Crisi delle banche: BCE getta acqua sul fuoco

La crisi delle banche continua ad impensierire Bruxelles e Francoforte. In un contesto caratterizzato da una forte incertezza, dall’EuroTower arrivano segnali rassicurati che si vanno ad affincare alle recenti rassicurazioni che sono state formulate da autorevoli esponenti della Commissione Europea.

Come si era già capito nei giorni immediatamente successivi allo scoppio della crisi del Credit Suisse, la parola d’ordine è allontanare ogni spettro di contagio. Per la BCE, quindi, le banche europee sono solide e il ventilato effetto domino rappresenta un’ipotesi molto remota.

Una convinzione molto radicata visto che in un suo recente intervento dinanzi ai capi di stato e di governo dei paesi membri dell’Unione, la Lagarde ha detto chiaramente che il settore bancario dell’area Euro è molto resiliente e forte anche perchè, all’epoca della crisi del debito sovrano del 2008, venne attuata una riforma complessiva delle banche nel senso di un maggiore rafforzamento del loro patrimonio.

Proprio gli ultimi sviluppi, ha quindi aggiunto la numero uno dell’EuroTower, evidenziano l’importanza di proseguire con la strategia di perfezionamento e di miglioramento degli stessi standard regolatori. Per la Lagarde, anche alla luce della crisi delle banche, diventa più necessario che mai andare avanti nel completamento dell’Unione bancaria il cui fine è quello di creare dei veri mercati dei capitali europei. Secondo la governatrice, inoltre, non c’è una scelta al margine che si è chiamati a fare tra la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria visto che gli strumenti che sono ad oggi a disposizione dell’EuroTower permettono di affrontare rischi derivanti da entrambi i fronti.

La BCE, infatti, ha in mano tutti gli strumenti necessari per riuscire sempre a fornire liquidità al sistema finanziario dell’area euro nel caso in cui ci dovesse essere la necessità di operare in tal senso.

La reazione dei governi alle rassicurazioni della Lagarde

Fin qui le parole della governatrice dell’EuroTower. Ma come hanno reagito i rappresentanti degli Stati e dei governi che hanno ascoltato le parole della Lagarde?

Partiamo dall’Italia con la premier Meloni che si è detta certa che ci sia una certa consapevolezza della solidità del sistema. Parlando con la stampa la presidente del Consiglio ha aggiunto di non intravedere fattori di reale preoccupazione invitando alla tranquillità. Secondo la Meloni, dalla relazione della presidente Lagarde e del presidente dell’Eurogruppo Donohoe emerge la consapevolezza che ci sia un sistema che, per fortuna, si caratterizza per fondamentali solidi. La Meloni ha anche poi aggiunto che è necessario monitorare la situazione in costante evoluzione e quindi proseguire con l’implementazione dell’Unione Bancaria spianando la strada poi all’ Unione di capitali, e quindi all’annoso nodo della governance. Si tratta di un grosso lavoro che deve essere fatto ha quindi aggiunto Meloni. E questo, ha proseguito la premier, non perchè negli ultimi giorni siano arrivate novità su preoccupanti su questo fronte ma semplicemente perchè il sistema bisogna di elementi “che mancano per la sua piena forza e capacità di impatto“. Infine la rassicurazione più marcata: la presidente del consiglio non vede elementi di preoccupazione per un sistema che è oggettivamente stabile e solido.

Puntuale reazione alle parole della Lagarde è arrivata anche dal premier tedesco Olaf Scholz che in questi giorni è stato alle prese con i forti contraccolpi incassati da Deutsche Bank a causa proprio della crisi delle banche.

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Scholz ha dichiarato che Deutsche Bank è un istituto certamente da apprezzare per come ha modernizzato ed organizzato le sue modalità operative. Per il capo del governo tedesco, inoltre, Detsche Bank resta una quotata remunerativa. Anche su questo fronte, quindi, la parola d’ordine è rassicurare anche se la realtà è che le azioni Deutsche Bank continuano ad essere molto sotto pressione sul Dax della borsa di Francoforte.

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