Appare evidente che il nuovo esecutivo, quello guidato dall’ex presidente della BCE, Mario Draghi, non ha intenzione di prendere iniziative in contrasto con la linea adottata dal precedente governo. Si va avanti a restrizioni più o meno insensate a seconda dei casi, per le quali ancora una volta a pagare saranno i cittadini coi loro diritti.

A partire da lunedì infatti non ci saranno più Regioni in zona gialla, che passeranno per effetto del decreto in zona arancione. Le restanti Regioni, ad eccezione della Sardegna che resta in zona bianca, vanno a finire in zona rossa, con l’aggiunta di ulteriori restrizioni rispetto a quelle che vigono normalmente nella più alta fascia di rischio.

Vengono messi da parte quindi i criteri in base ai quali si decideva in quale fascia di rischio sarebbe andata a finire ciascuna Regione, e si opta per una stretta generale che di fatto sopprime le zone gialle.

Viene invece introdotto il criterio del passaggio in fascia rossa automatico per quelle zone in cui si registra un incremento dei casi positivi di 250 a settimana per 100 mila abitanti. Stesso criterio che fino ad ora veniva utilizzato per stabilire l’eventuale chiusura delle scuole e conseguente passaggio alla didattica a distanza.

A partire da lunedì 15 marzo quindi l’Italia sarà divisa tra Regioni rosse e Regioni arancioni, ma per quanto riguarda le prime viene messa da parte la deroga che permetteva una visita al giorno a casa di parenti o amici all’interno dello stesso Comune per un massimo di due persone più eventuali figli minori di 14 anni.

Niente visite a parenti e amici quindi nelle Regioni in zona rossa, così come non saranno consentite sull’intero territorio nazionale nei giorni delle festività di Pasqua.

L’Italia divisa tra Regioni arancioni e Regioni rosse

“Con le ordinanze del ministero della Salute intanto passano in area rossa Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e provincia autonoma di Trento, che si aggiungono a Campania e Molise” riporta l’Ansa di oggi 13 marzo.

Le altre Regioni invece “saranno arancioni per gli effetti del decreto, che annulla il giallo per tutta la sua durata”. Per quanto riguarda la Basilicata poi si dovranno attendere alcuni dati per stabilire se resterà in zona rossa o se potrà andare in arancione.

A definire le nuove regole che saranno valide dal 15 marzo al 5 aprile compreso, non è un Dpcm, ma si tratta di un decreto legge, che in quanto tale cesserà di avere validità se non sarà convertito in legge attraverso l’iter parlamentare previsto entro i 60 giorni dalla sua entrata in vigore.

La decisione di abolire temporaneamente la zona gialla ha trovato alcuni membri dell’esecutivo di Mario Draghi in disaccordo. Se da una parte c’erano i rigoristi come il ministro della Salute Roberto Speranza, dall’altra c’erano alcuni esponenti della Lega che invece spingevano per misure un po’ più blande.

Ha infatti espresso forti perplessità il ministro Giancarlo Giorgetti ad esempio su norme come il limite giornaliero alle visite verso parenti o amici. Punto sul quale è intervenuta anche la ministra Mara Carfagna (Forza Italia) chiedendo di estendere la deroga anche alle Regioni in zona rossa, ma sappiamo come è andata a finire. Erano comunque d’accordo con la Carfagna anche la ministra della Giustizia Marta Cartabia, e la titolare del Viminale Luciana Lamorgese.

Le regole da rispettare in zona rossa

Il risultato è che per uscire di casa nelle Regioni in zona rossa si deve essere in possesso di regolare autocertificazione attraverso la quale si indica la ragione dello spostamento, che può essere legato a motivi di salute, comprovate esigenze lavorative, o assoluta necessità. In zona rossa vige anche il divieto di spostarsi verso le seconde case.

Tra i motivi validi per uscire di casa in zona rossa vi è anche naturalmente la necessità di fare spesa o di acquistare altri generi di prima necessità, o comunque di recarsi presso qualsiasi attività che risulti aperta al pubblico, come bar e ristoranti che offrono ancora il servizio di asporto. Dovranno invece chiudere nuovamente sia i parrucchieri che i centri estetici.

Le regole da rispettare in zona arancione

Sono in fascia arancione per tutta la settimana che va dal 15 al 21 marzo le seguenti Regioni: Abruzzo, Toscana, Umbria, Calabria, Liguria, Sicilia, Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Bolzano.

Le regole da rispettare nelle Regioni che sono in zona arancione non sono diverse da quelle finora applicate, il che significa che bar e ristoranti resteranno aperti solo per asporto, restano aperti parrucchieri e centri estetici, rimane in vigore la norma che vieta gli spostamenti fuori dal proprio Comune di residenza e la possibilità di recarsi in visita a parenti e amici fino ad una volta al giorno fino a due persone.

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