Commissione Ue, Ursula Von der Leyen ha tre dei suoi indagati

Commissione Ue, Ursula Von der Leyen ha tre dei suoi indagati

Von der Leyen, beghe legali per tre dei suoi a pochi giorni dalla nomina dei commissari Ue. Un giornalista: "perché non li ha rifiutati?"

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Sono passati solo pochi giorni dalla nomina dei commissari europei, eppure per la presidente eletta Ursula Von der Leyen stanno già arrivando le prime grane. E per essere precisi si tratta di problemi con la giustizia, visto che almeno tre dei suoi risultano essere sotto indagine.

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Uno dei nomi più importanti della lista è quello di Sylvie Goulard, ex ministro della Difesa della Francia nonché ex deputato del Parlamento Europeo. Secondo il sito web Politico.eu, la Goulard è stata interrogata in una stazione di polizia situata a Nanterre in un sobborgo a ovest di Parigi, in merito alle accuse che la vedrebbero coinvolta in una questione di sfruttamento di fondi Ue non proprio trasparente.

Secondo la stessa fonte infatti, la Goulard, insieme ad altri deputati francesi, avrebbe usato fondi Ue per pagare alcuni assistenti assunti per lavorare per i loro partiti in Francia. Ma è anche la stessa Von der Leyen ad essere finita sotto inchiesta per fatti che riguardano il periodo in cui era ancora al Ministero della Difesa tedesco.

In questo caso si trattava di consulenze particolarmente redditizie, che il ministero guidato dalla Von der Leyen aveva concesso senza che venissero fatti i dovuti controlli, e lasciando così che il settore privato accrescesse la propria influenza sul ministero della Difesa tedesco.

Rogne con la giustizia anche per Rovana Plumb, commissario Ue per i Trasporti, nonché più volte ministro in Romania. La Plumb risultò essere coinvolta in un caso di corruzione nel 2017. All'epoca fu accusata di aver tentato di agevolare il leader del suo partito (socialdemocratico) per ottenere un accordo immobiliare, chiaramente illecito, riguardante un'isola situata sul Danubio.

Non proprio irreprensibile nemmeno la condotta dell'attuale commissario europeo per l'Agricoltura, Janusz Wojciechowski. Il commissario polacco risulta essere infatti sotto inchiesta da parte dell'agenzia antifrode dell'UE (OLAF) per delle irregolarità, per ora solo presunte, riguardanti alcuni rimborsi su spese di viaggio sostenute durante il suo mandato come eurodeputato tra il 2004 e il 2014.

Diretta la domanda di un giornalista in occasione della conferenza stampa di presentazione. "Nella sua squadra ci sono dei commissari che sono discutibili, un paio di loro sono soggetti a un'inchiesta o un'indagine dell'OLAF" ha chiesto alla Von der Leyen "perché non li ha semplicemente rifiutati? La sua Commissione potrebbe avere un'immagine opaca, comprese le persone che sono sospettate di aver commesso frode, anche se c'è la presunzione di innocenza".

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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