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Uso del Mes: il Pd fa pressioni su Conte "basta incertezze" ma il M5s non cambia posizione

Uso del Mes: il Pd fa pressioni su Conte

Sul Mes dem e 5 Stelle su posizioni opposte, il voto in Aula diventa rischioso per il Governo e anche Forza Italia incalza Conte

Il Meccanismo Europeo di Stabilità, che in questo caso come riportato da Repubblica è di fatto un "fondo per le spese sanitarie messo a disposizione dall'Europa" con i suoi 37 miliardi di euro, rappresenta il tema più delicato per l'attuale maggioranza di governo.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, continua a non sbilanciarsi sull'uso del fondo salva-Stati e la posizione del Movimento 5 Stelle non è cambiata. Questo mette il Partito Democratico in una posizione particolarmente scomoda, trovandosi con l'appoggio dell'ex componente renziana, vale a dire Italia Viva, e del nemico-amico, Silvio Berlusconi.

Contrari all'uso del Mes, almeno sulla carta sono, oltre al Movimento 5 Stelle, anche Lega e Fratelli d'Italia. Il che significa che in un eventuale voto in Aula sull'uso del fondo salva-Stati la maggioranza rischia seriamente di non risultare tale.

Zingaretti: "basta tergiversare, quei soldi sono utili alla Sanità"

Una situazione che non permette a Nicola Zingaretti di dormire sonni tranquilli, è evidente, ed è sempre il segretario del Pd a tornare sull'argomento, questa volta in una intervista rilasciata al Corriere della Sera, in cui rivolgendosi al presidente del Consiglio afferma: "basta tergiversare. Quei soldi sono utili alla sanità".

La posizione di Zingaretti d'altra parte è chiara da tempo, ne aveva parlato anche in una lettera inviata a inizio giugno a IlSole24Ore, in cui dichiarava: "dico sì al Mes senza se e senza ma. Serve un cambio di rotta, il servizio sanitario va letto come grande driver di sviluppo e di benessere".

Che occorrano dei fondi per rafforzare il sistema sanitario nazionale non lo mette in dubbio nessuno, ma che sia il Mes, uno strumento progettato con finalità completamente diverse, la soluzione migliore per intervenire in questa particolare circostanza, questo sì viene messo legittimamente in dubbio.

Ed è su questa linea che si muove il Movimento 5 Stelle, o meglio, non si muove. "Ad oggi la posizione del Movimento 5 Stelle sul Mes non cambia. È la stessa di ieri, di una settimana fa e di un mese fa" rispondono i pentastellati a Zingaretti.

Il botta e risposta tra le due forze di maggioranza prosegue con l'intervento di Michele Bordo, vicecapogruppo del Pd alla Camera dei Deputati, che sottolinea: "appunto, è esattamente questo il problema. In questi mesi è cambiato tutto, in Europa sono stati messi in campo strumenti mai visti prima e rimanere fermi significa solo essere miopi e irresponsabilmente ideologici".

Per il Pd si tratta di una occasione da non perdere. Il Mes, secondo quanto riportato su Repubblica "mette a disposizione denaro immediatamente fruibile per la sanità italiana e a interessi bassissimi". Viene definito "un prestito più vantaggioso rispetto al fondo salva-Stati 'standard'", vale a dire quello cui ha attinto la Grecia.

Il Pd spinge compatto per l'uso del Mes quindi, e ad intervenire nel dibattito è anche l'eurodeputato Giuliano Pisapia, che sottolinea: "basta rinvii, l'Europa ci mette a disposizione per la sanità 37 miliardi. Non prenderli sarebbe sprecare un'occasione per tutelare la salute di tutti i cittadini. Servono per ammodernare la sanità pubblica su tutto il territorio nazionale, dando più forza alle strutture ospedaliere e ai prestiti territoriali".

Per l'eurodeputato dem si tratta di "una scelta ineludibile dopo quello che è successo e sta ancora succedendo. I soldi sono disponibili da dopodomani: utilizziamoli per il nostro Paese".

Forza Italia avverte: "non voteremo lo scostamento di bilancio"

Anche Forza Italia è favorevole all'uso del Mes, ed è proprio sul partito di Silvio Berlusconi che il governo rischia di dover contare per reggersi in piedi in caso di voto. Solo che dei voti dei forzisti l'esecutivo avrà bisogno anche per l'approvazione dello scostamento di bilancio di 20 milioni di euro.

Ed è proprio su questo punto che Forza Italia cerca di far leva per spingere il Governo Conte verso l'approvazione dell'uso del Mes nell'ambito della crisi legata all'emergenza coronavirus. "Non voteremo lo scostamento di bilancio" avverte infatti la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini, concetto ribadito poi dalla capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini, che conferma: "il Mes rappresenta un'opportunità da cogliere".

Si sono espressi favorevoli all'uso del Mes anche alcuni governatori del centro destra, come quello della Liguria, Giovanni Toti (Cambiamo!), o quello del Piemonte, Alberto Cirio (FI), nonché il governatore della Lombardia, Attilio Fontana (Lega).

M5s: "il Mes non è uno strumento idoneo"

Ma la posizione ufficiale del Movimento 5 Stelle, principale forza di maggioranza, resta immutata. Ne ha parlato il reggente, Vito Crimi, affermando che "il Mes non è uno strumento idoneo". "Restiamo contrari" ha spiegato Crimi "se debito deve essere, allora meglio che avvenga attraverso lo scostamento di bilancio che utilizzando uno strumento che riteniamo non solo inidoneo ma pericoloso".

Quello che accadrà nei prossimi giorni potrebbe determinare una svolta decisiva, ma resta da vedere in che modo la cosa verrà gestita dal premier. Infatti per le date del 17 e 18 luglio è previsto il Consiglio europeo, in vista del quale il presidente Conte potrebbe riferire in Parlamento con una informativa o dando generiche comunicazioni.

Se si trattasse di una informativa, un accenno alla questione dell'uso del Mes sarebbe inevitabile, ed in questo caso altrettanto inevitabile sarebbe definire la posizione dell'Italia rispetto all'utilizzo o meno del fondo salva Stati. Tanto più che la stessa cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha di recente esortato l'Italia a farne uso, con tanto di replica del premier, il quale ha ricordato che non è decisione che compete alla Germania.

Ancora più decisiva si rivelerebbe l'occasione poi se il tema del Mes venisse citato in una risoluzione della maggioranza, nel qual caso si andrebbe a votare, con esiti che al momento sono difficili da prevedere. Il premier potrebbe però decidere di evitare lo spinoso argomento, nonostante le pressioni di Lega e Fratelli d'Italia, ben consapevoli di quanto stia rischiando la maggioranza.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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