La recente riforma delle pensioni in Francia sta suscitando molte discussioni e dibattiti in tutto il paese. Ma perché questa riforma è così controversa e quali sono le differenze rispetto al sistema pensionistico italiano?

riforma delle pensioni in Francia

Il presidente Emmanuel Macron ha portato a termine il progetto di livellare il sistema previdenziale e adeguarlo all’aspettativa di vita, aumentando l’età pensionabile e riducendo le pensioni speciali di alcuni lavoratori.

La riforma delle pensioni in Francia ha trovato la pronta reazione delle opposizioni e dei cittadini, che sono scesi in piazza per protestare.

I punti della riforma delle pensioni in Francia

La riforma francese prevede l’unificazione di tutti i regimi pensionistici esistenti in un unico sistema universale. Ciò significa che tutti i lavoratori, indipendentemente dal settore in cui operano o dal tipo di contratto che hanno, riceveranno la stessa pensione di base. Questa mossa ha sollevato preoccupazioni tra i lavoratori che temono di vedere ridurre i loro diritti e benefici attuali, come ad esempio i lavoratori del settore pubblico (es. lavoratori della Ratp, della Banca di Francia e del Consiglio economico, sociale e ambientale), che attualmente godono di regimi pensionistici molto generosi.

In secondo luogo, la riforma delle pensioni in Francia prevede un allungamento del periodo di contribuzione necessario per ottenere una pensione piena. Attualmente infatti, il periodo di contribuzione richiesto è di 42 anni, ma la riforma prevede un aumento graduale di questo periodo fino a 43 anni entro il 2035. Questa mossa ha sollevato preoccupazioni tra i lavoratori che temono di dover lavorare più a lungo per ottenere una pensione piena. Praticamente dovranno andare in pensione a 64 anni anziché a 62 anni, ma dal 2030 (ma nel frattempo l’età pensionabile salirà di 3 mesi ogni anno).

Inoltre, la riforma prevede un sistema di calcolo delle pensioni basato sulla media dei salari guadagnati durante l’intera carriera lavorativa, invece che sui 25 migliori anni, come avviene attualmente. Questo potrebbe penalizzare i lavoratori che hanno avuto periodi di basso reddito durante la loro carriera lavorativa, come ad esempio le donne che hanno interrotto il lavoro per prendersi cura dei figli.

Differenze tra il sistema pensionistico in Francia e le pensioni in Italia

Facendo un recap, il nuovo sistema pensionistico in Francia prevede l’aumento dell’età per andare in pensione (da 62 a 64 anni), l’eliminazione dei privilegi di alcune classi di lavoratori e il calcolo della pensione sull’intera carriera lavorativa (e non più sui 25 anni migliori).

In confronto, il sistema pensionistico italiano attuale prevede diversi regimi pensionistici in base al settore di appartenenza, ma il governo sta lavorando per creare un sistema pensionistico universale. Tuttavia, l’Italia ha già un periodo di contribuzione relativamente elevato (41 anni per i lavoratori e 40 anni per le lavoratrici) per ottenere una pensione piena, che è simile a quello previsto dalla riforma francese. Inoltre, in Italia il calcolo delle pensioni si basa sui redditi di tutti gli anni di lavoro, quindi è simile al sistema proposto in Francia.

In generale, la riforma francese delle pensioni ha suscitato molte preoccupazioni tra i lavoratori, in particolare tra coloro che attualmente beneficiano di regimi pensionistici molto generosi. Tuttavia, il governo francese sostiene che questa riforma è necessaria per garantire la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico a lungo termine, evitando la generazione di un deficit di 20 miliardi di euro nel 2030.

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