Multe in base al reddito e ritiro della patente a vita, le novità sul codice della strada

modellino di automobile poggiato su banconote da 50 euro disposte a ventaglio

La novità più interessante ad essere introdotta prossimamente con la revisione del codice della strada è probabilmente quella che stabilisce multe progressive in base al reddito.

Non si tratta però dell’unica novità di rilievo in arrivo, sempre che queste modifiche al codice della strada vadano effettivamente tutte in porto, è chiaro. Tra le novità anche il ritiro a vita della patente di guida per il conducente ubriaco o sotto effetto di droghe.

Multe in base al reddito, la proposta della Lega

La proposta di stabilire l’importo della multa in base al reddito del trasgressore arriva dalla Lega di Matteo Salvini, così pure quella di ritirare la patente a vita a chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Ma partiamo dalla prima novità, di cui parla il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Galeazzo Bignami, che in occasione della presentazione del rapporto Dekra sulla sicurezza stradale ha spiegato: “nell’ambito della revisione del codice della strada, effettueremo un approfondimento sulla possibilità di realizzare una proporzionalità tra sanzioni e reddito”.

Il principio di fondo è più che condivisibile visto che la multa dovrebbe rappresentare uno strumento efficace per indurre il conducente a rispettare il codice della strada. Ma se un disoccupato evita di parcheggiare in divieto di sosta perché per lui 30 euro di multa possono essere un problema, per chi guadagna 10 mila euro al mese non lo sono di certo, e men che meno per chi ne guadagna molti di più.

E tuttavia di certezze, in merito all’introduzione di questa modifica al codice della strada ve ne sono ancora ben poche, come lo stesso viceministro Bignani ha sottolineato. “Non è una decisione assunta o una certezza” ha infatti dichiarato facendo riferimento a “un elemento di studio nell’ambito della revisione del Codice della Strada”.

“Si può approfondire l’introduzione di un meccanismo di proporzionalità tra le sanzioni e il reddito: è da valutare se corrisponda a logiche di congruità ed equità sociale la situazione in cui una persona di reddito molto elevato venga afflitta con una sanzione di 130 euro come una persona che per quella sanzione” viene ‘toccata’ “per il 10% del proprio reddito” spiega ancora il viceministro.

Al centro della questione il problema degli incidenti, con l’esigenza di intervenire anche per garantire un maggior livello di sicurezza sulle nostre strade.

Il viceministro Bignani ha infatti spiegato che “il tema dell’incidentalità è particolarmente drammatico. Credo, innanzitutto, che il richiamo alla disciplina dei giovani sia molto corretto” ha aggiunto ancora il viceministro “è fondamentale, inoltre, intervenire sul piano infrastrutturale per garantire una maggiore sicurezza stradale, a partire dalla realizzazione delle smart city e favorendo l’uso delle nuove tecnologie”.

La revoca della patente per chi guida ubriaco o sotto effetto di droghe

Il nostro Codice della Strada è piuttosto vecchio, un dato di fatto evidenziato in questi giorni dagli esponenti leghisti. Lo stesso Matteo Salvini ha sottolineato: “abbiamo un Codice della Strada di 30 anni fa con alcuni aggiornamenti. Vorrei convocare un tavolo code già prima della fine dell’anno, la prossima settimana per aggiornare il Codice”.

Il leader del Carroccio, nonché titolare del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha aggiunto poi, in merito alla possibilità di introdurre il ritiro della patente a vita: “ritengo che nei casi più gravi la revoca a vita della possibilità di guidare possa e debba essere considerata”.

Per casi più gravi si intende, a quanto lo stesso ministro ha chiarito, quelli in cui il conducente del veicolo è “ubriaco o drogato” in quanto in tal caso è di fatto “un potenziale assassino”. Inoltre Salvini, nel far sapere che intende convocare al più presto un tavolo per apportare le necessarie modifiche al Codice della Strada, ha spiegato che è importante “intervenire sulle sanzioni non tanto economiche e penali, ma sulle sanzioni in termini temporali”.

Viene toccata anche la questione alcol test, ma ci si limita a prospettare “l’etilometro monouso obbligatorio a bordo così come a bordo sono previsti obbligatoriamente altri strumenti di sicurezza”. Il ministro ritiene infatti che avere a bordo dell’auto questo dispositivo permetta al conducente di fermarsi finché è ancora in tempo per farlo.

Si tratta di una proposta che comunque si sovrappone molto bene a quanto già annunciato dall’Ue, che a partire dal 2024 prevede che per le automobili immatricolate nei Paesi membri sia di serie il cosiddetto “alcolock“, ossia uno strumento che impedisce l’accensione del veicolo se il conducente risulta avere un tasso alcolico troppo alto.

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