Con un rialzo del 3 per cento a quota 24,95 euro (massimo intraday a 27,07 euro) le azioni STM sono alla guida del Ftse Mib nella penultima seduta della settimana. Il titolo del colosso italo-francese dei chips fa nettamente meglio di un paniere di riferimento che rimbalza di dopo una serie di sedute tinte di rosso ma limita il recupero solo all’1,1 per cento. La forte variazione positiva che caratterizza le azioni STM modifica la prestazione a un mese della quotata che ora è positiva per il 12 per cento.
Merito di questo rialzo è anche della serie di tre progressioni consecutive (comprendendo anche quella di oggi) che le azioni del gruppo tech hanno messo a segno. Giusto per farsi un’idea del trend, STM chiudeva a 23,15 euro la seduta dello scorso 19 gennaio e quindi il guadagno messo a segno in una manciata di giorni, è di circa 1,8 euro. Un andamento meritevole di attenzione.
Ma cosa spiega il primato del titolo nella sessione di oggi di Borsa Italiana? Non stiamo parlando di un titolo che, a differenza di tanti altri, ha sofferto nelle ultime sessioni di borsa (come ad esempio i bancari non a caso sono stati tra i maggiori responsabili del rosso del paniere di riferimento). Quindi il discorso rimbalzo nel caso delle azioni STM non centra nulla.
Le ragioni del nuovo rialzo sono ben altre e riguardando quanto accaduto ieri a Wall Street.
I colossi tech Usa sostengono le azioni STM
C’è palesemente la positiva chiusura di Wall Street dietro al nuovo allungo di STM. I mercati statunitensi hanno beneficiato di segnali rassicuranti da parte dell’amministrazione americana, che hanno influenzato positivamente il sentiment globale degli investitori.
Senza scendere nel dettaglio, il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver raggiunto con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, un’intesa preliminare per un futuro accordo sulla Groenlandia, notizia che ha contribuito a rafforzare la fiducia dei mercati. Parallelamente, Trump ha anche annunciato la sospensione temporanea dei dazi previsti su diversi paesi europei, originariamente programmati per l’1 febbraio. Queste dichiarazioni hanno avuto un impatto immediato sugli indici statunitensi, che hanno chiuso la seduta in netto rialzo.
Alcuni numeri: il Dow Jones ha archiviato la giornata con un guadagno dell’1,21%, l’S&P 500 ha chiuso a 6.876 punti e il Nasdaq 100 ha segnato un incremento dell’1,36%, sostenuto soprattutto dal settore tecnologico.
Proprio il Nasdaq 100 ha visto veri e propri exploit tra i giganti tecnologici: Intel ha guadagnato l’11,72%, Western Digital l’8,49%, Advanced Micro Devices il 7,65% e Micron Technology il 6,61%. Tutti questi verdi (da rilevare anche quello di Nvidia che ha chiuso a +2,87%) sono la dimostrazione di come la componente tech rimanga un driver centrale della performance del mercato statunitense.
L’effetto positivo di Wall Street ha avuto riflessi immediati sui titoli tech europei. L’ottimismo proveniente dagli Stati Uniti sta quindi sostenendo i corsi di STM consolidandone un trend rialzista che potrebbe proseguire nelle prossime sedute.
Insomma per STM e altre aziende europee con legami o correlazioni con il mercato americano, la ritrovata fiducia di Wall Street rappresenta una spinta ma soprattutto offre un’opportunità di crescita e consolidamento, sottolineando ancora una volta quanto i mercati globali siano interconnessi e quanto le dinamiche oltreoceano possano influenzare direttamente i titoli italiani.
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