Il quarto trimestre si è chiuso con numeri da primato per Marex Group plc, ma la reazione del titolo a Wall Street, complice anche il sentiment pessimista generato dalla guerra Usa – Iran, è per ora negativa. A voler essere precisi la pubblicazione della trimestrale in sè è stata accolta positivamente come dimostra quel +2,19% messo a segno nel premarket ma, all’avvio degli scambi e a causa proprio del generalizzato sell-off, l’andazzo è cambiato.
Il titolo Marex ha virato in territorio negativo, arrivando a segnare un calo dell’8,33% a 40,16 dollari. Una presa di profitto che sorprende solo in parte, considerando la corsa messa a segno nei mesi precedenti.
Ad ogni modo, nonostante il ribasso odierno, Marex mantiene una performance solida nel medio periodo: +3% nell’ultimo mese e +11% su base annua. Numeri che indicano come il mercato continui a riconoscere valore al percorso di crescita del gruppo, pur in presenza di una volatilità di breve termine.
Il punto centrale resta comunque la qualità della trimestrale. I risultati del quarto trimestre hanno infatti evidenziato una crescita robusta e diffusa su tutte le linee di business.
Vediamo nel dettaglio.
Ricavi e utili oltre le attese: crescita a doppia cifra in tutti i segmenti
Nel quarto trimestre 2025 Marex ha riportato un utile per azione rettificato pari a 1,13 dollari, superiore alle attese del consenso ferme a 0,99 dollari. Il superamento delle stime per 14 centesimi rappresenta un segnale chiaro della capacità del gruppo di monetizzare condizioni di mercato favorevoli e livelli elevati di attività della clientela.
Ancora più significativo il dato sui ricavi, saliti a 572,1 milioni di dollari contro una previsione degli analisti di 508,6 milioni. Su base annua l’incremento è stato del 38%, rispetto ai 415,6 milioni dello stesso trimestre dell’anno precedente.
L’utile rettificato ante imposte del trimestre ha raggiunto 114,9 milioni di dollari, in crescita del 41% anno su anno, con un margine che si è ampliato al 20,1% dal 19,6%. Un miglioramento che testimonia non solo l’espansione dei volumi ma anche un’efficienza operativa crescente.
Guardando all’intero esercizio 2025, l’utile rettificato ante imposte è salito a 418,1 milioni di dollari, +30% rispetto ai 321,1 milioni del 2024. Si tratta dell’undicesimo anno consecutivo di crescita sequenziale degli utili, un track record che rafforza la credibilità del management e la solidità del modello di business.
Secondo l’amministratore delegato Ian Lowitt, il trimestre è stato il migliore di sempre per il gruppo, caratterizzato da una performance ampia e bilanciata e da un crescente coinvolgimento di clienti di maggiori dimensioni, elemento che consolida il posizionamento competitivo di Marex.
Il motore operativo: Agency, Market Making e l’espansione nei certificati
Il contributo alla crescita è arrivato da tutti i segmenti operativi. L’area Agency and Execution ha visto i ricavi aumentare del 51% a 290,4 milioni di dollari, beneficiando in particolare dell’espansione dei Prime Services e della solidità trasversale su diverse asset class.
Ancora più marcato il balzo del Market Making, i cui ricavi sono cresciuti dell’83% a 81,4 milioni di dollari, sostenuti da una maggiore attività dei clienti, soprattutto nel comparto dei metalli. Il segmento Clearing ha registrato un incremento del 10% a 136,7 milioni, grazie a volumi più elevati e a saldi clienti in aumento. Hedging and Investment Solutions ha segnato un +57% a 62,7 milioni.
In questo contesto assume particolare rilievo il business dei certificati e delle soluzioni strutturate, inserito nell’area delle Hedging and Investment Solutions. Ricordiamo che Marex è attiva nella strutturazione e distribuzione di prodotti di investimento personalizzati, inclusi certificati che consentono agli investitori di accedere a strategie su azioni, indici, valute e materie prime con profili di rischio-rendimento modulabili.
L’integrazione tra market making, copertura del rischio e strutturazione di certificati crea inoltre sinergie operative che permettono a Marex di offrire soluzioni complete a investitori istituzionali e professionali, rafforzando la fidelizzazione e ampliando il cross-selling.
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Perché il titolo Marex scende nonostante i numeri record
A prescindere dal sentiment negativo generato dalla guerra (ossia anche la borsa di Wall Street sta soffrendo) la flessione dell’8,33% di Marex nella seduta regolare, dopo l’entusiasmo iniziale del premarket, può essere letta come una classica dinamica di sell on news. Dopo settimane di apprezzamento, parte del mercato potrebbe aver scelto di monetizzare i guadagni.
Non va dimenticato che il titolo resta in progresso del 3% nell’ultimo mese e dell’11% su base annua: segno che il trend di fondo rimane costruttivo. Il calo odierno non cancella dunque la traiettoria positiva, ma introduce un elemento di volatilità che potrebbe offrire nuovi punti di ingresso per chi guarda al medio termine.
Da evidenziare che sul fronte della remunerazione degli azionisti, il consiglio di amministrazione ha approvato un dividendo trimestrale pari a 0,15 dollari per azione che sarà in pagamento il 31 marzo 2026. Anche questo elemento contribuisce a rafforzare l’appeal del titolo nel lungo periodo.
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