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Via libera al Recovery Fund dai 27 leader Ue. Conte: "fatti progressi impensabili"

Via libera al Recovery Fund dai 27 leader Ue. Conte:

Gualtieri: "successo per l'Italia". Per Grillo "Giuseppi apre a qualcosa di nuovo" ma la linea del Governo non piace a Lega e FdI

Il Consiglio europeo di ieri, 23 aprile, si è chiuso con "grandi progressi impensabili fino a poche settimane fa" secondo il premier Giuseppe Conte, che ha definito il vertice "una tappa importante nella storia europea".

Il presidente del Consiglio, pochi minuti dopo la chiusura dell'incontro coi leader dei 27 Paesi membri, ha registrato da Palazzo Chigi un videomessaggio nel quale ha annunciato questo primo passo avanti compiuto nella trattativa con gli altri Stati dell'Ue, rappresentato dal raggiungimento di un accordo sull'istituzione di un fondo "nuovo e urgente" come il Recovery Fund.

La linea del premier è stata subito condivisa dal Partito Democratico, con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri che ha parlato di un "successo per l'Italia", mentre Nicola Zingaretti, segretario del partito ha espresso la sua soddisfazione sottolineando che "è stata riconosciuta l'importanza della proposta del Governo Conte".

Anche da parte del Movimento 5 Stelle sono arrivati messaggi a sostegno del presidente del Consiglio, e alla voce dei suoi esponenti si è aggiunta anche quella del suo garante. "Forse l'Europa comincia a diventare una Comunità" ha detto Beppe Grillo su Twitter "'Giuseppi' sta aprendo la strada a qualcosa di nuovo. Continuiamo così".

Da Grillo arriva quindi, per la prima volta nel contesto dell'emergenza coronavirus, una chiara approvazione dell'operato di Conte. La posizione di Grillo potrebbe anche contribuire a tranquillizzare quella linea più intransigente del movimento, che chiede un cambiamento più radicale delle regole europee.

Non poteva che giungere invece totale disapprovazione da parte dell'opposizione. Lega e Fratelli d'Italia parlano di un risultato "deludente" che ci renderà "dipendenti da Berlino".

Il problema del Mes all'interno della maggioranza

E proprio dall'opposizione sembra pronta ad arrivare nelle prossime ore una iniziativa che potrebbe gettare scompiglio nella maggioranza. Il tema è quello del Meccanismo Europeo di Stabilità, cui a partire dal mese di giugno sarà possibile accedere senza condizionalità.

Conte ha sempre chiarito e più volte ribadito la sua contrarietà all'uso del cosiddetto fondo salva Stati, ma nella maggioranza che lo sostiene i pareri non sono tutti uniformati al suo. In particolare una parte del M5s si è sempre dimostrata fortemente contraria all'uso del Mes, ed è proprio quello, secondo i partiti d'opposizione, il punto debole dove andare a colpire.

Fratelli d'Italia ha infatti deciso di presentare un ordine del giorno contro il Mes, che sarà votato nella giornata di oggi dopo la votazione del decreto cura Italia. Se M5s dovesse dire di no all'ordine del giorno del partito di Giorgia Meloni, di fatto si aprirebbe all'uso del Mes, e tra le fila di 5 Stelle permane una forte opposizione al fondo salva Stati, anche dopo l'approvazione da parte del Consiglio Ue del Recovery Fund "urgente".

Una situazione tutt'altro che facile all'interno del Movimento, prova ne è il fatto che il deputato Antonio Zennaro ha deciso di lasciare il M5s, puntando il dito contro "l'arroganza di qualche membro del Governo a cui per errore il M5s ha affidato pieni poteri in materia economica"

Il videomessaggio del premier Giuseppe Conte

Sulla sua pagina Facebook, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato dei risultati raggiunti nel corso del Consiglio europeo di ieri. "Quella del consiglio europeo di stasera è stata una tappa importante nella storia europea" ha detto conte nel video messaggio "tutti e 27 i Paesi Ue hanno accettato, anzi abbiamo accettato, di introdurre uno strumento innovativo, il Recovery Fund, un fondo comune finanziato con titoli europei che andrà a finanziare tutti i Paesi più colpiti, come l'Italia, ma non solo l'Italia".

Conte ha poi sottolineato che "è passato anche il principio che è uno strumento urgente e necessario. L'Italia è in prima fila a chiederlo", e poi l'auspicio che questa "tappa importante della storia" dell'Ue "renderà la risposta europea molto più solida e coordinata".

Su Facebook il premier ha voluto ricordare che si è trattato di "un lungo percorso, avviato con la nostra iniziativa e con la lettera dei 9 Paesi membri" tra i quali figurano Italia, Francia e Spagna, col quale si chiedeva l'introduzione di nuove misure per fronteggiare l'emergenza.

