OCSE abbassa le stime di crescita dell’Italia. Il motivo? Serve una politica più prudente

In attesa dei dettagli sulla Legge di Bilancio che verrà varata dal governo gialloverde nelle prossime settimane, l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha espresso una certa perplessità in merito alle previsioni di crescita economica dell’Italia.

“E’ probabile una crescita più moderata – spiegano dall’OCSE – vista l’incertezza delle scelte politiche, gli alti tassi di interesse e la lenta creazione di posti di lavoro che frenerà la spesa ed i consumi delle famiglie”. Queste le principali argomentazioni a sostegno della tesi dell’organizzazione, che in occasione dell’Interim Economic Outlook ha rivisto al ribasso le previsioni sul Prodotto Interno Lordo (Pil).

Secondo l’OCSE il Pil crescerà dell’1,2%

Le stime di maggio erano quelle di una crescita del Pil dell’1,4%, dato ridimensionato appunto ad 1,2%. Confermato invece il dato sulla crescita prevista per il nuovo anno: +1,1%. Secondo l’OCSE la crescita dei consumi privati non può che rallentare nel prossimo futuro, principalmente a causa del rallentamento dell’occupazione e della diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie conseguenza dell’aumento dell’inflazione. La ripresa economica sarà sempre più trainata da esportazioni ed investimenti, mentre la crescita dei consumi privati è effettivamente destinata a ridursi.

Laurence Boone, nuovo economista dell’OCSE, invita il governo Lega-M5S a proseguire sulla strada delle riforme cruciali per la crescita. “Svariate riforme sono state fatta dal governo precedente. – spiega l’economista – ma è fondamentale che queste riforme continuino”. Per la crescita economica del Paese sarebbe necessario quindi rilanciare gli investimenti, ma bisogna anche poter aver fiducia nelle politiche fiscali e tenere sotto controllo la spesa pubblica.

Cresce il Pil mondiale. In Europa attenzione a Gran Bretagna e Italia

Le stime dell’OCSE su scala globale sono invece decisamente più ottimistiche rispetto al quadro Italia. Il Pil mondiale dovrebbe crescere sia nel 2018 che nel 2019 del 3,7%, fermo restando che le varie tensioni commerciali tra alcuni Paesi, con l’inasprimento delle condizioni finanziare nei mercati emergenti ed i rischi politici rischiano di compromettere o se non altro ridimensionare questa crescita.

Preoccupazioni in zona Euro anche per il futuro dei rapporti tra Gran Bretagna ed il resto dell’Unione Europea. Laurence Boone ritiene il Brexit una delle maggiori cause di incertezza, e che sia fondamentale mantenere degli stretti rapporti con Londra. L’Italia invece sarebbe un Paese con una scarsa crescita economica ed un elevato rischio di indebitamento, e pertanto da tenere d’occhio.

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