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Evasione fiscale in Germania, i commercianti contro l'obbligo di scontrino

Evasione fiscale in Germania, i commercianti contro l'obbligo di scontrino

Per contrastare l'evasione fiscale in Germania da gennaio scatta obbligo di scontrino e controllo elettronico dei registratori di cassa

Non sono solo gli Italiani in Europa ad evadere il fisco, ma anche i Tedeschi. La prima della classe dell'Ue infatti risulta essere vicina ad un altro primato, ed è proprio quello dell'evasione fiscale, nel quale al momento è superata solo dall'Italia appunto.

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E sembra che non ci sia neppure un così ampio distacco tra noi e loro, soprattutto se si considera che anche lì il Governo sta cercando di correre ai ripari con uno stretto giro di vite, e come da noi i commercianti non la stanno prendendo particolarmente bene.

In Germania, questo va detto subito, non esiste l'obbligo di emissione dello scontrino fiscale, perché il controllo della fatturazione si basa su altri elementi. Ma vediamo subito quel è la situazione attuale e cosa cambierà per i Tedeschi a partire dal 1° gennaio 2020.

I commercianti sono in rivolta perché il Governo di Große Coalition ha deciso di introdurre proprio l'obbligo di scontrino fiscale ma anche il controllo elettronico dei registratori di cassa. Per i commercianti che non si adeguano le sanzioni possono raggiungere i 25 mila euro.

Lo scopo dell'esecutivo è quello di contrastare l'evasione fiscale, proprio come in Italia, ma a differenza di quanto accade da noi, in Germania è ampiamente diffusa la truffa della manomissione dei registratori di cassa, attraverso la quale i commercianti riescono a sottrarre al fisco decine di miliardi di euro l'anno.

Naturalmente questi cambiamenti imporrebbero ai commercianti di cambiare musica, una prospettiva tutt'altro che allettante per loro, che si oppongono affermando che adeguarsi significherebbe sostenere dei costi eccessivi. E così anche in Germania l'applicazione delle sanzioni non scatterà a gennaio, ma è stata rinviata a settembre 2020.

Il Governo ha quindi concesso agli esercenti 9 mesi di tempo per mettersi in regola, dopodiché potrebbero iniziare a fioccare multe salatissime. E anche per il POS resta tutto sospeso, visto che l'installazione dei dispositivi atti a ricevere pagamenti con carte di credito e bancomat non è ancora obbligatoria per i commercianti tedeschi.

Proprio così, infatti mentre in Italia si fa tanto parlare dell'obbligo di accettare pagamenti via POS, in Gernamia gli stessi strumenti vengono usati molto meno che da noi. I POS nei negozi della Germania sono circa un quarto di quelli che troviamo nei nostri negozi.

Un quadro, quello appena descritto, che probabilmente molti Italiani, specialmente chi opera nel commercio, non si aspettavano. Ed è forse anche per queste caratteristiche del sistema tedesco che la Germania risulta, secondo Tax Justice Network, il secodno Paese in Ue dopo l'Italia come evasione fiscale e sommerso, con valori assoluti di entrate sottratte alle casse dello Stato pari a più di 200 miliardi di euro annui.

Eppure in Germania la legge ci va pesante sui reati di evasione fiscale, visto che è previsto il carcere. Infatti il numero di cittadini che finiscono dietro le sbarre per evasione fiscale in Germania è 55 volte quello che troviamo in Italia, dove si fa fatica persino a far passare la norma che prevede il carcere per i grandi evasori su cui spinge il Governo Conte bis.

I commercianti tedeschi insomma non sono tenuti ad emettere il classico scontrino fiscale, che in Italia viene emesso da ogni attività, dal macellaio al fioraio, dal pescivendolo al ferramenta, ma esiste una forma diversa di controllo, che come spiega Lothar Binding di Spd, sostenitore della nuova legge, si è rivelata insufficiente.

"Molti commercianti non registravano correttamente le entrate o manomettevano i registratori di cassa, quindi si è reso necessario un sistema di controllo a distanza, il TSE, per ristabilire concorrenza nel mercato" ha spiegato Binding.

Il meccanismo che verrà introdotto in Germania a partire da gennaio 2020 permetterà allo Stato di registrare ogni entrata in tempo reale, con un funzionamento molto simile a quello dello scontrino elettronico che a partire dal mese di luglio 2020 sarà obbligatorio per tutti i commercianti italiani.

E proprio come i commercianti italiani hanno reagito i commercianti tedeschi, che hanno lamentato ingenti spese da sostenere per adeguarsi alle nuove normative in arrivo. Secondo Handelsverband Deutschland, l'associazione dei commercianti tedeschi la spesa complessiva per aggiornare gli strumenti in uso o dotarsi di quelli nuovi, si aggirerà tra i 300 e i 500 euro.

I costi però potrebbero essere ancora più alti per alcune categorie di commercianti, come ad esempio i macellai. Gero Jentzsch, dell'Associazione tedesca dei macellai spiega che "i registratori di cassa e le bilance sono collegati tra loro" e questo renderebbe l'adeguamento alle nuove leggi molto più complicato, e naturalmente più costoso, con una spesa prevista per singolo negozio di circa 4 mila euro.

C'è poi il problema della certificazione del sistema, che prevede percorsi diversi a seconda del tipo di attività commerciale. Tra gli esercenti si è creata molta confusione in merito ed il ministero delle Finanze si è trovato costretto a concedere più tempo, procrastinando la scadenza entro la quale scatteranno le sanzioni, fissata ora al mese di settembre 2020.

Il processo di aggiornamento sta procedendo, ma a rilento. Si calcola che sul totale degli 1,85 milioni di registratori di cassa attivi oggi in Germania, ne sono stati riconvertiti solo 400 o 500 al massimo. Per tutti gli altri sarà necessaria la sostituzione, ma il Governo ancora non ha introdotto alcuno sgravio fiscale.

Anche tra le forze politiche c'è chi storce il naso, e se la Große Coalition continua a fare pressioni perché si proceda in questa direzione, Fdp e Grüne (Verdi) sono di tutt'altra opinione. Christian Dürr dell'Fdp ritiene che le misure che verranno introdotte rappresentano una criminalizzazione a priori degli esercenti, mentre i Verdi ricordano che introdurre l'obbligo di emissione di scontrino significa introdurre nell'ambiente una enorme quantità di carta termica, che è notoriamente non riciclabile.

Tuttavia la svolta è alle porte, che piaccia o no ai commercianti tedeschi o a talune forze politiche. A partire dal mese di gennaio 2020 anche in Germania insieme al resto gli esercenti dovranno produrre relativo scontrino cartaceo. A differenza di quanto avviene in Italia però, il cliente non sarà tenuto a portarselo dietro, né quindi ad esibirlo ad eventuali agenti delle forze dell'ordine.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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