Ciclo azionario globale: è davvero vicino alla fine?

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Il ciclo azionario globale si sta avvicinando realmente alla fine? O è destinato a occupare almeno il 2019?

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Il ciclo azionario globale è davvero vicino alla fine? O il futuro a breve termine è comunque in grado di darci delle ottime soddisfazioni?

A domandarselo sono tanti investitori e analisti, e a fornire una utile opinione è stato, negli ultimi giorni, David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Global Focused Growth Equity, T. Rowe Price. Il quale, ben inteso, rammenta come ad avviso della società si sia già superato il picco della crescita in termini economici e di utili, con la conseguenza che i prossimi trimestri vedranno un calo rispetto ai massimi raggiunti recentemente.

Incertezza e volatilità la faranno da padrona

Secondo l’esperto, anche se l’ultima fase del ciclo azionario globale è contraddistinta da una calma “inusuale”, con rendimenti più elevati, la valutazione del contesto economico globale non è cambiata in modo significativo, suggerendo dunque un periodo più incerto e volatile.

Insomma, le attuali caratteristiche di bassa crescita del PIL, debito eccessivo, petrolio in eccesso e bassa inflazione, condotta da tecnologia e automazione, condurranno a conseguenze ampie che concerneranno politica, economia e utili societari.

È peraltro importante notare come un mondo di crescita e inflazione relativamente contenute non implica necessariamente un mondo privo di cambiamenti positivi, di progressi o di opportunità – rammenta la società di analisi. Al massimo, potrebbe invece implicare un’ampia dispersione dei rendimenti azionari, richiedendo di riposizionare i portafogli in modo attivo dal giusto lato del cambiamento.

Crisi e risposte alle crisi

Secondo T. Rowe Price, i prossimi anni saranno dunque caratterizzati da un continuo susseguirsi di crisi e risposte alle crisi. Si ritiene in tal senso importante prestare particolare attenzione a tre riscontri in termini di politiche, che daranno forma al percorso e all’aumento della crescita nel 2019-2020:

  • la risposta agli stimoli economici domestici in Cina;
  • il rallentamento del ritmo dei rialzi dei tassi della Fed, soprattutto se il prezzo del petrolio continua a diminuire come ci aspettiamo;
  • una qualche risoluzione delle dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina.

La compagnia ritiene altresì che sussistano strumenti di politica che potrebbero essere utilizzati per guidare l’economia globale verso un ritorno a una “nuova normalità” (un mondo di crescita e rendimenti bassi), anche se proprio l’attuale situazione politica sta complicando il quadro.

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Redazione Borsainside ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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