Per le azioni Monte dei Paschi si sta profilando un’ultima di ottava decisamente brutta. Dopo circa un’ora dall’apertura degli scambi, infatti, il titolo della banca toscana segna un ribasso del 2,91 per cento a 8,93 euro che vale l’inserimento nell’affollata lista delle peggiori della seduta. Fin ad ora, a fare peggio della banca senese è solo Cucinelli che sta perdendo il 3,9 per cento. Le forti vendite in atto sulle azioni MPS non impattano sulla prestazione di medio e lungo termine della quotata. La banca senese ha fatto così bene nelle scorse settimane da neutralizzare il forte rosso di oggi, restando in verde di oltre il 6 per cento nell’ultimo mese. (+26 per cento invece il rialzo anno su anno).
In questo contesto, e tenendo conto che il paniere di riferimento di Piazza Affari è in ribasso di un quarto di punto percentuale, la flessione di oggi sembra essere più che altro causa da prese di profitto. Ovviamente, come sempre avviene in questi casi, c’è anche un “la” da considerare che nella fattispecie di MPS è arrivato in realtà ieri (altra giornata chiusa in ribasso) con la secca smentita di Unicredit ad ogni ipotesi di fusione. Fine delle speculazioni e prese di profitto inevitabile è quasi un classico dei meccanismi di borsa.
Monte dei Paschi ha collocato un European Covered Bond
Lasciamo però l’assaggio di ieri e torniamo alla cronaca di oggi perchè altre notizie price sensitive riguardanti MPS sono balzate nella riflessione. Ci riferiamo al collocamento di un European Covered Bond.
La banca toscana ha infatti ha completato con esito positivo l’emissione di un Conditional Pass Through European Covered Bond (Premium) con scadenza 22 gennaio 2030, per un ammontare complessivo pari a 750 milioni di euro. Il collocamento si va ad inserire in un contesto di mercato primario particolarmente attivo e segna la riapertura, per il 2026, del segmento dei covered bond di emittenti italiani.
Venendo alle caratteristiche, l’operazione ha registrato una domanda superiore a 2,4 miliardi di euro, evidenziando un rapporto di copertura di oltre tre volte l’offerta. Il titolo paga una cedola annua del 2,625%, con un prezzo di re-offer pari a 99,577%, corrispondente a uno spread di 30 punti base sul tasso di riferimento.
Il livello di spread rappresenta il valore più contenuto mai raggiunto da MPS nell’ambito del proprio programma di covered bond ed è risultato significativamente inferiore rispetto all’indicazione iniziale di 37 punti base comunicata in fase di avvio del bookbuilding. Il risultato conferma quindi la capacità della banca di beneficiare di condizioni di mercato più favorevoli e di un miglioramento della percezione del rischio da parte degli investitori istituzionali.
Confronto con le precedenti emissioni
Le condizioni economiche dell’operazione risultano nettamente più vantaggiose rispetto ai covered bond con scadenza più lunga (circa 5 anni e 7 mesi) collocati dalla banca nel giugno 2025, che presentavano uno spread di 54 punti base rispetto al tasso di riferimento.
Secondo MPS, il significativo tightening degli spread riflette il crescente apprezzamento del mercato per il percorso di rafforzamento patrimoniale, operativo e strategico del Gruppo. In particolare, la banca sottolinea come il miglioramento del proprio standing creditizio sia stato ulteriormente sostenuto dall’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria su Mediobanca, che ha contribuito a rafforzare la percezione di solidità e prospettiva industriale.
L’emissione è quotata presso la Borsa di Lussemburgo e presenta un rating atteso di elevata qualità creditizia, pari a Aa2 da Moody’s, AA+ da Fitch e AA (High) da Morningstar DBRS, in linea con il profilo tipico dei covered bond premium e con la struttura di garanzia sottostante.
Composizione della domanda e valutazione complessiva
La base investitori si è dimostrata ampia e ben diversificata sia dal punto di vista geografico sia per tipologia. Gli investitori italiani hanno rappresentato il 36% dell’allocazione finale, mentre la componente estera ha coperto il restante 64%. Tra gli investitori internazionali, spiccano invece i Paesi nordici con il 28%, seguiti dal Regno Unito (16%), da Germania, Austria e Svizzera complessivamente al 15% e da Francia, Spagna e altri Paesi per circa il 5%.
E’ palese che l’operazione sia la conferma del progressivo miglioramento dell’accesso di MPS al mercato dei capitali nonchè della fiducia degli investitori istituzionali nel credito della banca e nella sua capacità di ottimizzare il costo della raccolta in uno scenario di elevata attività sul primario europeo.
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