Von der Leyen sul Recovery Fund "l'Italia è sulla strada giusta", Conte: "non siamo indietro"

Von der Leyen sul Recovery Fund

La presidente della Commissione Ue su Twitter definisce l'Italia "well on track" per accedere alle risorse previste dal Recovery Fund

Era proprio quello che ci voleva dopo le recenti perplessità sollevate da una parte dell'opinione pubblica circa un presunto ritardo dell'Italia per quel che riguarda l'accesso al Recovery Fund. Provvidenziale quindi l'intervento di Ursula von der Leyen, che con un post su Twitter ha fugato ogni dubbio affermando a chiare lettere che l'Italia sta andando bene.

Non c'è nessun ritardo quindi, non causato dall'Italia se non altro, che come dice la presidente della Commissione Europea "è sulla strada giusta" per accedere alla risorse previste dal piano europeo.

All'origine delle considerazioni della von der Leyen vi è una telefonata con il presidente del Consiglio italiano appunto, a conclusione della quale la numero uno di Bruxelles ha chiarito che non vi sono responsabilità da parte del governo italiano nella preparazione del Piano nazionale di ripresa da finanziare con le risorse europee del Recovery Fund.

In un suo tweet la von der Leyen ha infatti scritto: "Italy is well on track" e ha elencato i punti toccati nel corso della conversazione telefonica con il premier Conte. Ha anche precisato che con Giuseppe Conte è "in stretto contatto".

Poco dopo sono arrivati anche alcuni commenti dello stesso presidente del Consiglio, che ha tenuto a ricordare: "c'è un dibattito pubblico sul fatto che l'Italia sia indietro, ma non è vero. Stiamo definendo progetti e li porteremo all'attenzione delle parti sociali e del Parlamento: siamo perfettamente in linea con il cronoprogramma".

Nella serata di ieri tra l'altro il premier Conte aveva già toccato l'argomento nel corso della trasmissione Otto e Mezzo di La7 condotta da Lilli Gruber. Aveva infatti precisato in quella occasione che il ritardo per quel che riguarda l'accesso ai fondi del Recovery Fund dipende dal veto politico di Ungheria e Polonia e non da negligenze in capo all'esecutivo.

"L'Italia non è assolutamente in ritardo" aveva quindi rimarcato il premier, che ha poi annunciato che l'Italia ha intenzione di presentare il suo piano già a febbraio. E su Twitter, dopo la telefonata con la presidente della Commissione Ue, Conte ha confermato un "ottimo scambio di veduten oggi sul Global Health Summit in collegamento con il G20".

"Coordinamento europeo delle misure sanitarie sul Covid-19 in occasione del periodo natalizio, un'azione europea più efficace sul tema migrazione con i Paesi extra-Ue, e su Brexit" ha scritto il premier Conte su Twitter.

Spalleggiato poco dopo anche dal ministro per gli Affari europei Enzo Amendola, che ha confermato: "l'Italia è nella giusta direzione per il #NextGenerationEU" aggiungendo "come sempre in piena sintonia con la Commissione Ue. Fatti, non retroscena".

L'Italia è in ritardo o no sul Recovery Fund?

Una scaramuccia che non è ancora terminata, quella sulla possibilità che l'Italia sia in ritardo sul Recovery Fund. Su Il Fatto Quotidiano viene infatti sottolineato che era stato La Repubblica a "sollevare il caso 'ritardo'" e che, "nonostante la smentita del Commissario Paolo Gentiloni e dello stesso Conte, insiste nel dire che l'Italia è in ritardo nella formulazione del Recovery plan."

Sempre su Il Fatto Quotidiano viene quindi ribadito che "allo stato attuale, sono solo cinque i Paesi su 27 che hanno presentato a Bruxelles bozze complete del loro Piano nazionale di ripresa" e soprattutto si ricorda che la scadenza per la presentazione del documento è fissata all'aprile 2021, mentre il presidente del Consiglio ha già previsto di anticipare la consegna a febbraio.

Cosa che però servirebbe a poco se la situazione non si sblocca, e nello specifico se Polonia e Ungheria non ritirano il loro veto. L'importante però, a quanto pare, è che non sia colpa dell'Italia, al contrario di quanto sostenuto da Repubblica, che attribuirebbe la responsabilità ad un documento firmato da Marco Buti, capo di gabinetto di Gentiloni che secondo il noto quotidiano "mette in rilievo le preoccupazioni che emergono negli uffici e nei vertici della Commissione".

Secondo Il Fatto Quotidiano però dal testo del documento si evince tutt'altro e cioé che "l'Italia non ha ritardi profondi da colmare". Non solo, perché il documento in questione non sarebbe un atto della Commissione ma un paper accademico della LuissSchool of political economy scritto a quattro mani con l'economista Marcello Messori.

Bankitalia: "il programma Next Generation EU è un'occasione da non perdere"

Nella giornata di ieri intanto anche Bankitalia ha rilasciato un commento sulla questione del Recovery plan. "L'entità dell'effetto macroeconomico dei progetti di investimento e di riforma dipenderà soprattutto dalla loro definizione concreta nell'ambito del Piano nazionale di rilancio e resilienza e dalla loro attuazione tempestiva" ha dichiarato Eugenio Gaiotti, capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia in audizione in Parlamento.

Sempre Gaiotti ha anche evidenziato che "andrà posta grande attenzione alla fase esecutiva, precisando i dettagli ed evitando sprechi, ritardi e inefficienze. Come abbiamo sottolineato più volte, il programma Next Generation EU è un'occasione da non perdere per rilanciare la crescita e la produttività dell'economia italiana".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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