Borsainside.com

Prezzo petrolio: trend torna negativo, tre motivi che sostengono lo short

Prezzo petrolio: trend torna negativo, tre motivi che sostengono lo short
© Shutterstock

La quotazione le petrolio chiude la parentesi rialzista e si porta nuovamente in calo: ecco perchè

Il rialzo del prezzo del petrolio non è durato molte sedute. I segnali su una possibile inversione del trend, già presenti nell'ultima della scorsa Ottava, hanno trovato conferma oggi 14 gennaio. La settimana per la quotazione petrolio si è aperta con il WTI del Texas e il Brent entrambi in ribasso. Mentre è in corso la scrittura del post, la quotazione del petrolio Brent registra un calo dell'1,4 per cento a 59,63 dollari al barile mentre il prezzo del WTI è in flessione dell'1,51 per cento a 50,81 dollari al barile. Brent e WTI confermano quindi che la quotazione del greggio è tornata ad imboccare una strada negativa e che, con tutta probabilità, su Borsa Italiana oggi le azioni del settore petrolifero potrebbero segnare un calo rispetto ai valori della chiusura di venerdì.




✅ Unisciti alla rivoluzione del social trading di eToro. Unisciti alla community e condividi le tue strategie di trading. La funzione di 🥇CopyTrader™. (sistema brevettato da eToro), ti permette di copiare in maniera automatica le performance del portafoglio dei migliori traders. Ottieni un conto Demo gratuito con 100.000€ di credito virtuale su eToro >>

Per capire come posizionarsi sulla quotazione petrolio oggi può essere utile andare ad eseminare i motivi alla base del ritorno delle prese di profitto. Certamente se il prezzo del petrolio oggi è in calo è perchè molti investitori hanno preferito prendere profitto e su questo non ci piove. I motivi per cui in tanti hanno preferito chiudere sono almeno tre: i dati elevati sulla produzione di shale oil in Usa, l'andamento negativo dei mercati mondiali e, strettamente connesso a questo secondo fattoro, i segnali su un possibile forte rallentanento dell'economia globale a causa della frenata dei mercati asiatici. Gli ultimi dati macro in arrivo della Cina hanno terrorizzato gli investitori. La grande patata bollente si chiama surplus commerciale cinese

Pechino ha infatti comunicato che il surplus commerciale della Cina con gli Stati Uniti ha registrato un aumento del 17 per cento anno su anno salendo fino a quota $323,32 miliardi nel 2018. Per questo market mover si tratta del livello in assoluto più elevato degli ultimi 10 anni. Sviscerando il dato si nota come l'export abbia registrato un aumento dell’11,3 per cento mentre le importazioni siano auementate di un frazionale +0,7 per cento. 

Se il surplus commerciale della Cina con gli Stati Uniti ha registrato variazioni così nette e forti, altrettanto non si può dire per quello che riguarda la bilancia commerciale cinese con il resto del mondo. In questo caso, infatti, il surplus di Pechino è salito nel 2018 a quota 351,76 miliardi con le esportazioni che sono aumentate del 9,9 per cento mentre le importazioni hanno segnato un aumento del 15,8 per cento. Secondo gli esperti la reazione negativa delle borse asiatiche oggi potrebbe essere legata alla delusione per il dato delle esportazioni. In questo contesto si inserisce l'andamento negativo della quotazione petrolio. 

IQOption
Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Miglior Broker Consigliato

etoro
Plus500

Reagisci alla volatilità dei mercati

Il sell-off del mercato globale continua con l'evolversi di una potenziale crisi finanziaria e occasioni di acquisto/entrata sui mercati finanziari.

Non perdere la tua prossima opportunità:

Usa i nostri strumenti e caratteristiche avanzate per acquisire il controllo del tuo conto:

PROVA GRATIS