"I 27 Paesi riconoscono la necessità di introdurre uno strumento innovativo, da varare urgentemente, per proteggere le nostre economie e assicurare una ripresa europea che non lasci indietro nessuno, preservando, per questa via, il mercato unico" ha detto ancora Conte.

E quanto al Recovery Fund, ha assicurato che la Commissione "lavorerà in questi giorni per presentare già il prossimo 6 maggio, un 'Recovery Fund' che dovrà essere di ampiezza adeguata e dovrà consentire soprattutto ai Paesi più colpiti di proteggere il proprio tessuto socio-economico".

Per il Pd grande soddisfazione "l'Europa si sta muovendo"

Un ottimo risultato, quello raggiunto dall'Italia nel corso del vertice tenutosi ieri, per il Partito Democratico. "I Governi Ue hanno compreso l'importanza della proposta del Governo Conte per un fondo europeo a sostegno di famiglie e imprese" ha detto Nicola Zingaretti.

Il segretario del Pd ha poi aggiunto: "l'Europa si sta muovendo, come si è visto in questi giorni drammatici di emergenza Covid-19. Ora sta alla nostra forza, alla nostra creatività, al nostro impegno realizzare la rinascita e ricostruire la fiducia".

Su Twitter, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, aveva intanto scritto poco prima: "il Consiglio europeo riconosce che il Recovery Fund è 'necessario e urgente' e deve avere risorse significative. Un successo per l'Italia e i Paesi che hanno spinto per questa soluzione".

Una maggioranza che appare unita, almeno sulla carta, nell'acclamare il risultato conseguito ieri. Da parte del Movimento 5 Stelle infatti sono arrivate le parole di approvazione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, e quelle del reggente Vito Crimi, che su Facebook ha scritto: "L'Europa sta rispondendo all'emergenza coronavirus. Tutti stanno finalmente comprendendo la portata della posta in gioco e facendo squadra".

Luigi Di Maio si è sbilanciato di meno, parlando di un "match ancora in corso". "Possiamo dire di aver raggiunto un primo importante risultato: il Recovery Fund" ha detto ancora "ora bisogna lavorare sui tempi, affinché i fondi siano disponibili da subito, per aiutare imprese, lavoratori e famiglie italiane. C'è un'Italia da ricostruire. Solo uniti ce la faremo".

"Grazie al presidente Conte per l'ottimo lavoro svolto fino ad ora. Grazie a chi sostiene la nostra Nazione nella sfuda più importante di sempre. Non molliamo" ha poi concluso il ministro degli Esteri.

Per Lega e FdI, l'Italia rischia "dipendenza perenne da Berlino"

Non c'è nulla di cui essere soddisfatti, secondo il punto di vista dell'opposizione, con Lega e Fratelli d'Italia che mettono l'accento sul fatto che nel pacchetto è compresa anche la possibilità di ricorrere al Mes senza condizionalità.

Anche se, questo va chiarito, ciò non significa che l'Italia debba necessariamente ricorrervi. Si tratta solo di una possibilità, così come lo stesso Giuseppe Conte ha più volte ribadito.

Per Matteo Salvini però "approvato il Mes" ci ritroviamo con "una drammatica ipoteca sul futuro dell'Italia e dei nostri figli". Affermazione che, a seconda dei punti di vista, può essere ritenuta vera solo se l'Italia decidesse di ricorrere effettivamente al Mes, cosa che ad oggi non è avvenuta, e ci si augura che questa differenza Salvini l'abbia compresa.

"Di tutto il resto, come il Recovery Fund, si parlerà solo più avanti" dice ancora Salvini "ma già si delinea una dipendenza perenne da Berlino e da Bruxelles. Sconfitta, fallimento, disfatta, oltretutto avendo impedito al Parlamento di votare, violando la legge" secondo il leader leghista.

Giorgia Meloni osserva poi che "Conte ci aveva abituato a conferenze stampa fiume" attraverso le quali, secondo la leader di FdI, il premier decanta "le lodi dei suoi provvedimenti" e quindi, dice: "il fatto che oggi abbia liquidato in pochi minuti gli esiti di un appuntamento fondamentale è una dimostrazione, temo, dell'ennesimo buco nell'acqua a livello europeo".

"Forse in fondo se ne vergogna anche lui" ipotizza la Meloni "perché mentre il Fondo per la ripresa viene declinato al futuro e con contorni ancora tutti da definire, l'unica cosa certa è che tra pochi giorni sarà operativo il Mes con le sue condizionalità tutt'altro che light. C'è bisogno di liquidità subito e l'Italia non può attendere i capricci della Germania e dei suoi satelliti".

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