Il Nord Stream 1 resta chiuso a tempo indeterminato, e con l’annuncio di Gazprom prezzi del gas alle stelle

tubatura gasdotto attraverso sconfinate superfici alberate

L’annuncio di Gazprom arrivato nel fine settimana circa la chiusura a tempo indeterminato, invece che per soli 3 giorni, del gasdotto Nord Stream 1 ha messo in subbuglio i mercati e fatto schizzare alle stelle le quotazioni del gas sulla Borsa di Amsterdam.

I Dutch TTF Natural Gas Futures sono andati al rialzo di oltre il 20% fino a raggiungere al momento della stesura di questo articolo i 270 euro per MWh .

Ad innescare questa improvvisa impennata è stato l’annuncio del colosso russo del gas, che ha fatto sapere che i flussi attraverso il Nord Stream 1 verranno interrotti per un periodo indefinito, mentre la chiusura prevista inizialmente per i lavori di manutenzione ordinaria era di 3 giorni soltanto, con scadenza fissata al giorno 3 settembre.

Non dimentichiamo che la capacità di questo gasdotto era già stata ridotta al 20% in seguito allo stop del mese di luglio, e in quell’occasione i Paesi europei hanno impresso un’ulteriore accelerazione al processo di diversificazione degli approvvigionamenti nella prospettiva di una maggiore indipendenza dalle forniture russe, e sui piani di consumo energetico in vista dell’inverno ormai alle porte.

G7 fissa tetto prezzo del greggio russo e Mosca chiude il Nord Stream 1

La decisione di Mosca di chiudere a tempo indeterminato il gasdotto Nord Stream 1 arriva dopo che nel corso della riunione del G7 della scorsa settimana si è deciso di fissare un tetto al prezzo del greggio proveniente dalla Russia.

Ora non resta che attendere la riunione fissata al 9 settembre, in occasione della quale i ministri dell’energia dell’Ue discuteranno di un prezzo massimo per il gas russo ma non solo, si deciderà sull stop al trading di derivati sulla materia prima e della proposta di dividere i prezzi dell’energia elettrica da quelli del gas.

Non migliora certo il quadro complessivo la recente notizia della riduzione delle forniture di gas anche da parte della Norvegia. Il Paese scandinavo, che è recentemente diventato il primo fornitore di gas all’Europa, ha infatti avvisato che ridurrà l’esportazione di gas verso i Paesi europei per via di lavori di manutenzione ordinaria che interesseranno 13 giacimenti e impianti di lavorazione per l’intera durata del mese di settembre.

Gli effetti di queste notizie si sono fatti sentire anche sul cambio euro – dollaro, sceso sotto la soglia di 0,99 dollari proprio nella settimana in cui è prevista la riunione del Consiglio direttivo della BCE.

Gabriel Debach, analista del mercato italiano di eToro, ha spiegato che “i rialzi odierni sul gas generano nuove pressioni con EurUsd, che scivola su nuovi minimi degli ultimi 20 anni, esacerbando le preoccupazioni suprattutto in termini di inflazione importata (soprattutto per quella energetica) e creando nuovi grattacapi per alcuni settori”.

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