La settimana di borsa si è aperta con un deciso crollo dei valori a Piazza Affari, in un clima di forte tensione su tutti i mercati europei. Fin dalle prime battute sono emerse vendite diffuse sui principali titoli del listino, con ribassi particolarmente accentuati su alcuni nomi chiave. Le azioni STM stanno guidando le perdite, lasciando sul terreno il 3,85% a 23,37 euro, a seguire le Amplifon, scese del 2,75% a 13,27 euro, e quindi Brunello Cucinelli che sta lasciando sul parterre il 2,4% a 85,42 euro.
In un listino quasi interamente in rosso, le azioni Leonardo di fatto rappresentano l’unica vera eccezione con il loro +2,7% che sembra suggerire una sola cosa: sono il solo titolo difensivo in una seduta dominata dall’incertezza geopolitica.
A causa proprio dell’ampiezza dei ribassi, il Ftse Mib, dopo circa un’ora dall’avvio degli scambi, segna un ribasso 1,5%, a quota 45.120 punti. Si tratta di una delle peggiori aperture settimanali delle ultime settimane.
Dinanzi a questa situazione, due sono le questioni con cui investitori fanno i conti: cosa sta succedendo e come reagire adesso. Sfruttare i valori più contenuti per entrare su valutazioni più convenienti o stare alla finestra magari perchè le quotazioni si possono assottigliare ancora di più?
Ftse Mib in rosso profondo: cosa sta succedendo in borsa?
Nel corso della mattinata il Ftse Mib ha oscillato tra minimi poco sopra i 45.000 punti e tentativi di rimbalzo rapidamente respinti, confermando un’impostazione debole. Il ribasso non ha risparmiato praticamente nessun settore, con tecnologia, consumo ciclico e industriali tra i più colpiti.
Anche gli altri indici domestici stanno seguendo la stessa direzione: il Ftse Italia All Share sta registrando un calo superiore all’1,6%, riflettendo una pressione generalizzata che ha coinvolto sia i big sia le mid e small cap. Per inciso: il fatto che oggi la borsa di Wall Street resterà chiusa per festività, potrebbe contribuire a ridurre la liquidità e quindi ad amplificare i movimenti ribassisti.
Il sentiment negativo non si è limitato a Borsa Italiana: Le principali borse europee hanno avviato la settimana con ribassi superiori al punto percentuale, mentre l’EuroStoxx 50 sta lasciando sul parteree circa l’1,5%, segnale di una tensione continentale e non solo italiana.
Alla base della correzione delle borse europee non ci sono dati macroeconomici o trimestrali deludenti, ma un chiaro deterioramento del quadro geopolitico. Le vendite si sono intensificate dopo le nuove prese di posizione degli Stati Uniti sulla Groenlandia e, soprattutto, dopo l’annuncio di dazi punitivi verso alcuni Paesi europei. Il vero catalizzatore del sell-off è quindi la Groenlandia.
E’ notizia del fine settimana che l’amministrazione Trump ha annunciato tariffe del 10% a partire da febbraio, destinate a salire fino al 25% da giugno, nei confronti di Danimarca, Francia, Germania, Svezia, Norvegia, Olanda, Finlandia e Regno Unito. L’Italia non è stata inclusa tra i Paesi colpiti, ma i mercati hanno reagito comunque in modo negativo, temendo un’escalation commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea.
La motivazione ufficiale delle misure è legata alla presenza di contingenti europei in Groenlandia e al braccio di ferro sulla sovranità dell’isola.
Per gli investitori il punto centrale è però un altro: il ritorno dei dazi come strumento di pressione geopolitica aumenta il rischio di rallentamento economico e di frammentazione dei flussi commerciali globali. E’ su questa paura che sono scattate le vendite con i titoli più esposti all’export in Usa non a caso alle prese con le maggiori difficoltà.
Mercati europei in modalità risk-off: cosa guardano ora gli investitori
Le reazioni politiche europee all’escalation non si sono fatte attendere. I vertici dell’Unione Europea hanno parlato apertamente di misure inaccettabili, sottolineando il rischio di una spirale di ritorsioni dannosa per entrambe le sponde dell’Atlantico. È stata avviata una discussione interna per una risposta coordinata dei 27 Stati membri, mentre i principali partiti europei hanno chiesto la sospensione degli accordi commerciali in essere con Washington.
Per i mercati, però, il messaggio è già arrivato: la ricerca di una maggiore stabilità geopolitica Usa-Ue è terminata. La seduta odierna di Piazza Affari sta al contrario mostrando una chiara rotazione verso asset difensivi e titoli legati alla difesa, come dimostra la performance positiva di Leonardo, mentre i settori più ciclici sono al centro di vendite anche forti.
Cosa fare adesso?
Essendo la situazione imprevedibile gli investitori dovrebbero continuare a monitorare l’evoluzione dei rapporti tra Usa ed Europa, consapevoli che ogni ulteriore escalation sui dazi potrebbe tradursi in nuova volatilità.
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