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Il titolo protagonista in negativo della seduta di borsa di ieri è stato Telecom Italia. La stessa TIM potrebbe essere anche la protagonista, questa volta in positivo, della seduta di borsa di oggi. In pratica dopo la pesante correzione subita nella sessione di ieri (prezzi delle azioni precipitati a quota 0,2089 euro), oggi sembra essere scattato il rimbalzo con Telecom Italia che, dopo mezzora dall’avvio degli scambi, viaggia in area 0,21 euro, +2 per cento rispetto a ieri.

Come si può vedere dal grafico in basso, grazie proprio al recupero di oggi, la performance di Telecom Italia su base mensile è tornata ad essere più verde (+6 per cento il rialzo rispetto ai prezzi di un mese fa). Restano però fortemente negative le prestazioni su base semestrale (prezzi delle azioni in calo del 30 per cento) e soprattutto su base annua (ribasso del 54 per cento).

Dopo aver parlato di numeri, cerchiamo adesso di capire perchè le azioni Telecom Italia sono tornate ad avere così tanto appeal. Quali sono le ragioni dei forti e opposti movimenti di prezzo avvenuti ieri e oggi? Rispondere a questa domanda significa comprendere se è conveniente o no sfruttare gli attuali prezzi bassi per comprare azioni TIM. Insomma è meglio approfittare dei prezzi a sconto di Telecom Italia oppure il titolo potrebbe registrare nuovi cali anche nel prossimo futuro?

Il crollo registrato ieri dalle azioni Telecom Italia è stato frutto di un evento ben preciso: il venir meno dell’ipotesi di OPA totalitaria sul titolo. Essendo esclusa questa possibilità, l’appeal sul titolo si è drasticamente ridotto. Secondo Il Sole 24 Ore, le probabilità che l’operazione Cdp-Tim possa andare in porto sono sempre di meno a causa dello stop che è arrivato dal governo.

La domanda che tutti gli investitori si pongono dopo lo stop al Memorandum of Understanding e l’esclusione della possibilità di OPA totalitaria, non può che riguardare le residue ipotesi sul campo. Cosa succederà adesso? Stando a quanto riportato dal quotidiano di Confindustria, la sola alternativa che resta sul tavolo è quella di un’OPA parziale. Anche questo scenario, però, è tutto tranne che scontato. Giustamente il quotidiano di Confindustria pone l’accento sul fatto che, anche in caso di OPA parziale, resterebbe il problema del consolidamento del debito da parte della Cassa Depositi e Prestiti. Solo una volta colmata questa lacuna sarebbero possibile ipotizzare l’ingresso nel capitale di Open Fiber.

Insomma il cammino di Telecom Italia è tutto in salita. Lato operativo questo non è un male poichè potrebbe dar luogo ad una discreta volatilità sul titolo. La tendenza a registrare oscillazioni di prezzo, a sua volta, può essere sfruttata per fare trading online sui prezzi della quotata. A tal riguardo ricordiamo che il broker eToro consente di fare trading su tantissimi asset attraverso i CFD. Con i Contratti per Differenza si può speculare sia al rialzo (long) che al ribasso (short) senza avere il possesso fisico del titolo. Chi fosse interessato può aprire un conto demo eToro e imparare a fare pratica senza correre il rischio di perdere soldi veri.

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Ma come si arrivati alla situazione attuale? In pratica l’involuzione (da cui poi è scaturito il crollo di ieri delle azioni TIM) è scattata dopo che il governo Meloni ha messo le mani in avanti affermato che è difficile riuscire ad ottenere l’assenso a una rete unica su tutto il territorio nazionale. Dinanzi a quello che può essere ritenuto uno stop di fatto, l’ipotesi successiva (molto più ridimensionata rispetto alla prima) è diventata quella di rete unica a perimetro ristretto che sarà limitata “alle aree bianche a fallimento di mercato a una parte delle aree finanziate dai fondi pubblici del Pnrr“.

Staremo a vedere cosa succederà. Di certo però il dossier Telecom Italia sarà caldo anche nel mese di dicembre.

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