La sterlina britannica ha mostrato una performance migliore rispetto all’euro nel corso della settimana, anche in un contesto dominato dalla forza del dollaro statunitense. Il movimento più significativo sul cambio EUR/GBP si è registrato martedì, durante una fase di forte deleveraging nei mercati finanziari, secondo l’analisi degli economisti di ING.
Durante queste dinamiche di riduzione del rischio da parte degli investitori, la valuta britannica ha beneficiato di alcuni fattori tecnici e di posizionamento che ne hanno sostenuto il recupero rispetto alla moneta unica europea.
Posizionamento degli investitori e tassi d’interesse sostengono la sterlina
In una nota pubblicata giovedì, gli analisti di ING evidenziano come una parte rilevante del movimento sia legata al posizionamento degli investitori istituzionali. Gli asset manager, infatti, avevano accumulato ampie posizioni nette short sulla sterlina, mentre allo stesso tempo risultavano esposti con posizioni long sull’euro.
Quando i mercati entrano in una fase di deleveraging, questo squilibrio può generare movimenti rapidi nei cambi, poiché gli operatori sono costretti a ribilanciare le proprie esposizioni.
Un altro fattore che ha favorito la valuta britannica riguarda il mercato dei tassi. Il recente repricing sulla parte breve della curva dei rendimenti ha portato gli investitori a ridimensionare le aspettative di un allentamento monetario imminente da parte della Bank of England, elemento che tende a rafforzare la sterlina.
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Andamento dei cambi: sterlina in lieve calo contro il dollaro
Nella mattinata di giovedì, intorno alle 11:35 ora italiana, la sterlina mostrava tuttavia un leggero arretramento nei confronti del dollaro statunitense. Il cambio GBP/USD registrava un calo dello 0,19%, attestandosi a quota 1,3348.
L’euro perdeva invece terreno, seppur marginalmente, contro la valuta britannica: EUR/GBP scendeva dello 0,01% fino a 0,8699.
Secondo James Smith, economista per il Regno Unito di ING, le prospettive sui tassi di interesse britannici stanno cambiando gradualmente. L’istituto ha infatti posticipato la previsione del prossimo taglio dei tassi della Bank of England da marzo ad aprile.
Nonostante questo rinvio, ING continua a prevedere due riduzioni dei tassi nel corso dell’anno. In questo scenario, il cambio EUR/GBP potrebbe tornare a muoversi verso quota 0,88 o anche oltre nei prossimi mesi.
I rischi per la sterlina restano legati al mercato obbligazionario
Gli analisti avvertono però che la sterlina potrebbe trovarsi in una posizione vulnerabile qualora i mercati obbligazionari tornassero sotto pressione.
Uno scenario potenzialmente critico potrebbe includere:
- prezzi dell’energia nuovamente elevati, in grado di rallentare o invertire i cicli di taglio dei tassi;
- governi con politiche più populiste pronti a rilanciare sussidi energetici;
- un aumento della volatilità sui mercati dei titoli di Stato.
Una dinamica di questo tipo ricorderebbe quanto accaduto nel 2022, quando le tensioni sui mercati obbligazionari britannici culminarono nella cosiddetta crisi dei gilt, uno degli episodi più turbolenti per il debito pubblico del Regno Unito negli ultimi anni.
La recente forza della sterlina rispetto all’euro appare quindi sostenuta soprattutto da fattori tecnici e dalle aspettative sui tassi. Tuttavia, l’equilibrio resta fragile e fortemente dipendente dall’evoluzione dei mercati obbligazionari e dal contesto macroeconomico globale.
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