Amazon non accetterà più i pagamenti con VISA in Regno Unito per commissioni troppo alte

Amazon non accetterà più i pagamenti con VISA in Regno Unito per commissioni troppo alte

La decisione di Amazon di non accettare i pagamenti Visa in Uk a partire da gennaio 2022 è legato alle commissioni troppo alte applicate dopo la Brexit

Ne ha subito risentito il titolo di Visa nel pre-market di mercoledì, registrando un calo del 2% dopo l'annuncio arrivato direttamente da Amazon che ha fatto sapere che non accetterà più i pagamenti con Visa nel caso di carte di credito emesse dalla società nel Regno Unito.

La notizia è stata riportata da Bloomberg, che ha specificato come la decisione di Amazon impatterà sugli acquisti sul celebre sito di e-commerce a partire dal mese di gennaio 2022.

Il colosso dell'e-commerce di Jeff Bezos ha fatto sapere che la decisione di non accettare pagamenti con carta di credito Visa emessa in Regno Unito è legata all'aumento delle commissioni applicate dalla società all'indomani della Brexit.

I clienti Amazon che fanno acquisti dal Regno Unito quindi non potranno più utilizzare questa soluzione per completare le proprie transazioni per l'esattezza a partire dal 19 gennaio 2022. La data è stata fissata da Amazon come giorno in cui entra in vigore la nuova regola dell'e-commerce.

Le commissioni "troppo alte" che Visa ha deciso di imporre dopo la Brexit hanno quindi indotto Amazon a correre ai ripari, con una decisione che impatterà tutti gli utenti dal Regno Unito, mentre continueranno ad usare normalmente il servizio tutti i clienti extra-Uk che potranno continuare ad utilizzare le carte di debito e di credito emesse da Mastercard, Amex e anche della stessa Visa. 

Niente più pagamenti con Visa su Amazon, un'altra conseguenza della Brexit

Si tratterebbe quindi di un'altra conseguenza, seppur indiretta, della decisione del Regno Unito di lasciare l'Unione Europea. La decisione di Visa in seguito alla Brexit è stata quella di aumentare le commissioni interbancarie sui pagamenti digitali tra il Regno Unito e l'Ue dallo 0,3% fino all'1,5% ad ottobre, e di portare la commissione transfrontaliera sui pagamenti con carta di debito dallo 0,2% all'1,5%.

Nei Paesi dell'Ue invece le commissioni interbancarie che le società di carte di credito possono addebitare vengono limitate, e nel frattempo Mastercard sta valutando in che modo aumentare le spese per i pagamenti Uk verso l'Europa.

La decisione di Amazon di rifiutare i pagamenti fatti con carte di credito Visa emesse in Regno Unito si colloca anche nella "lotta al potere" in corso che vede coinvolti i colossi dei pagamenti e i nuovi metodi di pagamento offerti dalle startup fintech.

Amazon intanto ha ampliato già dalla scorsa settimana la sua partnership con lo specialista "buy non pay later" (BNPL) Affirm garantendo in questo modo che la piattaforma BNPL sarà incorporata nel portafoglio digitale di Amazon negli Usa.

Intanto anche AfterPay, società australiana per i pagamenti digitali, è stata acquisita al prezzo di 29 miliardi di dollari da Sqare Inc nel mese di agosto. E nel frattempo il leader europeo degli BNPL Klarna si appresta a presentare la domanda per un'offerta pubblica iniziale entro la fine di dicembre 2021 con una valutazione della società sui 45 miliardi di dollari.

Le società che operano nella formula BNPL hanno beneficiato dell'impennata della domanda determinata dalle misure restrittive imposte dai vari governi nazionali nel dichiarato intento di contenere la diffusione del sar-CoV-2.

In molti utenti infatti hanno cercato soluzioni alternative per effettuare pagamenti online e le stesse imprese hanno aumentato le vendite attraverso siti web e siti di e-commerce spingendo ad un maggior utilizzo di metodi di pagamento digitali.

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