Forniture di gas a rischio e per il riscaldamento sempre più Italiani scelgono legna e pellet

Non era difficile prevedere che visti i forti rincari sul gas che hanno poi prodotto un’impennata dei prezzi dell’energia elettrica già a partire dall’estate 2021, gli Italiani avrebbero puntato maggiormente a risorse alternative per ridurre le spese.

In seguito la situazione non è solo peggiorata per via di ulteriori aumenti, contrastati almeno in parte delle misure introdotte dal governo di Mario Draghi, come ad esempio il bonus sociale, ma anche per via del rischio di un’interruzione delle forniture di gas da parte della Russia legata alla posizione dell’Italia rispetto alla crisi ucraina.

La decisione dell’esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce di unirsi alle sanzioni contro la Russia ha infatti determinato per l’Italia tutta una serie di ripercussioni economiche che rischiano di mettere in ginocchio l’industria ma non solo. Il rischio che ormai le famiglie italiane stanno vedendo sempre più vicino e concreto, è quello di non avere la possibilità di scaldare le proprie case nel corso del prossimo inverno.

Sempre più italiani scelgono legna e pellet

I rincari sulle bollette di gas e luce da una parte, e il rischio di uno stop alle forniture di gas dall’altra, hanno indotto un sempre maggior numero di famiglie italiane a cercare fonti di energia alternative e, stando ai dati che emergono anche da Google Trends, la scelta è ricaduta in buona parte su legna e pellet.

Google ha infatti registrato un’improvvisa impennata delle ricerche effettuate tramite il motore di ricerca numero uno al mondo correlate a legna e pellet. Il 12 marzo scorso si è registrato un picco di ricerche, che risultano triplicate rispetto ai tre mesi precedenti, per quel che riguarda energie rinnovabili e biocombustibili legnosi.

I dati elaborati dall’Osservatorio AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) evidenziano che il legno è la prima tra le energie rinnovaili e la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie italiane.

La filiera del legno-energia conta circa 72 mila addetti in tutta Italia, per un totale di 14 mila aziende e un giro d’affari di circa 4 miliardi di euro. Parliamo di un comparto che viene considerato un’eccellenza del made in Italy, infatti circa il 70% degli apparecchi a pellet distribuiti in Europa è progettato e costruito in Italia.

Consumi di legna e pellet in Italia

Secondo i dati di AIEL, in Italia nel corso del 2021 sono stati consumati circa 11 milioni di tonnellate di legna da ardere, 3,2 milioni di pellet e 1,3 milioni di cippato.

Complessivamente negli ultimi 6 anni abbiamo assistito ad un consumo di legna e pellet che nel settore residenziale è rimasto stabile, e al contempo abbiamo assistito ad una lieve riduzione del numero di sistemi di riscaldamento a biomasse.

Se nel 2014 si contavano circa 9,4 milioni di pezzi installati in tutta Italia, oggi siamo scesi intorno agli 8,3 milioni. Il dato però sembrerebbe indicare soprattutto una diminuzione legata alla dismissione di apparecchi obsoleti, ed evidenzierebbe il crescente bisogno di sostituire i vecchi prodotti con prodotti nuovi realizzati con tecnologie più moderne in grado di garantire un maggior livello di efficienza energetica.

Infatti se fossimo in grado di rimpiazzare tutti i vecchi impianti domestici a legna con impianti nuovi e più efficienti sarebbe possibile ridurre le emissioni di polveri sottili da combustione domestica di biomasse del 70% almeno.

L’Italia verso rinnovabili e biocombustibili legnosi con Progetto Fuoco

Nell’ambito di questo rinnovato interesse per fonti energetiche alternative al gas, come appunto fonti rinnovabili e biomasse, si colloca la nuova edizione di Progetto Fuoco, il più importante evento mondiale dedicato al riscaldamento a biomassa che si svolge in questi giorni a Verona.

Raul Barbieri, direttore generale di Piemmeti, ha spiegato che “la recente impenata del prezzo del gas in bolletta ha reso evidente che una reale transizione energetica ha il dovere di essere sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico”.

“Il mercato sta intercettando questa ripresa, offrendo soluzioni che aumentano l’efficienza degli impianti e ne sviluppano la digitalizzazione” ha aggiunto ancora Barbieri “al centro di Progetto Fuoco ci saranno proprio le tecnologie di ultima generazione e le soluzioni più innovative”.

Annalisa Paniz, direttore generale di AIEL, ha inoltre precisato che “nel corso di Progetto Fuoco l’Associazione presenterà una serie di nuove proposte politiche per fare ancora di più, puntando su incentivi al turnover tecnologico, biocombustibili certificati, maggior coinvolgimento di progettisti e installatori-manutentori e un ulteriore impegno sul fronte dell’educazione e della sensibilizzazione dei cittadini”.

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