Il ministro della Salute, Roberto Speranza (LeU), rischia di essere rimosso dall’incarico che, nel bene o nel male, ha indelebilmente legato il suo nome all’emergenza Coronavirus.

Secondo una non meglio precisata percentuale di cittadini italiani il ministro Speranza doveva essere sostituito molto tempo fa, ma ora a chiederne le dimissioni con un pressing sempre più convinto sono anche i partiti di centro destra, e sebbene non si collochi tra questi, è lo stesso Gianluigi Paragone a chiedere la testa del ministro della Salute.

Tutto sta accadendo molto in fretta, ed ora il terreno sta letteralmente franando sotto i piedi di Roberto Speranza che nelle ultime ore sembra procedere a passo spedito verso una ‘nuova collocazione’.

Sembra infatti che se da una parte vi è una evidente insoddisfazione da parte dei cittadini per il modo in cui l’emergenza sanitaria è stata gestita, e a questo malcontento si aggiungono le pressioni da parte dei partiti di centrodestra, dall’altra abbiamo ora un presidente del Consiglio che sembra tutt’altro che intenzionato a lasciare Speranza al suo posto.

Il fatto è che il presidente del Consiglio la sua occasione per avere un ministro della Salute un po’ più all’altezza l’aveva avuta quando ha formato la squadra di governo, solo che evidentemente i tempi ‘non erano ancora maturi’ per così dire.

Tuttavia il premier non ha la facoltà di dimissionare i ministri, motivo per cui, stando a quanto riportato da Il Messaggero, Mario Draghi starebbe valutando la possibilità di convincere Roberto Speranza a fare un passo indietro dal suo incarico al ministero, per accettare invece un incarico diverso.

Tenere ancora lì un ministro della Salute come Roberto Speranza in una fase come questa non è esattamente la più incoraggiante delle prospettive, ma quel che conta è che pare sia lo stesso premier a ritenere che il momento di un cambio sia effettivamente giunto.

Il timore dell’ex presidente della Bce è che la presenza di Speranza a capo del ministero della Salute possa surriscaldare gli animi all’interno della maggioranza, e prima che dal centro destra possano arrivare ulteriori pressioni, Draghi sembra essere intenzionato a porre rimedio. Da Lega e Forza Italia infatti da tempo arrivano segnali di ben poco entusiasmo per la permanenza di Speranza al ministero.

La gestione ‘non esattamente impeccabile’ di Roberto Speranza

L’episodio probabilmente più emblematico è stato forse quello del cambio di rotta a poche ore dalla riapertura degli impianti sciistici di tutta Italia, quando tutto l’indotto si era preparato a riaprire, investendo e lavorando per rendere possibile la riapertura nel rispetto delle varie norme di sicurezza imposte, e il ministro Speranza ha negato la riaperture appena qualche ora prima con disagi e danni enormi.

Si tratta sono di uno dei tanti episodi in cui il ministro Speranza ha mostrato tutta la sua spaventosa inadeguatezza al ruolo che ricopre ormai da oltre due anni.

Ci sono stati i problemi legati al mese di ritardo per allungare i tempi della somministrazione della seconda dose nell’ambito del piano vaccini, le chiusure a oltranza che hanno messo in ginocchio l’economia di un intero Paese, le aperture centellinate e continuamente rimandate, per non parlare del recente caso Oms con l’inchiesta della procura di Bergamo che vede indagato lo stesso Ranieri Guerra.

Speranza in tutto questo aveva trovato anche il tempo per scrivere e pubblicare un libro sulla pandemia da Covid-19 intitolato “perché guariremo” che è stato poi fortunatamente ritirato. Al ministro Speranza viene imputata anche la confusione sulla campagna vaccinale e le difficoltà nel rapportarsi positivamente e in modo collaborativo coi presidenti di Regione.

Per non citare la questione del mancato aggiornamento del piano pandemico, lo scandalo mascherine e l’inchiesta sui ventilatori polmonari provenienti dalla Cina.

Su tutto ciò campeggia l’inchiesta sul report dell’Oms scomparso dopo 24 ore dalla sua pubblicazione. Su Il Giornale leggiamo che il direttore dell’Oms avrebbe incontrato Goffredo Zaccardi, capo di Gabinetto del ministro della Salute Roberto Speranza: “dice di vedere se riusciamo a farlo cadere nel nulla. Se entro lunedì nessuno ne parla vuole farlo morire. Altrimenti lo riprendiamo insieme”.

Insomma pare che finalmente qualcuno abbia giudicato che sia stato ‘fatto abbastanza’ e che magari è il momento di valutare qualche altro nome per il ministero della Salute del “governo dei migliori”. Eppure pare che il premier Mario Draghi, dopo aver incontrato il leader della Lega abbia detto in merito alla sostituzione del ministro Speranza “a Salvini ho detto che l’ho voluto nel mio governo e che lo stimo molto”.

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