Italia: Pil cresce più del previsto. Istat rivede il dato di aprile

Cresce di uno 0,1% in più rispetto alle previsioni, il Pil italiano, e l’Istat si trova costretto a rivedere la stima di aprile, diffondendo la nota sui Conti economici nazionali. La crescita effettiva risulta essere di 1,6 punti percentuale, contro la stima di aprile che prevedeva invece una crescita dell’1,5%.

Nella nota pubblicata oggi dall’Istat sui Conti economici nazionali viene riportata anche la revisione dei conti nazionali annua relativa al triennio 2015-2017, comprensiva delle considerazioni successive alla stima di aprile. Secondo l’Istat, nel 2017 il Pil risulta pari a 1.724.954 milioni, dato revisionato al rialzo di 8.019 milioni rispetto alla stima precedente.

Peggiora al 2,4% il rapporto Deficit/Pil. Il rapporto Debito/Pil risulta invece diminuito

Risulta invece peggiorato l’indebitamento delle Pa in rapporto al Pil. L’Istat ha revisionato la stima pubblicata ad aprile che indicava un rapporto deficit/pil al -2,3%, per approdare all’attuale 2,4% (nel 2016 era -2,5%). Il saldo primario è pari all’1,4% del Pil.

E’ diminuito, secondo l’Istat, il rapporto debito/pil, attualmente al 131,2% (il dato precedente era 131,8%). In valore assoluto nel 2017 è pari -41.060 milioni, mentre nel 2016 era -42.937 milioni. Un saldo positivo dunque di 24.455 milioni.

In calo la pressione fiscale, cresce il potere di acquisto delle famiglie

Continua la tendenza alla riduzione della pressione fiscale, che scende al 42,2% dal 42,4% del 2016. Il calo, che in questo caso rappresenta naturalmente un miglioramento per le tasche degli Italiani, è dovuto in parte ad una crescita delle entrate correnti di 16 miliardi circa, a fronte di un aumento delle uscite correnti di poco superiori ai 2 miliardi.

I dati Istat mostrano anche una crescita del potere d’acquisto delle famiglie. Il reddito disponibile è aumentato dell’1,6% in valore nominale e dello 0,5% in termini di potere d’acquisto. In calo la propensione al risparmio delle famiglie, che è scesa dall’8,6% del 2016 al 7,7%.

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