primo piano di Silvio Berlusconi

La questione della tassazione dell’eredità lasciata dalla famiglia Berlusconi è un argomento di grande interesse, considerando l’impatto delle politiche fiscali introdotte da Silvio Berlusconi durante il suo mandato politico in Italia. Una delle riforme più significative da lui attuate è stata l’abolizione dell’imposta di successione per patrimoni fino a 1 milione di euro nel 2001, sebbene già allora fosse stata ridotta notevolmente.

Questa mossa ha dimostrato la lungimiranza di Berlusconi, poiché, con la sua dipartita, lascia ai suoi eredi uno dei patrimoni più considerevoli mai visti in Italia negli ultimi anni, fatta eccezione per quello di Leonardo Del Vecchio, scomparso l’anno scorso.

Secondo le stime di Forbes, i beni ereditati dalla famiglia Berlusconi ammontano a 6,4 miliardi di euro, sebbene sia importante notare che la stima potrebbe essere soggetta a revisione una volta che il testamento verrà aperto e, eventualmente, reso pubblico.

Tuttavia, grazie all’intervento di Berlusconi riguardo all’imposta di successione, i suoi eredi si troveranno ad affrontare un’imposta relativamente bassa sui patrimoni che riceveranno. In Italia, le tasse sull’eredità sono tra le più basse tra i paesi sviluppati. Mentre la media di tassazione applicata in tali Paesi è di circa il 15%, in Italia l’aliquota massima applicabile è dell’8%. Inoltre, la maggior parte degli eredi non paga nulla poiché esiste una franchigia di 1 milione di euro, e sono pochi coloro che ereditano cifre superiori a tale limite.

Per comprendere l’ammontare delle tasse che gli eredi di Silvio Berlusconi potrebbero dover pagare, è necessario effettuare una simulazione, poiché non sono ancora noti i patrimoni reali previsti nel testamento del Cavaliere.

Tuttavia, la principale eredità che Berlusconi lascia ai suoi successori è la quota di controllo del 61% della Fininvest, mentre il resto delle quote è diviso tra i suoi cinque figli: Pier Silvio, Marina, Eleonora, Barbara e Luigi. Per i lasciti ai discendenti diretti, la legge prevede un’aliquota del 4%.

Se tutto il patrimonio di Berlusconi fosse diviso equamente tra i suoi cinque figli, compresi i beni non inclusi nella quota legittima, gli eredi dovrebbero pagare la tassa di successione su 270 milioni di euro, secondo le stime di Forbes.

È importante notare che potrebbe esserci una parte significativa dell’eredità destinata anche a Marta Fascina, che dovrebbe ricevere un lascito di circa 100/120 milioni di euro e due ville. In questo caso, l’imposta di successione sarebbe dell’8% poiché Marta Fascina non è un discendente diretto.

Tuttavia, gli eredi potrebbero evitare di pagare tasse sulla quota della Fininvest se la cessione delle azioni viene effettuata per garantire il controllo unitario dell’azienda e se si impegneranno a mantenerlo per almeno 5 anni.

Questa esenzione, conosciuta come “patto di famiglia”, è stata introdotta nel 2006 dal Governo Prodi al fine di preservare le aziende dai conflitti di successione. Pertanto, tale esenzione ridurrebbe considerevolmente l’imposta di successione che i figli di Berlusconi dovrebbero pagare.

Infine ricordiamo che, mentre l’Italia ha una tassazione sull’eredità relativamente bassa rispetto ad altri paesi, come la Francia dove i lasciti multimilionari sono tassati fino al 45%, l’effettivo importo delle tasse pagato dagli eredi della famiglia Berlusconi dipenderà dai dettagli specifici del testamento e delle disposizioni fiscali vigenti al momento dell’eredità.

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