Il Cdm approva un altro decreto Covid, dal 10 gennaio nuove regole. Esteso ancora il Super Green Pass

Il Cdm approva un altro decreto Covid, dal 10 gennaio nuove regole. Esteso ancora il Super Green Pass

Nel nuovo decreto Covid, Super Green Pass anche per servizi di ristorazione all'aperto, ma slitta l'estensione dell'obbligo ad altre categorie di lavoratori

Cambiano ancora una volta le regole del gioco, e dopo il decreto Natale recentemente emanato nel dichiarato intento di contenere la diffusione del virus nel contesto delle festività, arriva un altro decreto che estende ulteriormente il Super Green Pass a partire dal 10 gennaio 2022

Non solo l'ulteriore estensione dell'obbligo di green pass rafforzato nel nuovo decreto, ma a anche altre novità come l'introduzione del prezzo calmierato per le mascherine Ffp2 recentemente divenute obbligatorie su tutti i mezzi di trasporto pubblici.

A preoccupare, stando alla narrazione dei media mainstream nel nostro Paese, sarebbe in particolare la diffusione della variante Omicron. E mentre in Israele si fa marcia indietro sulla somministrazione della quarta dose anche in considerazione del fatto che questa nuova variante risulterebbe dal 50 al 70% meno letale delle precedenti, in Italia si spinge invece con sempre maggior convinzione sui vaccini.

Super Green Pass per tutti i lavoratori slitta ancora

Avevano provato a spingere in questa direzione in particolare gli esponenti del Pd e di Forza Italia, ma almeno per il momento l'estensione dell'obbligo del Super Green Pass anche ad altre categorie di lavoratori non è stata inserita tra le nuove regole.

Favorevoli a condizionare il diritto al lavoro ai soli cittadini guariti o vaccinati sono insieme ad alcuni governatori anche il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, il ministro del Lavoro Andrea Orlando e il ministro per la Famiglia, Elena Bonetti.

Timidamente contrari invece ad estendere l'obbligo del Super Green Pass anche ad altri lavoratori invece la Lega e il Movimento 5 Stelle. Sul tema il ministro Giancarlo Giorgetti è infatti intervenuto sostenendo che in questo caso si tratterebbe di fatto di un "obbligo vaccinale" per i lavoratori e che lo Stato dovrebbe pertanto assumersi la responsabilità di eventuali effetti avversi causati dal vaccino.

Dal M5s è il ministro Stefano Patuanelli ad intervenire: "non siamo contrari all'obbligo di Super Green Pass, ma con raziocinio. Forse conviene ragionare sull'obbligo vaccinale".

Dove servirà il Super Green Pass a partire dal 10 gennaio

Il nuovo decreto proposto dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della Salute Roberto Speranza estende ulteriormente l'obbligo di Super Green Pass, limitando quindi ai soli vaccinati e guariti dal Covid l'accesso ad una sempre più lunga lista di attività e luoghi pubblici.

A partire dal 10 gennaio fino al 31 marzo 2022 (data per la quale è stata momentaneamente fissata la fine dello stato di emergenza) sarà necessario essere in possesso del Super Green Pass per accedere a:

  • alberghi e altre strutture ricettive
  • feste per cerimonie civili o religiose
  • sagre e fiere
  • centri congressi
  • servizi di ristorazione all'aperto
  • impianti di risalita con finalità turistico-commerciale, anche se ubicati nei comprensori sciistici
  • piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all'aperto
  • centri culturali, centri sociali e ricreativi per le attività all'aperto
  • mezzi di trasporto, compreso tutto il trasporto pubblico locale e regionale.

Quarantena abolita o ridotta per vaccinati

Visto che anche i cittadini vaccinati possono contagiarsi e contagiare, dal momento in cui è stato introdotto l'obbligo di tampone per prendere parte a determinati eventi dal vivo, per l'accesso a discoteche e stadi e via dicendo, c'è stato un picco di tamponi.

I cittadini vaccinati si sono trovati insomma costretti a fare quello che la maggior parte di loro per mesi non aveva avuto nessun bisogno di fare, senza per questo limitarsi nelle relazioni con gli altri e nella frequentazione dei luoghi pubblici, i tamponi.

Il risultato è stato un improvviso boom di tamponi con oltre 1 milione fatti nella giornata del 28 dicembre, farmacie letteralmente prese d'assalto e code chilometriche.

