L’Ue teme un disastro nucleare: inviati 5,5 milioni di pillole allo iodio in Ucraina

Centrale nucleare attiva

L’incubo di una possibile catastrofe nucleare continua a essere il convitato di pietra della guerra in Ucraina, che va oramai avanti da circa sei mesi senza alcun segno che possa indicarne una fine nel breve termine.

Le news in arrivo dall’Ucraina riguardano principalmente l’arrivo a Kiev della delegazione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, assieme ai tecnici dell’Aiea incaricati di ispezionare la centrale nucleare di Zaporizhzhya, la più grande d’Europa e scenario di pesanti combattimenti tra l’esercito di Kiev e quello di Mosca da quando il sito è finito sotto il controllo delle potenze russe.

Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, ha affermato che questa è una missione ad alto rischio, “la più difficile nella storia della Aiea”, date le “attività di combattimento intraprese dalla Federazione Russa sul campo e anche il modo palese con cui la Russia sta cercando di legittimare la sua presenza”.

Il compito dell’Aiea non sarà solo quello di verificare lo stato di sicurezza della centrale nucleare (nelle ultime ore sono state diffuse delle immagini satellitari del sito che evidenziano 4 buchi sul tetto di uno degli edifici), ma anche quello di verificare quali sono le condizioni del personale ucraino rimasto all’interno della centrale e che sta continuando a svolgere il proprio lavoro per garantire il corretto funzionamento della centrale.

L’Ue teme disastro nucleare: inviate pillole di iodio in Ucraina

È ormai da diverso tempo che la Russia denuncia gli attacchi da parte dell’esercito ucraino nel disperato tentativo di riconquistare la centrale finita sotto il controllo delle forze nemiche, mentre Kiev, al tempo stesso, accusa l’esercito russo di aver convertito il sito in una sorta di arsenale militare.

Il terrore di un possibile disastro nucleare continua a serpeggiare in Ucraina e in tutto il resto d’Europa fin dai primi giorni in cui è scoppiata la guerra. Il pericolo, infatti, non è dovuto solamente alla presenza delle centrali ancora operative in Ucraina, ma anche e soprattutto all’arsenale atomico di cui dispone l’esercito russo.

Con uno scenario simile, in cui la centrale nucleare di Zaporizhzhya rischia di trasformarsi in una nuova Chernobyl, l’Ue ha deciso di aiutare il popolo ucraina inviando una fornitura di 5,5 milioni di compresse allo iodio, che risultano fondamentali in caso di esposizione alle radiazioni.

Il commissario europeo Janez Lenarcic ha affermato: “l’Ue sta consegnando preventivamente 5 milioni di compresse di ioduro di potassio all’Ucraina dalle riserve strategiche di rescEU per offrire protezione alle persone in caso di esposizione a livelli elevati di radiazioni. Voglio ringraziare l’Austria per aver donato altre 500mila compresse all’Ucraina”.

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