Il cambio euro dollaro torna a superare la soglia di 1,20, un livello che non veniva più toccato dal giugno 2021, quindi da prima dello scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina e dell’attuale fase di tensioni geopolitiche ed economiche. Un movimento che molti osservatori consideravano probabile nel corso del 2026 e che si è materializzato in modo netto, complice una fase di marcata debolezza del biglietto verde sui mercati valutari.
Nelle ultime sedute il dollaro ha perso circa 1,5% contro il paniere delle principali valute internazionali, un arretramento di questa portata che non si vedeva dai mesi successivi all’annuncio dei dazi commerciali della scorsa primavera. Un calo arrivato quasi in contemporanea con le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha accolto con entusiasmo l’indebolimento della valuta statunitense.
Dollaro debole: perché la Casa Bianca lo considera un vantaggio
Le parole di Trump, apparentemente contraddittorie se lette alla luce di un dollaro in forte discesa, riflettono in realtà una strategia ben precisa. Per l’amministrazione americana un cambio più debole rappresenta uno strumento utile per ridurre il deficit commerciale e rendere le esportazioni statunitensi più competitive sui mercati globali.
Per decenni gli Stati Uniti hanno convissuto con una valuta forte, fattore che ha favorito le importazioni ma ha progressivamente eroso la competitività della manifattura interna. L’attuale orientamento politico punta invece a riequilibrare questo rapporto, anche a costo di sacrificare parte dell’attrattiva del dollaro come valuta di riferimento globale.
Potrebbe interessarti anche: 🎓Come investire in Borsa iniziando da zero. Una guida rapida
Effetti sull’Eurozona: tra inflazione e crescita
Per l’Europa, e in particolare per l’Eurozona, un euro forte rispetto al dollaro ha implicazioni contrastanti. Da un lato, rende le importazioni energetiche e di materie prime meno costose, contribuendo ad alleggerire le pressioni inflazionistiche. Questo scenario facilita il lavoro della Banca Centrale Europea, che può perseguire la stabilità dei prezzi con maggiore margine di manovra.
Dall’altro lato, però, un euro sopra 1,20 rischia di penalizzare le esportazioni, soprattutto per le economie più orientate al commercio estero come Germania e Italia. Il rafforzamento della moneta unica non è infatti il risultato di fondamentali europei particolarmente solidi, ma piuttosto il riflesso delle dinamiche in atto negli Stati Uniti. Questo aspetto alimenta timori su un possibile rallentamento della crescita nel Vecchio Continente.
Per Berlino, già reduce da anni difficili tra recessione e stagnazione, un ulteriore freno all’export sarebbe difficile da assorbire. Non è escluso che, nel corso dell’anno, Francoforte possa valutare nuovi tagli dei tassi per sostenere l’economia e, indirettamente, limitare un’eccessiva rivalutazione dell’euro.
FED, politica commerciale e debito: le cause della debolezza del dollaro
Alla base della discesa del dollaro ci sono diversi fattori strutturali e politici. Le stesse dichiarazioni di Trump confermano l’intenzione dell’amministrazione americana di favorire un cambio più basso per sostenere le esportazioni. I mercati, inoltre, guardano con attenzione alle possibili evoluzioni della Federal Reserve, soprattutto in vista della fine del mandato di Jerome Powell.
Crescono le aspettative di una svolta più accomodante nella politica monetaria, con la possibile nomina di una figura favorevole a tagli dei tassi per contenere il costo di finanziamento di un debito pubblico ormai vicino ai 38.600 miliardi di dollari. Un livello che, insieme a deficit fiscali sempre più ampi, alimenta dubbi sulla sostenibilità di lungo periodo dei conti americani.
A tutto questo si aggiunge un cambio di paradigma più profondo. Gli Stati Uniti stanno progressivamente abbandonando il modello di globalizzazione che hanno promosso per decenni, introducendo dazi, rinegoziando accordi commerciali e spingendo anche gli alleati storici, Europa compresa, a ridurre la dipendenza economica e strategica da Washington.
Potrebbe interessarti anche: 📈Social Trading: cos’è e come funziona il copy trading
Non solo euro: perché volano i beni rifugio
Nonostante il superamento di quota 1,20, l’euro non è il principale beneficiario della debolezza del dollaro. Il suo apprezzamento resta in linea con quello delle altre grandi valute. A catturare davvero l’attenzione degli investitori sono piuttosto i metalli preziosi, che stanno registrando forti rialzi.
Questo movimento segnala una crescente diffidenza verso le valute fiat e un aumento della domanda di beni considerati rifugio, in un contesto globale segnato da instabilità geopolitica, elevato debito pubblico e politiche monetarie sempre più sotto pressione.
In questo contesto di forte movimento del cambio euro dollaro, cresce anche l’interesse verso il trading CFD sul Forex, uno strumento che consente di operare sia al rialzo che al ribasso sulle principali coppie valutarie senza possedere direttamente le valute. Fasi di volatilità come quella attuale possono offrire opportunità operative di breve e medio periodo, soprattutto per chi segue l’analisi tecnica e i driver macroeconomici come decisioni delle banche centrali, dati su inflazione e politiche commerciali.
Questo contenuto non deve essere considerato un consiglio di investimento.
Non offriamo alcun tipo di consulenza finanziaria. L’articolo ha uno scopo soltanto informativo e alcuni contenuti sono Comunicati Stampa
scritti direttamente dai nostri Clienti.
I lettori sono tenuti pertanto a effettuare le proprie ricerche per verificare l’aggiornamento dei dati.
Questo sito NON è responsabile, direttamente o indirettamente, per qualsivoglia danno o perdita, reale o presunta,
causata dall'utilizzo di qualunque contenuto o servizio menzionato sul sito https://www.borsainside.com.
- Investimento minimo a partire da 1$
- Deposito minimo a partire da $50
- Piattaforma premiata, Prelievi istantanei e Supporto 24/7
72% of retail investor accounts lose money when trading CFDs with this provider

Migliori Piattaforme di Trading
- Sicurezza Gruppo Bancario Svizzero
- Leva fino a 1:30
- Protezione da Saldo Negativo
74.54% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.
- Trading online ETF - CRYPTO - CFD
- Licenza: CySEC - FCA - ASIC
- Copia i migliori trader del mondo
Il 72% dei conti degli investitori retail perde denaro negoziando CFD con questo fornitore
- Regulated CySEC License 247/14
- Conto di pratica gratuito da 10.000€
- Interfaccia intuitiva e strumenti avanzati
Il 72% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando si negoziano CFD con questo fornitore
- N.1 in Italia
- Regime Fiscale Amministrato
- Buono Amazon fino a 15.000€
* Avviso di rischio *
CFDs are high-risk instruments and may result in the loss of all your capital.