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Ex Ilva, Italia Viva pronta a presentare emendamento per reintrodurre scudo penale

Ex Ilva, Italia Viva pronta a presentare emendamento per reintrodurre scudo penale

Italia Viva per la reintroduzione dello scudo penale. Per M5s "ok a testo di Italia Viva sarebbe problema per maggioranza"

Nei prossimi giorni i legali dei commissari straordinari dell'acciaieria ex Ilva presenteranno presso il Tribunale di Milano il ricorso con urgenza e cautelare ex articolo 700, contro le azioni intraprese dall'ArcelorMittal, relative allo stabilimento siderurgico di Taranto. Le condizioni giuridiche per il recesso non ci sono, e al contempo la questione dello scudo penale non rappresenta ragione valida per esercitare alcun diritto di recesso. Questa in sostanza la posizione dei legali.



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ArcelorMittal quindi non è autorizzata a venir meno agli impegni presi con la sottoscrizione del contratto con l'Amministrazione straordinaria del gruppo Ilva. Una procedura, quella intrapresa dai legali dei commissari straordinari dell'acciaieria che fu della famiglia Riva è stata annunciata dallo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una intervista rilasciata al diretto del Fatto Quotidiano Marco Travaglio.

Il premier aveva già accennato ad una "battaglia legale" e al fatto di non essere disposto ad "attendere tempi lunghi". Nello stesso ricorso che verrà presentato nei prossimi giorni, i commissari dell'acciaieria parlano anche dell'Altoforno 02, che, contrariamente a quanto asserisce la multinazionale franco-indiana nel suo atto di recesso, non è affatto spento.

Il ricorso d'urgenza però ruota principalmente intorno alla questione dello scudo penale, previsto dalla legge ai tempi in cui il contratto fu firmato da ArcelorMittal, ma abolito poi con il decreto Crescita emanato dal primo governo Conte. Sebbene sia stato più volte chiarito dal presidente del Consiglio che la questione dello scudo penale non è altro che un pretesto, e che indipendentemente dal suo reinserimento la società intende comunque recedere dal contratto, continua a catalizzare il dibattito politico.

Italia Viva presenta emendamenti per reintrodurre lo scudo penale

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha presentato in commissione Finanze alla Camera due emendamenti al decreto fiscale che riguardano il problema dell'ex Ilva. Uno di questi mira a reintrodurre lo scudo penale per lo stabilimento siderurgico di Taranto, mentre l'altro agisce su larga scala, prevedendo uno scudo penale anche per le altre imprese italiane che sono impegnate in una bonifica ambientale che procede parallelamente al processo di produzione.

Favorevoli al ripristino dello scudo penale sia la Lega che Forza Italia. "Per noi è importante l'Ilva" ha spiegato il deputato leghista Claudio Durigon "dunque qualsiasi cosa possa agevolarla per noi è determinante" e ha confermato poi: "siamo pronti a votarlo".

In merito ai due emendamenti che verranno presentati da Italia Viva è ancora atteso il parere di ammissibilità. Il problema politico si pone però qualora dovessero passare, in particolare quello che riguarda specificamente l'ex Ilva, grazie ai voti favorevoli delle opposizioni (Lega, FI) nonostante il voto contrario del Movimento 5 Stelle. In quel caso "è naturale che dovrebbero spegnere questo governo ed avere il coraggio di andare alle elezioni" azzarda il deputato leghista.

Favorevole alla reintroduzione dello scudo penale anche Forza Italia. "Un emendamento che ripristina lo scudo penale è stato presentato anche da Forza Italia" spiega il deputato Simone Baldelli "per cui saremo ben felici di votare lo scudo penale".

Secondo Baldelli "bisogna ripristinare le condizioni iniziali e lo scudo è una precondizione per riaprire la trattativa con ArcelorMittal, per cui il voto anche responsabile delle opposizioni speriamo serva a provare a salvare sito produttivo e posti di lavoro".

E alla domanda se una eventuale approvazione della reintroduzione dello scudo coi voti dell'opposizione possa rappresentare un problema per la maggioranza, Baldelli risponde: "lo deve chiedere a loro. A me interessa che gli errori e la superficialità del M5s e di chi è al governo con loro non metta a rischio i posti di lavoro".

La posizione del Movimento 5 Stelle in merito allo scudo penale d'altra parte è chiara, come conferma il deputato Francesco Silvestri. "la posizione del nostro gruppo parlamentare è molto chiara ed è contro il ripristino dello scudo ed è indubbio che un voto favorevole dell'emendamento di Iv con i voti delle opposizioni, aprirebbe un problema serio all'interno della maggioranza".

