C’è un titolo che fin dall’apertura delle contrattazioni si è preso la vetta del Ftse Mib e lì è rimasto per tutta la mattinata. Stiamo parlando di Banca Mediolanum. La quotata attiva nel risparmio gestito in prossimità del giro di boa delle 12,30 sta segnando una progressione di 2 punti percentuali tondi a 19,87 euro, livello che, per ora, va a coincidere con i massimi intraday della seduta. Lo stacco rispetto all’andamento generale del Ftse Mib è palese visto che il paniere di riferimento, a causa del clima di attesa per le decisioni della FED, limita il verde allo 0,4 per cento. Ma lo stacco è anche palese rispetto alla seconda migliore quotata della seduta, Prysmian che avanza dell’1,3 per cento.
Guardando ai grafici, la progressione in atto oggi sulle azioni Banca Mediolanum, permette al titolo di portare il rialzo su base mensile al 2,3 per cento e quello anno su anno al 55 per cento. Nella lista delle azioni migliori della giornata non compaiono altri titoli del risparmio gestito. Ci sono le banche ma non ci sono i tradizionali competitors della quotata guidata da Doris. Ciò per dire che alla base della forte progressione non c’è un hype di settore ma più che altro fattori domestici a partire dalla decisione degli analisti di Intesa Sanpaolo di confermare la view bullish in essere.
Vediamo nel dettaglio.
Fin dove possono arrivare i prezzi di Banca Mediolanum secondo Intesa SP
Gli esperti di Intesa Sanpaolo hanno ribadito il rating buy sulle azioni Banca Mediolanum alzando i target price a 20,7 euro contro i 20,6 euro precedenti. Un aggiustamento al rialzo che va ad incrementare il potenziale di upside rispetto alle quotazioni correnti del titolo. Il messaggio che arriva dagli analisti della banca italiana è chiaro: i prezzi di Banca Mediolanum sono si saliti ma hanno ancora potenziale di apprezzamento.
Questo giudizio è molto simile a quello arrivato da Banca Akros. Anche in quel caso, infatti, c’è stato un aumento del prezzo obiettivo con asticella portata ancora più in alto da 19 euro a 20,3 euro. Target price più alto che, ovviamente significa maggiore potenziale di upside.
Visto che stiamo però parlando di valutazioni vale la pena citare anche una raccomandazione più fredda: quella espressa sempre a gennaio da Jefferies che alla quotata del risparmio gestito ha assegnato rating hold (quindi mantenere) pur alzando il prezzo obiettivo a 20,4 euro.
Settore bancario ben ispirato dalle novità su Banca Progetto
Il via libera che è arrivato dal Consiglio del Fondo interbancario di tutela dei depositi Fitd all’intervento per il salvataggio di Banca Progetto è l’altra catalizzatore che, sia pure indirettamente, ispira la buona fase dei bancari in generale.
L’intervento, messo a punto dai commissari straordinari dopo il commissariamento disposto da Bankitalia nel 2024, viene letto dal mercato come una soluzione ordinata e sistemica a una crisi potenzialmente destabilizzante.
Il piano prevede una ricapitalizzazione stimata intorno ai 700–750 milioni di euro, con un’esposizione massima che potrebbe salire oltre il miliardo qualora si attivassero tutte le garanzie previste. Il cuore dell’operazione è la pulizia del bilancio attraverso il trasferimento di un ampio portafoglio di crediti deteriorati a un fondo di investimento alternativo partecipato da Amco e dalle principali banche italiane: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco BPM, Bper e Monte dei Paschi. L’obiettivo è isolare le criticità e consentire alla banca di ripartire su basi patrimoniali più solide.
Dal punto di vista degli investitori, l’aspetto più rilevante è la condivisione del costo del salvataggio a livello di sistema, che riduce il rischio di effetti a catena. L’azzeramento della partecipazione dell’attuale azionista, il fondo Oaktree, e il successivo trasferimento del 90% del capitale alle banche coinvolte a un prezzo quasi simbolico rafforzano l’idea di un’operazione guidata da logiche di stabilità finanziaria più che di ritorno industriale immediato.
La reazione positiva sui titoli bancari, compresa Banca Mediolanum, riflette proprio questo messaggio: il sistema dimostra di avere strumenti, coordinamento e capitale per gestire crisi anche complesse senza ricorrere a soluzioni traumatiche. Nel suo insieme, quindi, la vicenda Banca Progetto viene interpretata come un fattore di derisking settoriale, capace di sostenere le valutazioni del comparto nel breve periodo e di rafforzarne la credibilità nel medio termine.
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