Spunti interessanti sul segmento STAR di Borsa Italiana con le azioni di Marr che stanno mettendo a segno un rumoroso rialzo del +4,8% a 6,9 euro. Rumoroso non solo per l’entità ma anche perchè arriva dopo tre sessioni consecutive in rosso. Una reazione tecnica da parte della quotata del segmento alimentare che arriva dopo che i prezzi erano scivolati fino a 6,58 euro, livello che aveva accentuato la pressione ribassista sul titolo.
Il movimento odierno interrompe quindi una sequenza negativa, riportando un po’ di fiducia tra gli operatori nel brevissimo periodo. Tuttavia, il rimbalzo non modifica il quadro complessivo: il titolo resta inserito in un trend discendente ben definito, con una volatilità elevata e una scarsa capacità, finora, di costruire un recupero strutturale.
Il rally di oggi è quindi un segnale da leggere con cautela: il rimbalzo è significativo in termini percentuali, ma arriva dopo una fase di forte debolezza e, almeno per ora, appare più tecnico che fondamentale.
Per Marr performance negativa nel medio-lungo periodo
Nonostante il recupero odierno, la fotografia su orizzonti temporali più ampi resta decisamente negativa. Le azioni Marr registrano infatti un calo di circa -24% nell’ultimo mese e di circa -31% su base annua, numeri che evidenziano una perdita di valore significativa.
Questo andamento riflette un progressivo deterioramento del sentiment degli investitori, che hanno ridotto l’esposizione sul titolo in risposta a risultati finanziari meno brillanti e a prospettive percepite come meno dinamiche rispetto al passato.
Il calo prolungato ha portato il titolo su livelli considerati a sconto rispetto ai fondamentali storici, ma il mercato continua a richiedere segnali concreti di inversione prima di rientrare con decisione. In questo contesto, ogni rimbalzo, come quello odierno, viene osservato con interesse ma anche con prudenza.
La dinamica dei prezzi suggerisce inoltre che il titolo si trovi ancora in una fase di costruzione di un possibile minimo, senza aver ancora definito un chiaro punto di ripartenza.
Conti 2025 di Marr deludenti: utili in calo e margini sotto pressione
Alla base della debolezza del titolo ci sono soprattutto i risultati finanziari del 2025, che hanno evidenziato un peggioramento della redditività. Marr ha chiuso l’esercizio con ricavi pari a 2,13 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto ai 2,1 miliardi del 2024, ma il dato positivo sul fatturato non è bastato a sostenere la marginalità.
Il margine operativo lordo è infatti sceso a 108,85 milioni di euro, in calo del 9,4% rispetto ai 120,18 milioni dell’anno precedente. Ancora più significativo il deterioramento della marginalità, passata dal 5,7% al 5,1%, segnale di una pressione crescente sui costi.
A pesare sono stati in particolare gli oneri legati al ridisegno operativo e logistico avviato nel corso dell’anno, un processo necessario per migliorare l’efficienza nel lungo periodo ma che nel breve ha inciso sui conti.
L’utile netto si è fermato a 30,97 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 42,72 milioni del 2024. Proprio questa flessione potrebbe aver rappresentato il principale elemento negativo per il mercato, contribuendo al progressivo disimpegno degli investitori.
Anche la posizione finanziaria netta ha mostrato un peggioramento, con un indebitamento salito a 203,81 milioni di euro, rispetto ai 170,44 milioni di inizio anno. L’incremento è legato agli investimenti, alla distribuzione di dividendi e al programma di buyback.
Nel complesso, i conti 2025 di Marr hanno confermato una fase di transizione per il gruppo, caratterizzata da crescita dei ricavi ma compressione della redditività.
Analisti cauti sulle azioni Marr: tagli a rating e target price
Il quadro fondamentale incerto di Marr si riflette anche nelle valutazioni degli analisti, che restano improntate alla prudenza. Due importanti case d’investimento hanno recentemente rivisto al ribasso le proprie raccomandazioni su Marr. La loro valutazione è arrivata proprio dopo i conti di cui quindi tiene conto.
Nel dettaglio, Equita ha abbassato il rating a hold, con un target price ridotto a 9,3 euro, segnalando una visione più cauta sulle prospettive di breve termine.
Anche Intesa Sanpaolo ha rivisto la propria posizione, portando il giudizio a neutral e tagliando il target price a 10 euro.
Una doppia revisione che evidenzia come il mercato stia ricalibrando le aspettative sul titolo alla luce dei risultati recenti.
Nonostante ciò, va segnalato che la società ha indicato un avvio del 2026 coerente con gli obiettivi di crescita, sostenuto in particolare dal segmento della ristorazione commerciale e dal contributo dell’acquisizione di Bergel. Inoltre, è stato proposto un dividendo di 0,47 euro per azione, elemento che potrebbe rappresentare un fattore di supporto per il titolo.
Tirando le somme, il rimbalzo odierno delle azioni Marr sullo STAR appare come una reazione tecnica dopo un eccesso di vendite, ma il quadro complessivo resta fragile. Il mercato attende segnali più solidi sul fronte della redditività prima di tornare a esprimere un giudizio più costruttivo su Marr.
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