Dopo il violento sell-off degli ultimi due giorni, sulle azioni Stellantis sembra essere arrivata una reazione tecnica significativa. Il titolo automotive è infatti tra i migliori del Ftse Mib, con una progressione del +4,33% a 6,346 euro. Un segnale incoraggiante, anche se il bilancio dell’ultimo mese resta pesante: -22%.
La performance negativa accumulata nelle ultime settimane non viene certo cancellata da una sola seduta positiva, ma almeno si intravede una prova di rimbalzo. E soprattutto il mercato sembra essersi finalmente accorto di un driver fondamentale che era passato in secondo piano: gli incoraggianti dati sulle immatricolazioni in Italia a febbraio, diffusi lunedì ma oscurati dal clima di panico legato alla guerra. Proprio da questi dati ripartiamo.
Immatricolazioni in Italia: febbraio accelera a doppia cifra
Il mercato italiano dell’auto ha registrato a febbraio un deciso balzo. Secondo i dati del Ministero dei Trasporti, le vendite complessive sono salite del 14% a 157.334 unità, rispetto alle 137.965 di febbraio 2025. Dopo il +6,18% di gennaio, il primo bimestre del 2026 si chiude a quota 299.373 vetture, con un incremento del 10,19% rispetto alle 271.686 unità dello stesso periodo dell’anno scorso.
Un segnale di ripresa che assume maggiore valore se inserito in un contesto macro ancora fragile. A sostenere il mercato ha contribuito anche il boom delle auto elettriche: a febbraio sono state immatricolate 12.483 vetture full electric, in crescita dell’80,5% su base annua. La quota di mercato dell’elettrico è salita al 7,9%, rispetto al 5% di un anno fa.
Nel primo bimestre le elettriche hanno raggiunto 21.805 unità (+60,3%), con una market share al 7,3%. È un dato importante perché indica una dinamica strutturale di sostituzione del parco circolante, anche se le associazioni di categoria invitano alla prudenza sulle prospettive e sottolineano che il mercato non ha ancora recuperato i livelli pre-2019.
Per Stellantis, tuttavia, il punto non è solo la crescita del mercato, ma la capacità di fare meglio del settore.
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Stellantis cresce al doppio del mercato e riconquista quota
Secondo le elaborazioni Dataforce, Stellantis ha immatricolato a febbraio 53.592 veicoli, con un balzo del 27,7% rispetto ai 41.959 dello stesso mese del 2025. In pratica, una crescita pari a quasi il doppio del +14% registrato dall’intero mercato italiano.
La quota di mercato del gruppo è salita dal 30,4% al 34%, con un guadagno superiore a 3,5 punti percentuali. Un risultato che consolida quanto già emerso a gennaio, quando il gruppo aveva segnato un +11,8%, ancora una volta superiore al dato medio del comparto.
Nel primo bimestre del 2026 Stellantis ha superato le 100.000 unità immatricolate (100.108), con una crescita del 19,9% rispetto alle 83.504 del periodo gennaio-febbraio 2025. Anche la quota complessiva sale dal 30,7% al 33,3%.
Il dato più significativo riguarda la classifica dei modelli più venduti: le prime quattro posizioni sono tutte occupate da vetture del gruppo. Al primo posto Fiat Pandina, seguita da Jeep Avenger, Fiat Grande Panda e Leapmotor T03. Nella top 10 compare anche Citroën C3.
Fiat, in particolare, ha registrato 21.269 immatricolazioni a febbraio, con una quota del 13,5%, in aumento di 2,8 punti percentuali su base annua. Anche nel canale privati la performance è solida.
Numeri che segnalano un posizionamento competitivo rafforzato sul mercato domestico. E proprio questo è il driver che oggi il mercato sembra aver deciso di valorizzare.
Perché il mercato si accorge solo ora dei dati
La pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni è avvenuta lunedì, ma in quel momento l’attenzione degli investitori era completamente assorbita dal sell-off legato alla guerra e dalla fuga generalizzata dal rischio. Il titolo Stellantis è stato travolto insieme al resto del comparto ciclico, senza distinzione tra fondamentali e sentiment.
Oggi, con il clima leggermente più disteso e il Ftse Mib n recupero, emerge una maggiore selettività. Il rimbalzo del +4,33% non è solo tecnico: riflette anche la presa d’atto che, almeno sul mercato italiano, il gruppo sta performando meglio delle attese e sta recuperando quote in modo significativo.
Resta il fatto che la performance mensile negativa del -22% evidenzia quanto il titolo sia stato penalizzato. Per gli investitori, la domanda ora è se questo rimbalzo rappresenti l’inizio di una fase di stabilizzazione o solo un recupero tecnico all’interno di un trend ancora fragile.
Nel breve periodo molto dipenderà dall’evoluzione del contesto macro e dalla tenuta della domanda europea. Ma un punto è chiaro: i dati sulle vendite in Italia offrono un elemento concreto a sostegno della tesi che il sell-off abbia forse colpito il titolo in modo eccessivo rispetto ai fondamentali.
Per ora, il mercato sembra averlo capito. E Stellantis, almeno oggi, ne beneficia.
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