Ad un mese ormai dalle vicende del braccio di ferro tra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e la capitana della nave Sea Watch 3 Carola Rackete, ecco che si apre un nuovo capitolo della lotta all’immigrazione del leader leghista. 

Protagonista questa volta è una nave della Guardia Costiera italiana. Proprio così, non esattamente una nave che si dedica abitualmente al trasporto dei clandestini come quelle delle ong, eppure in porto con il suo carico di disperati, il Ministro dell’Interno non ce la vuole far entrare.

Ma vediamo esattamente come sono andati i fatti fino ad oggi. Ieri, un peschereccio ha soccorso in mare 135 persone, dopodiché i naufraghi sono stati trasferiti sulla nave Gregoretti della Guardia Costiera italiana ed il capitano ha fatto rotta verso il porto di Lampedusa. Tuttavia Salvini in qualità di Ministro dell’Interno ha negato l’approdo della nave e ha prontamente messo in moto la burocrazia europea affinché si organizzi la ricollocazione dei migranti una volta sbarcati.

Il Viminale ha infatti reso noto che “ha ufficialmente interpellato la Commissione europea affinché coordini le operazioni di ricollocazione degli immigrati che attualmente sono a bordo di una nave della Guardia Costiera italiana. Si tratta di 135 persone. In attesa di risposte ufficiali non è stato indicato alcun porto di sbarco.”

La risposta da Bruxelles non si è fatta attendere. La Commissione europea ha fatto sapere che “questa mattina ha ricevuto dall’Italia una richiesta di svolgere un ruolo di coordinamento attivo per facilitare lo sbarco dei migranti soccorsi che si trovano attualmente a bordo della nave della Guardia Costiera italiana Gregoretti”.

Non resta dunque che attendere le decisioni della Commissione in merito al ricollocamento dei migranti. Intanto un portavoce della Commissione ha spiegato che “come già fatto in molti casi simili in passato” l’Europa “prenderà ora contatti con gli Stati membri.

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