Oltre a questo decine di migliaia ci cittadini, moltissimi dei quali vaccinati, costretti a rimanere in quarantena con tutto ciò che questo comporta non solo in termini di disagio per il cittadino che resta a casa, ma anche per le assenze dal lavoro con conseguenze soprattutto sui servizi al cittadino.

Nel nuovo decreto quindi il governo Draghi ha inserito diverse novità che riguardano la quarantena per i cittadini vaccinati, che viene abolita e sostituita da una forma di autosorveglianza, o in altri casi ridotta.

Dal 10 gennaio tre tipi di quarantena

Diventa sempre più articolato il regolamento da seguire per chi cerca di seguire le mutevoli norme della politica anti-contagio dell'attuale esecutivo. A partire dal 10 gennaio 2022 cambiano infatti le regole che riguardano i soggetti che entrano in contatto con persone risultate positive, e si stabiliscono di fatto tre diversi tipi di quarantena.

Per i cittadini vaccinati e per i guariti, viene infatti abolita la quarantena, ma solo a determinate condizioni, e rimpiazzata da un sistema di autosorveglianza.

Nessuna quarantena precauzionale quindi per quelle persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Covid-19, ma solo se sono guariti dal Covid, se hanno completato il ciclo vaccinale da non più di 4 mesi, o hanno ricevuto la somministrazione della terza dose.

Ci sono però delle accortezze che i vaccinati che sono stati a stretto contatto con persone positive devono seguire. Fino al 10° giorno successivo all'ultima esposizione al contatto con il positivo i vaccinati saranno tenuti a indossare la mascherina Ffp2, ed entro il 5° giorno successivo all'ultima esposizione al contatto dovranno effettuare un test antigenico rapido o molecolare, ma solo se hanno riscontrato dei sintomi.

Per porre fine alla quarantena, o per far cessare il regime di autosorveglianza, il soggetto che è stato a stretto contatto con un positivo dovrà effettuare un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo. Questo test può essere fatto anche presso centri privati, e in tal caso è la trasmissione all'Asl del risultato di esito negativo, anche online, a determinare la fine della quarantena o del periodo di autosorveglianza.

Ne derivano pertanto tre diverse tipologie di quarantena a partire dal 10 gennaio 2022, che sono le seguenti:

  • Non vaccinati: per chi non ha ricevuto il vaccino e non ha avuto il Covid non cambia nulla, la quarantena in caso di stretto contatto con persone positive durerà 10 giorni
  • Vaccinati e guariti: chi ha avuto il Covid ed è guarito, e i soggetti che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 4 mesi (120 giorni) dovranno restare in quarantena per 5 giorni invece che per 7 in caso di contatto con persona positiva, e al termine di questo periodo dovranno effettuare un tampone con esito negativo. 
  • Vaccinati con terza dose, vaccinati da meno di 4 mesi e guariti: le persone che hanno ricevuto la somministrazione della terza dose, i soggetti vaccinati da meno di 4 mesi (120 giorni) e i guariti, se non presentano sintomi non dovranno restare in quarantena dopo essere stati a stretto contatto con un soggetto positivo. In questo caso sarà prevista invece una forma di autosorveglianza, e al quinto giorno dopo l'ultimo contatto con il positivo sarà necessario avere un tampone con esito negativo.

Cambiano le capienze e prezzo calmierato per mascherine Ffp2

Tra le altre novità introdotte dal decreto del 29 dicembre 2022 anche nuovi limiti di capienza per gli impianti all'aperto tra cui gli stadi. Sulla base delle nuove norme le capienze passeranno al 50% per gli impianti all'aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

Ci sono delle novità che riguardano poi le mascherine Ffp2, recentemente divenute obbligatorie in diversi contesti e persino sui mezzi di trasporto pubblico. Molte polemiche erano state mosse rispetto al fatto che il governo non avesse provveduto ad imporre il prezzo calmierato al fine di evitare episodi di speculazione, e con il nuovo decreto l'esecutivo guidato da Mario Draghi corregge il tiro.

Sarà compito della struttura commissariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo stipulare apposite convenzioni con le farmacie di tutta Italia onde stabilire un prezzo di vendita uniforme che dovrebbe attestarsi intorno a 1 euro.

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