Nella Nadef 30 miliardi di euro per “mitigare gli effetti del caro-energia su famiglie e imprese”

palazzo del Parlamento con obelisco e cielo azzurro

Contro il caro-bollette il governo di Giorgia Meloni ha deciso di stanziare, fino al 2023, 30 miliardi di euro. Le conferme sono arrivate nel corso della conferenza stampa tenutasi in questi giorni dopo l’approvazione della Nota di Aggiornamento al Def.

Le misure che il nuovo esecutivo prevede di mettere in campo sono rese necessarie dalla crisi energetica in cui il Paese si trova per via delle scelte politiche operate dai governi occidentali negli ultimi anni, ed in particolare per via della decisione di imporre sanzioni contro la Russia di Putin, schierandosi apertamente al fianco del governo filo-nazista di Volodymyr Zelensky.

I numeri chiave su cui andrà a strutturarsi la prossima manovra economica sono in particolare due: la revisione del PIL, con una crescita al 3,7% per il 2022, che nel 2023 si ridurrà ad un misero 0,6%, e il rapporto deficit/Pil programmatico al 4,5% per il 2023.

Le risorse per contrastare i rincari sulle bollette di gas e luce arriveranno suddivisi tra un primo decreto Aiuti (decreti Aiuti quater) in programma questa settimana, dal costo di 9,5 miliardi di euro, e 23 miliardi finanziati a deficit per il prossimo anno.

Il governo Meloni ha anche varato un emendamento al decreto Aiuti ter, con cui si dà il via alla ricerca di nuovi giacimenti di gas in Italia e nel Mediterraneo. Si stima un potenziale di circa 15 miliardi di metri cubi entro i prossimi 10 anni, e questo potrebbe offrire un importante contributo nell’ambito della crisi energetica, allentando ulteriormente la dipendenza dell’Italia dalle forniture di gas dalla Russia.

Meloni: “30 miliardi per affrontare l’emergenza energetica”

La premier Giorgia Meloni, nel commentare il lavoro svolto in questi giorni dall’esecutivo, ha spiegato che il governo di fatto individua “risorse per oltre 30 miliardi di euro per affrontare l’emergenza energetica”.

“Ci sarà la possibilità di liberare alcune estrazioni di gas italiano, immaginando nuove concessioni, chiedendo ai nuovi concessionari che vorrebbero accedere alle concessioni di mettere in campo da gennaio gas da destinare alle aziende energivore ad un prezzo calmierato” ha poi spiegato la presidente del Consiglio.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, è intervenuto sul tema specificando che l’obiettivo è “mitigare gli effetti del caro energia su famiglie e imprese, su cui si concentra larga parte degli interventi con un approccio prudente, realistico e sostenibile”.

Il titolare del Tesoro ha anche avvertito che “fare previsioni a lungo termine può essere un esercizio di accademia ma siamo pronti a fronteggiare i rischi di recessione che da più parti vengono evocati che, ahimè, potrebbero toccare anche l’economia italiana”, ed è chiaro che molto dipende dai prezzi dell’energia. Il ministro ha ricordato tra l’altro che le previsioni “per il futuro non sono ottimistiche a fronte di un calo del prezzo del gas”.

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