Piano Mattei: cos’è e a cosa dovrebbe servire

Cos'è il piano Mattei e a cosa dovrebbe servire - BorsaInside.com

In questi giorni si parla spesso del Piano Mattei, ma di cosa si tratta esattamente? Diciamo prima di tutto che il nome di questo piano che il governo di Giorgia Meloni sta mettendo a punto viene dal nome dell’ex presidente di Eni, scomparso nel 1962.

Cos’è il Piano Mattei?

Ma cos’è quindi il piano Mattei, e cosa c’entra Eni? Si parte da 25 Capi di Stato a cui si vanno ad aggiungere i ministri di circa 20 Paesi dell’Africa, e il tema centrale come è facile intuire è quello dell’energia, con particolare riferimento alle preziose risorse di quel continente.

Si tratta di un percorso che dovrebbe prevedere l’avvio di nuovi progetti in grado di portare a un reciproco beneficio, ma nel dettaglio la tabella di marcia non è stata ancora definita. Si sa ben poco, ancora oggi, di come dovrà essere strutturato il cosiddetto piano Mattei, anche rinominato piano per l’Africa.

Nella giornata di ieri, al Senato, è stato inaugurato un vertice che dovrebbe anche sottolineare “la centralità del Parlamento nella definizione del piano Mattei” stesso, come fonti dell’esecutivo hanno spiegato.

In occasione del vertice si è parlato di una metodologia “ispirata a un approccio ‘globale’ e ‘non predatorio’, a fornire risposte risposte alle esigenze rappresentate dal Continente africano, riconoscendo la centralità della condivisione dello sviluppo socioeconomico sostenibile e delle responsabilità per la stabilità e la sicurezza quale fondamento di rapporti duraturi di reciproco beneficio tra l’Africa e l’Europa”.

E la scelta del nome di Enrico Mattei, dovrebbe essere la conferma del desiderio di emulare proprio questo approccio “non predatorio” nei confronti dell’Africa da parte dell’Europa, per uno sviluppo sostenibile e duraturo.

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Come sarà strutturato il piano Mattei?

Gli obiettivi del piano Mattei dovrebbero essere, a grosse linee, quelli enunciati fin qui. Ma questo, almeno per ora, è poco più di uno slogan con cui le forze di governo tentano di presentare il nuovo piano per l’Africa, mentre per l’opposizone si tratta di una “scatola vuota”.

Governo e maggioranza spiegano che il piano, che effettivamente al momento è solo una serie di buoni propositi, si riempirà di contenuti strada facendo, e questi contenuti dovrebbero essere definiti in collaborazione con i Paesi africani stessi, proprio partendo dalla Conferenza che si è tenuta ieri.

Il premier, Giorgia Meloni, ha spiegato a tal proposito che “finora non ha funzionato un certo approccio paternalistico e predatorio. Quello che va fatto in Africa non è carità, ma partnership strategiche da pari a pari”.

Al momento, per quel che riguarda le risorse in gioco, si parla di almeno 4 miliardi di euro di fondi italiani che dovrebbero essere diluiti nei prossimi 5-7 anni. Una prospettiva che non sembra entusiasmare molto gli scettici, e lo stesso Romano Prodi ha lasciato intendere che tale somma non servirà a granché.

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