Commissione Ue, nessuna diminuzione dei prezzi di gas ed elettricità in arrivo: il gasolio segna un nuovo record

Arrivano brutte notizie dal fronte energia. Proprio ieri, Kadri Simson, commissaria Ue all’Energia, ha affermato che “non c’è alcuna indicazione che i prezzi scendano dai record attuali. Questo è un fenomeno globale e tutto il mondo ne è colpito”.

Quello di Simson è stato il discorso d’apertura della riunione straordinaria sulla crisi dei prezzi di gas ed energia elettrica. La scorsa settimana il Consiglio europeo, cui prendono parte tutti i capi di governo, si è concluso in pratica con un nulla di fatto, poiché non è stato deciso nulla per quanto riguarda l’implementazione di strategie comuni a livello europeo per fronteggiare gli enormi rincari registrati.

Inoltre Jernej Vrtovec, ministro delle Infrastrutture della Slovenia, al termine del Consiglio ha affermato che anche dal vertice di ieri “non è emersa una posizione consensuale circa gli interventi che vanno applicati a livello Ue. Un approccio comune è necessario. Il consiglio dei ministri dell’Energia di dicembre sarà un appuntamento fondamentale e potrà preparare il summit dei leader“.

Ognuno dunque fa a modo suo, come sottolineato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Dando una rapida occhiata, infatti, vediamo che si passa dalla riduzione dell’Iva in Italia, alla tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche varata in Spagna, agli aiuti alle famiglie in Germania.

Simson ha poi sottolineato: “finora la maggior parte delle misure nazionali sono in linea con le regole europee sul mercato e la concorrenza. La Cina sta lottando per evitare un crollo delle forniture e sta addirittura avviando la riapertura delle miniere di carbone”.

“Anche gli Stati Uniti – continua Simson – sono preoccupati per l’inverno, le tensioni dei prezzi si ampliano anche al mercato del petrolio e del carbone. Questa quindi non è una situazione specifica per l’Europa, ma siamo in una posizione più vulnerabile. Ci sono delle misure che devono essere prese rapidamente e lezioni che devono essere apprese”.

La commissaria europea ha poi aggiunto che al momento i governi nazionali si trovano nella posizione migliore per intraprendere azioni di breve termine, ma “un’azione europea potrebbe integrare tutto questo”. Per quanto riguarda l’aspetto legato al fronte esterno, Simson ha ribadito l’importanza di mantenere dei canali aperti con i fornitori stranieri.

Lei stessa ha infatti avuto dei contatti con gli Stati Uniti, la Norvegia e il Qatar. “E non possiamo perdere tempo neanche sulle misure di medio termine“, conclude Simson.

Nel frattempo il petrolio Brent, estratto nel mare del Nord e costante punto di riferimento per i mercati europei, a inizio settimana ha superato gli 86 dollari al barile, mentre il greggio statunitense Wti ha raggiunto il valore più alto mai toccato dal 2014 ad oggi.

Nell’ultimo anno, quindi, il prezzo del petrolio ha subito un aumento del 111%. Lo stesso vale per il gas naturale, che dallo scorso anno ad oggi vede il suo prezzo praticamente raddoppiato. Naturalmente a tutto ciò segue un aumento di tutte le materie che da queste derivano, come benzina, gasolio, Gpl, elettricità e gas per le utenze domestiche.

Secondo i risultati di diverse analisi condotte dalle associazioni dei consumatori, attualmente fare il pieno costa circa 10 euro in più di quanto costava farlo invece a inizio anno. Secondo i dati settimanali, poi, i prezzi medi della modalità self-service sono saliti a:

  • 1,746 euro al litro per la benzina;
  • 1,608 euro per il gasolio;
  • 0,826 euro per il Gpl.

Il diesel raggiunge quindi il massimo dal 2014. Come affermato qualche giorno fa dal ministro dell’Economia, Daniela Franco, si tratta di una situazione che rischia di far deragliare in poco tempo la lenta ripresa economica del Paese.

Sono stati registrati dei rincari anche sui mercati europei dell’elettricità, dopo numerose previsioni che indicavano l’arrivo di un periodo abbastanza freddo nelle prossime settimane e quindi anche la necessità di una maggiore quantità di gas e carbone per il riscaldamento delle abitazioni.

Queste due fonti fossili sono essenziali anche per alimentare gran parte delle centrali che producono energia elettrica in Europa. L’elettricità per il prossimo mese, inoltre, è aumentata del 2,4%, arrivando a 196 euro per MWh, che corrisponde anche al livello più alto dal 18 ottobre. Il prezzo in Francia, invece, è aumentato del 2,3%, arrivando così a 234 euro per MWh.

L’aumento dei prezzi è dovuto anche alla previsione di una riduzione delle forniture di gas in arrivo dalla Russia. Si sa infatti che il tema del “gas russo” è fondamentale per capire le fluttuazioni che stanno colpendo il mercato europeo in questo periodo.

Il gasdotto North Stream 2, che parte dalle coste russe fino ad arrivare a quelle tedesche, è praticamente pronto ad entrare in funzione. La pipeline è però da sempre causa di numerosi dibattiti politici. Gli Stati Uniti, infatti, non gradiscono questo nuovo gasdotto, il quale permette all’Europa di ottenere grandi forniture di gas senza però passare dall’Ucraina, Paese sul quale gli Usa hanno una presa stretta.

Inoltre questa nuova conduttura permette di rafforzare ulteriormente il legame tra Mosca e Berlino. Grazie al raddoppio del collegamento con la Russia, infatti, la Germania punta a diventare un “hub europeo” del gas, da cui poi smistare le forniture ai vari Paesi membri.

Questo spiega anche il motivo per cui Angela Merkel non sembra così interessata a varare soluzioni coordinate per fronteggiare l’aumento dei prezzi.

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