mascherina all’aperto a: nessun obbligo di indossare la mascherina all’aperto.

Non è cambiato quasi nulla nella sostanza, ma in Italia la cosa sembra debba essere accolta come un grande risultato. Nel frattempo sotto tutti gli altri aspetti nessuna novità, eccetto qualche cambiamento in senso più restrittivo s’intende, ad esempio con il via libera alle sanzioni per gli over 50 non vaccinati che è scattato appena una settimana fa.

Lo stato di emergenza volge al termine, dal 1° aprile niente Green Pass per bar e ristoranti all’aperto

Il governo di Mario Draghi ha deciso che l’allentamento delle misure restrittive imposte nel dichiarato intento di tutelare la salute dei cittadini deve essere graduale, per arrivare al 30 aprile ad una specie di “liberi tutti” che, ovviamente, consisterà in piccole concessioni di libertà individuali (fino al 2019 ritenute inviolabili) rigorosamente a scadenza.

Ma cosa cambierà quindi con la fine dello stato di emergenza che sembra proprio essere confermata per il 31 marzo? Prima di tutto viene meno l’obbligo di esibire il Super Green Pass per accedere ad attività quali bar e ristoranti e consumare all’aperto. Per consumare al chiuso ancora niente, il pericolo, secondo il governo, è troppo alto.

Per chi da mesi è costretto a fare (e a pagare) due o tre tamponi a settimana per poter lavorare ancora nessuna novità, dovrà andare avanti così fino a data da destinarsi. Mentre gli over 50 che lavorano resteranno ancora senza stipendio se non sono vaccinati, visto che l’obbligo resterà almeno fino al 15 giugno.

Per le famiglie degli over 50 non vaccinati che, inevitabilmente, si ritrovano senza questa fonte di reddito (che per quanto ne sappiamo potrebbe anche essere l’unica) nessuna misura di sostegno economico al vaglio dell’esecutivo. Il diritto al lavoro resta sospeso fino all’estate per chi non si vaccina, e condizionato all’adempimento periodico dell’obbligo vaccinale per tutti gli altri.

Draghi determinato a “uscire al più presto possibile dall’emergenza”

L’allentamento deve essere graduale, e tuttavia il presidente del Consiglio, come riportato proprio oggi da Il Corriere della Sera, si mostra determinato a “uscire il più presto possibile dall’emergenza”.

I dati sono positivi, viene evidenziato, ed il prossimo decreto dovrebbe essere approvato tra la prima e la seconda settimana di marzo con entrata in vigore prevista per il 1° aprile.

Lo stato di emergenza non sarà rinnovato oltre il 31 marzo, il governo lo ha già deciso, ma di fatto tutte le restrizioni e le limitazioni delle libertà individuali che l’esecutivo riterrà opportuno conservare resteranno in piedi indipendentemente dal decadere dell’emergenza.

Il governo si appresta quindi a scandire le prossime tappe per gli allentamenti, anche in vista dell’inizio della stagione estiva che dovrebbe implicare l’arrivo dei turisti dall’estero. Questi infatti provenendo per la stragrande maggioranza da Paesi in cui non esistono restrizioni simili a quelle imposte in Italia, potrebbero scegliere una meta diversa se non vengono riviste almeno le limitazioni più pesanti.

Ecco che il governo si vede costretto a riconsiderare l’obbligo di Green pass per accedere a negozi, bar, ristoranti, alberghi e mezzi di trasporto pubblici.

Cosa cambia con la fine dello stato di emergenza

Vediamo quindi quali sono le restrizioni che il governo di Mario Draghi si appresta ad allentare con la fine dello stato di emergenza del 31 marzo 2022.

  • Green Pass: per quanto riguarda il Green Pass, il governo ritiene che eliminarlo completamente non sia la mossa giusta. A fare pressione in tal senso sarebbe, tra le forze che sostegnono l’esecutivo, la Lega di Matteo Salvini, ma si andrà nella direzione indicata dal ministro della Salute che osserva: “non esiste un interruttore che premi e non c’è più il Covid. Vedremo i numeri e decideremo, ma un elemento di gradualità lo dobbiamo immaginare”.
  • Mascherina al chiuso: il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha già annunciato che verrà emanata un’ordinanza con la quale si rinnoverà l’obbligo di indossare mascherine protettive in tutti i luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private.
  • Mascherine Ffp2: l’obbligo di indossare mascherine Ffp2 per prendere parte a spettacoli all’aperto non sarà prorogato. Mentre per gli spettacoli al chiuso in cinema, teatri e locali di intrattenimento e musica dal vivo, nonché per eventi e competizioni sportive, il governo deve ancora decidere fino a quando prorogare la misura.
  • Bar e ristoranti: attualmente bisogna essere vaccinati o guariti dal Covid per poter consumare al bar o mangiare al ristorante, ma il governo sembra aver deciso che a partire dal 1° aprile, almeno per consumare all’aperto non sarà necessario avere il Super Green pass. Per la ristorazione al chiuso invece l’obbligo resta in piedi, anche se la cosiddetta ‘ala aperturista’ della maggioranza vorrebbe eliminarlo del tutto mantenendo solo l’obbligo di indossare la mascherina quando ci si alza dal tavolo.
  • Strutture ricettive: l’obbligo di Green pass rafforzato per sagre, fiere, congressi decade a partire dal 1° aprile, e se il governo intende salvare quel che resta delle imprese che operano nel settore turistico, dovrà necessariamente rimuovere l’obbligo anche per le strutture ricettive quali alberghi, bed and breakfast etc.
  • Piscine e palestre: per gli sport all’aperto l’obbligo di Green Pass rafforzato decade il 31 marzo con la fine dello stato d’emergenza, ma per palestre e piscine resterà in vigore fino a data da destinarsi.
  • Trasporti: anche per poter utilizzare mezzi di trasporto pubblico non sarà più necessario esibire il Green Pass a partire dal 1° aprile. Un intervento obbligato visto che con gli attuali obblighi si stroncherebbe il turismo.
  • Cts e colori delle Regioni: con la fine dello stato di emergenza dovrebbe terminare il compito del comitato tecnico scientifico, e al tempo stesso potrebbe essere decisa l’eliminazione del sistema a colori, forse conservando solo la zona rossa per farvi ricorso eventualmente in caso di focolai auspicabilmente sporadici.

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