Geoblocking: cos’è e perché l’UE chiede la sua completa rimozione

Cos'è il Geoblocking e perché l'Ue vuole la sua rimozione - BorsaInside.com

Con un netto verdetto di 376 voti a favore, 111 contrari e 107 astenuti, il Parlamento europeo ha recentemente emesso un parere favorevole sulla rimozione dei blocchi geografici nel settore audiovisivo.

Questo passo significativo è stato compiuto in risposta all’accelerazione della trasformazione digitale e all’aumento degli acquisti online che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

Quali sono le norme attuali e cosa cambia

Attualmente, le norme consentono ai consumatori di effettuare acquisti online e accedere a servizi al di là dei confini nazionali, ma i deputati ritengono che tali regolamentazioni debbano essere pienamente applicate, con la rimozione delle barriere rimanenti.

Tuttavia, questa proposta solleva interrogativi cruciali sull’industria audiovisiva, mettendo in primo piano la necessità di valutarne l’impatto su ricavi, contenuti, diversità, canali di distribuzione e, soprattutto, sui costi per i consumatori.

I legislatori hanno espresso il desiderio di aumentare la disponibilità transfrontaliera dei cataloghi e garantire l’accesso senza restrizioni agli eventi sportivi attraverso i servizi di streaming. Questa mossa, tuttavia, non è priva di controversie.

Diverse voci autorevoli nel settore audiovisivo avvertono che l’abolizione del geoblocking potrebbe portare a una significativa perdita di ricavi e contenuti. Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, sostiene che l’intero sistema dei diritti sportivi potrebbe crollare, con conseguente aumento dei prezzi per gli abbonamenti.

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Qual è la posizione del Parlamento UE

Il Parlamento Europeo, consapevole delle sfide e delle complessità, ha adottato una posizione più conservatrice, riconoscendo la peculiarità dei servizi audiovisivi.

In particolare, il Parlamento ha sottolineato che il mantenimento del geoblocking per i prodotti protetti da copyright è essenziale per preservare la diversità culturale e garantire la sopravvivenza di numerosi canali di distribuzione di contenuti.

Il Parlamento ha richiesto un “calendario realistico” per consentire al settore di adattarsi senza compromettere la diversità culturale e la qualità dei contenuti. Sottolineando l’importanza di modernizzare il settore audiovisivo, si è posta l’attenzione su aspettative dei consumatori in termini di disponibilità, accessibilità, flessibilità e qualità dei contenuti.

L’UE verso la revisione del regolamento

Attualmente, il regolamento del 2018 limita i blocchi geografici all’interno dell’Unione europea, escludendo i servizi audiovisivi forniti su base di licenze territoriali esclusive. Tuttavia, la revisione proposta cambierebbe questa disposizione.

La Commissione, nel novembre 2020, ha iniziato la valutazione sull’impatto di queste norme, esplorando la possibilità di estenderle a servizi digitali specifici che offrono contenuti protetti da copyright. Tuttavia, qualsiasi modifica effettiva potrebbe verificarsi solo dopo la prossima valutazione prevista entro il 2025.

Si va allora verso la fine del geoblocking nel settore audiovisivo? Il dibattito si presenta complesso e coinvolge diversi aspetti economici, culturali e legali.

La decisione del Parlamento Europeo rappresenta un passo significativo, ma è necessario affrontare con attenzione le sfide e preservare gli elementi fondamentali dell’industria audiovisiva.

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