Le azioni di SoftBank Group hanno messo a segno un balzo impressionante nella seduta di giovedì, segnando un rialzo superiore al 13% e diventando il vero motore del rally dei titoli tecnologici in Asia. A dare la spinta al settore è stato soprattutto il clima di rinnovato ottimismo attorno all’intelligenza artificiale, alimentato dalle dichiarazioni del numero uno di Nvidia, Jensen Huang, durante il suo intervento al World Economic Forum.
Il titolo SoftBank non solo ha guidato i guadagni del comparto, ma è anche rimbalzato con forza dopo aver toccato nella sessione precedente un minimo di circa quattro mesi e mezzo, segnale di una reazione netta da parte del mercato. L’effetto si è visto immediatamente anche sull’indice giapponese: il Nikkei 225 ha chiuso con un progresso vicino al 2%, con SoftBank come miglior performer della giornata.
SoftBank è sempre più legata al destino dell’IA: ecco perché il mercato reagisce così
La reazione esplosiva del titolo non è casuale. Negli ultimi anni SoftBank ha aumentato in modo evidente l’esposizione al mondo dell’intelligenza artificiale, trasformandosi progressivamente in uno dei protagonisti più osservati dagli investitori quando il tema IA torna al centro della scena.
Tra gli elementi che rendono la società particolarmente sensibile ai cambiamenti di sentiment c’è soprattutto il forte coinvolgimento in aziende chiave del settore, inclusa la partecipazione in Arm, realtà strategica nella progettazione di chip. Inoltre, SoftBank è percepita come uno dei gruppi più “posizionati” per trarre vantaggio dalla crescita della domanda di calcolo, data center e infrastrutture digitali legate alla nuova economia dell’IA.
In pratica, quando l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale aumenta, SoftBank tende a beneficiare più di altri titoli perché viene vista come una sorta di “termometro” del trend, capace di amplificare i movimenti del mercato.
Rally diffuso in Asia: bene chip e semiconduttori tra Giappone, Corea e Taiwan
La forza di SoftBank ha avuto un effetto traino anche sul resto del comparto tecnologico asiatico, con acquisti concentrati soprattutto sulle società legate a chip, semiconduttori e produzione di hardware avanzato.
In Giappone, tra i titoli più brillanti spicca Advantest, fornitore legato all’ecosistema Nvidia, che ha guadagnato circa il 5%, mentre Tokyo Electron ha registrato un aumento intorno al 3,5%.
Movimenti positivi anche in Corea del Sud, dove SK Hynix e Samsung Electronics sono salite in un range tra +2,5% e +4%, confermando un sentiment costruttivo su tutto il comparto dei grandi produttori di memoria e componenti fondamentali per i sistemi IA.
A Taiwan, invece, TSMC ha mostrato un progresso più contenuto, circa +0,6%, ma comunque coerente con una giornata complessivamente positiva per il settore.
Le parole di Jensen Huang riaccendono l’entusiasmo: “la più grande costruzione di infrastrutture della storia”
Il catalizzatore principale, come spesso accade negli ultimi anni, è arrivato da Nvidia. Jensen Huang, intervenendo al forum economico di Davos, ha dipinto un quadro estremamente forte sull’impatto dell’intelligenza artificiale, sostenendo che l’IA sta dando impulso a quella che ha definito “la più grande costruzione di infrastrutture nella storia umana”.
Secondo il CEO di Nvidia, il processo non è affatto vicino alla fine: al contrario, la creazione di data center sempre più complessi e stratificati dovrebbe continuare anche nei prossimi mesi, alimentando ulteriore domanda di chip e potenza di calcolo.
Non solo. Huang ha anche spinto su un concetto sempre più discusso a livello geopolitico: l’intelligenza artificiale come infrastruttura nazionale essenziale. Un messaggio chiaro, rivolto ai governi, con l’invito a costruire capacità autonome e solide nel settore, perché l’IA non è più solo innovazione tecnologica ma anche fattore strategico.
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Dopo mesi difficili, torna la fiducia sui titoli IA: il mercato vuole un nuovo ciclo
Il ritorno dell’ottimismo ha un significato ancora più forte se letto in prospettiva. La fase finale del 2025 è stata infatti caratterizzata da una correzione pesante per molte società legate all’IA, penalizzate da timori su spese eccessive, investimenti troppo aggressivi e dubbi sulla sostenibilità di alcune valutazioni.
Le parole di Huang, però, hanno contribuito a rimettere al centro l’idea di un trend strutturale: l’intelligenza artificiale non sarebbe un fuoco di paglia, ma un processo destinato a trasformare economia, industria e infrastrutture digitali per anni.
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Wall Street conferma il clima positivo: vola anche l’indice dei semiconduttori
L’effetto entusiasmo non è rimasto confinato in Asia. Anche i mercati statunitensi hanno reagito bene, con i titoli tecnologici legati ai chip in forte rialzo negli scambi notturni.
Il Philadelphia Semiconductor Index ha registrato un progresso di circa +3%, sostenuto dal rimbalzo di diversi big del settore. Nvidia ha guadagnato intorno al 3%, mentre AMD ha messo a segno una performance ancora più aggressiva, con un balzo vicino al 7,7%, segnalando un rinnovato appetito per tutto il comparto semiconduttori.
Il messaggio che arriva dai mercati è chiaro: appena torna una narrativa positiva e credibile sull’espansione dell’IA, i titoli più esposti al trend diventano immediatamente i primi candidati per un rimbalzo deciso.
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