Nel giorno in cui il Ftse Mib si prende finalmente il suo rimbalzo dopo una serie di sedute consecutive tinte di rosso provocate dallo smarrimento generato dalla crisi sulla Groenlandia, le azioni Banco BPM trovano forte visibilità nella notizia della salita di Credit Agricole ad oltre il 20 per cento del capitale di Piazza Meda. I numeri dopo circa un’ora e mezza dall’avvio degli scambi dicono che il paniere di riferimento di Piazza Affari sta avanzando di circa un punto percentuale mentre il verde di Banco BPM è limitato allo 0,8 per cento. Piazza Meda quindi non riesce ad essere all’altezza del recupero di Piazza Affari ma il rialzo comunque messo a segno è bastevole per ridurre il rosso mensile al 2,7 per cento. Inutile dire che non c’è nulla di strano in questo trend tirato che la banca guidata da Castagna ha messo a segno nell’ultimo quattro settimane perchè anno su anno il titolo resta in rialzo del 50 per cento.
Al di là delle prestazioni, il focus è proprio sui movimenti di Credit Agricole.
Crédit Agricole supera il 20% in Banco Bpm
Crédit Agricole ha rafforzato la propria presenza in Banco BPM, superando per la prima volta la soglia del 20% del capitale sociale. Secondo le comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti, il 16 gennaio il gruppo francese ha portato la propria quota al 20,104%, rispetto al precedente 19,804%. L’incremento è avvenuto tramite la conversione di strumenti finanziari pari a circa lo 0,3% del capitale, detenuti indirettamente attraverso la controllata Delfinances.
L’operazione segue il via libera della Banca centrale europea, che ha autorizzato i francesi di Crédit Agricole a salire fino al 24,9%, con la possibilità di arrivare al 29,9% in caso di aumento della soglia OPA previsto dal nuovo Testo unico della finanza (Tuf).
Tuttavia, Francoforte ha imposto un limite chiaro: l’azionista francese non può esercitare un controllo diretto sulla governance di Banco BPM, in modo da preservare l’autonomia dell’istituto italiano, almeno nella fase attuale.
Come accennavamo in precedenza, l’annuncio ha immediatamente attirato l’attenzione degli investitori, perché il superamento del 20% rappresenta una soglia psicologica significativa e potrebbe influenzare la direzione strategica e il posizionamento dell’istituto sul mercato.
Governance e riforme in arrivo? Cosa può succedere adesso
Il rafforzamento della quota francese riaccende il dibattito sull’assetto di governance di Banco BPM. L’assemblea straordinaria dei soci del 23 febbraio sarà chiamata a votare le modifiche statutarie necessarie per recepire le disposizioni introdotte dalla legge Capitali e dal relativo regolamento di attuazione. Tra le principali novità figura l’allargamento dei posti riservati alle minoranze, che passerebbero dagli attuali tre a un massimo di sei consiglieri su 15. Questa riforma potrebbe favorire una maggiore rappresentanza del principale azionista, garantendo a Crédit Agricole un peso più significativo nella gestione del board.
Attualmente, il gruppo francese esprime due membri nel consiglio di amministrazione. In vista del rinnovo del board previsto per il 16 aprile, Crédit Agricole potrebbe decidere di partecipare alla lista del board uscente con un peso maggiore o presentare una propria lista di minoranza, sempre nel rispetto dei vincoli imposti dalla vigilanza.
Implicazioni per gli investitori e possibili prossimi passi
Per gli investitori, l’avanzamento della quota francese comporta sia opportunità sia elementi di attenzione. Da un lato, la presenza di un azionista di peso come Crédit Agricole può offrire stabilità e visibilità internazionale, rafforzando il profilo di Banco BPM sul mercato e sostenendo potenzialmente il titolo. Dall’altro, la maggiore rappresentanza nel board introduce incertezza sulle future scelte strategiche, poiché l’influenza del principale azionista potrebbe indirizzare decisioni operative e politiche societarie.
Le prossime scadenze chiave includono il consiglio del 5 febbraio, chiamato ad approvare il bilancio 2025, e l’assemblea del 23 febbraio, che definirà le nuove regole del board in vista del rinnovo primaverile. Nel frattempo, Crédit Agricole mantiene il silenzio sulle proprie strategie future relative alla governance, alimentando le speculazioni di mercato. Per gli investitori, il focus nei prossimi mesi sarà sull’evoluzione della composizione del consiglio e sul ruolo effettivo che l’azionista francese potrà esercitare all’interno dell’istituto, elementi che potrebbero avere un impatto diretto sul valore e sul posizionamento competitivo di Banco BPM in Italia e in Europa. In questo contesto le azioni Banco BPM potrebbero mantenere un certo hype.
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