La pioggia di vendite che sta mandando al tappeto le azioni di Brunello Cucinelli è il fatto del giorno a Piazza Affari. E in effetti non potrebbe essere diversamente vista la portata dei numeri di cui stiamo parlando: -4 per cento l’ampiezza del rosso e minimi di seduta a 88,5 euro. Il raffronto con l’andamento generale della borsa di Milano è impietoso: il Ftse Mib, infatti sta limitando il ribasso ad appena un quarto di punto percentuale. Fattori prettamente domestici, quindi, hanno scatenato i sell su Cucinelli fin dal primo istante di contrattazioni (e la situazione, a metà mattinata, sembra essere pure in peggioramento visto che c’è un progressivo allargamento del passivo). Dinanzi a questa situazione è normale interrogarsi sulle ragioni alla base di questo vero e proprio tracollo. Cosa sta spingendo gli investitori a vendere le azioni Cucinelli in questo modo?
Sulle azioni Cucinelli BofA ha cambiato tutto
Le revisioni al ribasso da parte degli analisti non fanno mai bene ai titoli coinvolti. Spesso infatti i downgrade vengono cavalcati per vendere. Ed è proprio questo ciò che sta accadendo in queste ore alle azioni Cucinelli. Il sell è infatti ispirato dalla decisione degli analisti di Bank of America di tagliare il rating a nentral e il target price a 100 euro dal precedente 115 euro. Giudizio quindi pesantissimo anche se, nonostante la riduzione del target price, l’asticella resta comunque più alta rispetto a quelle che sono le attuali quotazioni di borsa a dimostrazione dell’esistenza di un potenziale di upside. La valutazione neutrale, invece, non lascia spazio a grandi interpretazioni perchè si traduce in fine dell’ottimismo e assunzione di una view prudenziale.
Nel loro report gli analisti della banca d’affari Usa hanno posto l’accento sul fatto il rallentamento prolungato nell’aumento dei ricavi del lusso sta andando ad impattare sui margini. Di conseguenza gli esperti di BofA hanno espresso un outlook più cauto sulla crescita dei ricavi e dei margini alla luce dell’andamento poco spumeggiante del lusso.
A parziale consolazione di tutto ciò il fatto che anche dirette concorrenti di Cucinelli hanno subito la stessa sorte. Sempre BofA, infatti, ha anche rivisto al ribasso il rating sulle azioni Ermenegildo Zegna passando da buy a neutral e riducendo il prezzo obiettivo da 11,50 a 11,20 dollari e quello sulle azioni Richemont portato sempre a comprare a tenere. Nel primo caso gli analisti hanno citato i rischi sulla crescita di Thom Browne e Tom Ford decidendo di rivedere le stime di Ebit per il biennio 2026-27 del 3 – 7 per cento al di sotto del consensus mentre nel caso della quotata svizzera a pesare è la view su pressioni margin e domanda debole.
Come rapportarsi con le azioni Cucinelli
Le azioni Cucinelli non erano cresciute tanto da giustificare una simile caporetto in borsa. Anzi, tenendo anche conto del crollo di oggi, la maison umbra presenta oramai un passivo del 9,4 per cento rispetto a un mese fa e del 20 per cento anno su anno. Limitando l’analisi al solo 2026, poi, il quadro è anche peggiore visto che emerge un rosso del 9 per cento. Insomma situazione delicata e in questo contesto diventa fondamentale guardare all’analisi tecnica.
Con i minimi raggiunti nel corso della sessione di oggi, Cucinelli scende verso il primo supporto collocato a quota 83,6 euro. Al rialzo invece la resistenza con cui i prezzi dovranno fare i conti per ripartire è a quota 90,8 euro. Forti i volumi in atto.
Da evidenziare che la posizione di BofA, grande ispiratrice del forte calo di oggi, è diametralmente opposta a quella espressa appena pochi giorni fa dagli analisti di UBS che sulla maison avevano invece ribadito la loro view bullish (rating buy) con target price addirittura rivisto al rialzo a 123 euro.
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