Il Bundestag ha deciso: la Germania si indebiterà per quasi 180 miliardi di euro nel 2021, una somma pari quasi al doppio di quella che era prevista in precedenza. Le ingenti risorse serviranno per permettere a Berlino di mettere in campo tutte le misure necessarie a contrastare l’impatto economico delle misure di contenimento imposte nel Paese nell’ambito dell’emergenza Coronavirus.

La situazione dell’emergenza sanitaria in Germania

Ad oggi in Germania si contano oltre 1 milione di casi di positività dall’inizio della pandemia di Covid-19. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi registrati sono stati 22.806, e con questi il bilancio supera appunto il milione, raggiungendo esattamente quota 1.006.394. I decessi registrati ieri sono in tutto 426 in Germania, e il totale dei morti nel Paese che, ricordiamo, conta 80 milioni di abitanti, è di 15.586.

Un numero estremamente più basso di quello che si registra in Italia, soprattutto se si tiene conto della proporzione con il numero di abitanti. Inoltre in Germania, nonostante al momento risultino occupati in tutto circa 21 mila posti letto nei reparti di terapia intensiva, ve ne sono altri 20 mila disponibili, dei quali 7 mila subito mentre i restanti nel giro di una settimana.

Parliamo di una media di circa 33,9 posti letto in terapia intensiva ogni 100 mila abitanti contro gli 8,6 dell’Italia, giusto per farci un’idea. Dopo la Germania abbiamo l’Austria con 28,6 posti per 100 mila abitanti, quindi gli Stati Uniti (25,8) il Belgio (17,4) e la Francia (16,3).

La Germania emetterà titoli di debito per 180 miliardi nel 2021

La Commissione Finanze del Bundestag ha stabilito che per il 2021 la Germania emetterà 179,8 miliardi di euro di titoli di debito e 498,6 miliardi di spesa pubblica per far fronte alla crisi economica determinata dalle misure restrittive imposte dall’esecutivo tedesco per contenere la diffusione del Coronavirus.

Nel 2020 era stata già stanziata la cifra record di 217,8 miliardi di euro, che aveva segnato l’emissione di debito più massiccia in Germania dal dopoguerra.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, Eckhardt Rehberg, parlamentare del partito della cancelliera tedesca Angela Merkel, ha commentato la decisione del Bundestag spiegando che “è necessario per traghettare il Paese in sicurezza fuori dalla pandemia”, e ha poi aggiunto: “dobbiamo ancora una volta ricorrere alla deroga del pareggio di bilancio”.

I prestiti in questione non solo serviranno per far fronte all’impatto economico delle misure di contenimento adottate nell’ambito della pandemia di Coronavirus, ma anche per acquistare le dosi del vaccino anti Covid-19.

È stata poi la stessa Angela Merkel ad annunciare nella giornata di mercoledì la proroga delle restrizioni fino a gennaio, decisione che è stata accompagnata per forza di cose dalla proroga degli aiuti economici destinati a famiglie, lavoratori e imprese per un altro mese. È stato anche confermato che gli aiuti per le Pmi e il finanziamento della Cassa integrazione proseguiranno fino al prossimo anno. 

il 7 dicembre il Parlamento tedesco si riunirà per approvare la manovra economica, che in base a quanto stabilito dalla Costituzione, non potrà prevedere un indebitamento superiore allo 0,35% del PIL.

Per quanto riguarda il Prodotto Interno Lordo, la Germania si aspetta che il 2020 si chiuda con una contrazione del 5,5%, mentre per il 2021 è atteso un rimbalzo del 4,4%, segnando poi nel 2022 una crescita del 2,5%. Tra l’altro è proprio entro il 2022 che il governo tedesco conta di tornare a rispettare la regola sul debito.

L’andamento dei titoli di Stato

Per quanto riguarda l’andamento dei titoli di Stato europei, almeno per il momento si registra calma piatta. Lo stesso anche per i titoli di Stato tedeschi, con il rendimento del Bund a -0,585%.

Stando a quanto riportato da MilanoFinanza “se Hsbc continua a raccomandare di acquistare i Btp a 10 anni rispetto ai Bund, poiché vede spazio per un ulteriore restringimento degli spread, Societé Generale è convinta che lo spread tra i rendimenti del Treasury a 10 anni e del Bund tedesco molto probabilmente si allargherà ulteriormente, mentre il rendimento del T-Note si sposterà verso l’1,50% entro la fine del 2021”.

Un ampliamento che “sarebbe in linea con una maggiore volatilità dei tassi in dollaro rispetto a quella dell’Eurozona, ma i rendimenti europei dovranno alla fine seguire quelli Usa” secondo l’analisi degli esperti di Societé Generale, secondo i quali ciò è dovuto al fatto che “lo spread tra i tassi a breve termine resterà stabile, ancorato alle politiche accomodanti della Fed e della Bce”.

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