Conte inflessibile pronto alla battaglia legale

Il premier Conte ha chiarito che: "soltanto se Mittal venisse a dirci che rispetterà gli impegni previsti dal contratto, cioè produzione nei termini previsti, piena occupazione e acquisto dell'ex Ilva nel 2021, potremmo valutare una nuova forma di scudo".

Conte ha anche reso noto che a breve si svolgerà un nuovo incontro con i titolari dell'azienda franco-indiana e ha annunciato una "battaglia legale: un procedimento cautelare per ottenere dal Tribunale di Milano una verifica giudiziaria sulle loro e le nostre ragioni entro 7-10 giorni".

Nel frattempo, informano fonti sindacali, l'azienda avrebbe bloccato l'arrivo di materie prime. Una mossa questa che si collocherebbe nel processo di restituzione dell'acciaieria e nell'ottica della sua "messa in sicurezza" ma che non è stata ancora confermata da ArcelorMittal, seppur anticipata dall'ad Lucia Morselli nella lettera che è stata inviata ai dipendenti.

Non è da escludere che i proprietari dello stabilimento intendano smaltire il materiale presente nei parchi e che abbiano pertanto predisposto lo scarico delle materie prime in altri porti, dove tra l'altro avvengono dal mese di luglio, cioè da quando a seguito dell'incidente con il crollo di una gru in cui perse la vita un operaio, il molo 4 venne posto sotto sequestro.

Non si sa con esattezza quale livello di autonomia sia necessario per alimentare gli altoforni, ma è confermato che lo scarico delle materie prime è stato sospeso in questi giorni a causa dell'allerta meteo che riguarda sia la città di Taranto che buona parte del resto del Meridione.

Gualtieri: "il governo metterà in campo tutti gli strumenti necessari"

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha fatto sapere che il governo "metterà in campo tutti gli strumenti necessari" e ha anche spiegato che la nazionalizzazione dell'impianto "non è uno strumento da escludere dalla cassetta degli attrezzi" ma ha precisato che è necessario fare molta attenzione all'uso che se ne fa.

"Chi pensa che lo Stato compri e assorba i costi che impediscono a un soggetto di essere competitivo sul mercato globale alimenta una pericolosa illusione" ha spiegato il ministro del Tesoro, che ha invitato ad evitare una "discussione tra bianco e nero, o si fa la nazionalizzazione di tutte le imprese in crisi, risolvendo magicamente i problemi, oppure lo Stato alza le mani e dice: se ne occupi il mercato". Gualtieri ha quindi precisato che "non è vera né l'una né l'altra cosa, abbiamo ben presente che ci sono strumenti e li utilizzeremo".

La Cgil favorevole ad una "presenza pubblica" nell'ex Ilva

Maurizio Landini, segretario della Cgil si è detto favorevole ad una "presenza pubblica" nell'ex Ilva. "Noi troveremmo utile che dentro a questa società ci sia anche una presenza pubblica" ha dichiarato Landini "era una delle cose che si stava discutendo da tempo. Il Governo decida con quale strumento esserci: se Cassa Depositi e Prestiti o un altro fondo, così come succede nel resto d'Europa e del mondo".

Per il segretario della Cgil però è fondamentale "ridare un senso alle parole" e spiega: "qui ogni giorno ce ne s'inventa una. Io starei molto con i piedi per terra. Quello che stiamo dicendo è che oggi c'è un accordo che va fatto rispettare".

Nel frattempo il premier ha contattato il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. "Quest'oggi ho avuto nuovamente modo di conversare lungamente al telefono con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte" ha dichiarato il sindaco "stiamo valutando ogni aspetto non solo della complessa vicenda dell'ex Ilva, ma soprattutto del modello di sviluppo che adesso vogliamo tutti insieme sostenere a Taranto".

"Nel mare di difficoltà e preoccupazioni i miei concittadini possono quanto meno avere la certezza che lo Stato e gli enti locali sono presenti e non hanno intenzione di lasciare soli lavoratori, famiglie, giovani ed imprese di questa bella terra" ha detto il sindaco Melucci che ha poi volto uno sguardo al prossimo futuro della città che "può davvero aspirare a diventare un metro di paragone positivo per le politiche di cui il Paese deve inevitabilmente dotarsi per affrontare le sfide dei nostri tempi. Attendiamo fiduciosi che gli sforzi del Governo aprano qualche spiraglio" ha concluso.

Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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